Vacanze: Società

Meglio essere più informati!
Viaggi, vacanze e circuiti “tutto compreso”

Chi di noi non ha già prenotato la propria vacanza per potersi distendere e rilassare, almeno per una settimana all’anno? C’è chi preferisce allontanarsi dalla propria città, dal proprio lavoro, dalle proprie abitudini anche per due settimane o addirittura quattro, c’è chi invece non potendo o non volendo rimane a casa propria, godendo delle manifestazioni locali e vivendo una Benevento, che anche se un po’ afosa e meno popolata, resta sempre bellissima e magica.
Sondando e curiosando fra le varie agenzie di viaggi della città, tra cui la Savia, la But for me, la Cts e la Gst, è emerso che lo stile vacanziero che viene preferito è quello più economico e più conveniente che equilibri e concretizzi comunque il rapporto qualità-prezzo. La tipologia di vacanza è orientata maggiormente verso la villeggiatura in hotel ¾ stelle e in residence di categoria media, mentre poco interesse hanno riscosso i villaggi organizzati e le crociere, preferite da coppie di sposi o di anziani.
La nostra Penisola è sempre più screditata e viene scelta per lo più da un pubblico adulto, per quanto riguarda la costa calabra e la zona del Gargano, e meno da un’utenza giovanile che si dirige nella zona del Salento e in Emilia Romagna. Le mete turistiche più gettonate sono la Croazia, la Tunisia, la Grecia, la Spagna e le Isole Baleari, sembra, invece, aver perso prestigio l’Egitto, a differenza della Thailàndia che può vantare una netta, ma graduale, ripresa.
Ogni anno dai massmedia giungono notizie di turisti “truffati” da operatori poco seri o truffaldini, quindi il nostro consiglio è sempre quello di affidarsi ad agenzie di comprovata serietà e di diffidare di quelle offerte che promettono soggiorni super a prezzi stracciati. Ad ogni buon fine è utile sapere alcune cose essenziali quando si vanno ad acquistare pacchetti turistici.
Forse, per esempio, non tutti sanno che per i viaggiatori è prevista una tutela speciale nell’ambito della normativa comunitaria che viene spesso ignorata, ma che è doveroso conoscere per spogliarsi di quel dogmatismo che non ci lascia guardare oltre il nostro ordinamento italiano. Il diritto comunitario volge il suo intervento ad armonizzare i viaggi e le vacanze in Europa, dunque una categoria più ampia rispetto a quella che veniva disciplinata in Italia dalla Convenzione Internazionale dei Contratti di Viaggio, stipulata nel 1967. Il decreto legislativo del 1995, attuativo della direttiva n°90/314 CEE concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti “tutto compreso”, riguarda i pacchetti turistici venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfetario e di durata superiore alle 24 ore. Il contratto di vendita di pacchetti turistici deve essere redatto in forma scritta in termini chiari e precisi e deve contenere indicazioni circa la destinazione, la durata, la data dell’inizio e della conclusione, il prezzo del pacchetto turistico, l’importo da versare all’atto della prenotazione, che non può essere superiore al venticinque per cento del prezzo, i mezzi, le caratteristiche e le tipologie di trasporto, il termine entro cui il consumatore deve essere informato dell’annullamento del viaggio per la mancata adesione del numero minimo dei partecipanti previsto.
Prima dell’inizio del viaggio l’organizzatore ed il venditore devono comunicare per iscritto almeno gli orari, le località di sosta e le coincidenze, le generalità e il recapito telefonico di uffici locali contattabili dal viaggiatore in caso di difficoltà. La revisione del prezzo forfetario di vendita è ammessa solo quando sia stata espressamente prevista nel contratto e non può avvenire nei venti giorni che precedono la partenza, quando l’aumento del prezzo supera il 10% l’acquirente può recedere dal contratto, previo rimborso delle somme già versate dalla controparte. Altre ipotesi di recesso o ripensamento possono essere delle modifiche alle condizioni contrattuali particolarmente significative.
Al cliente sono attribuiti due vantaggi: usufruire di un pacchetto turistico di qualità equivalente al precedente e ottenere il risarcimento per ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto. Inoltre, se il cliente non viene informato della possibilità di ripensarci, il diritto di recesso, che può essere esperito entro 7giorni dalla conclusione del contratto, potrà essere invocato in un termine di 60 giorni.
Recentemente la Corte di Giustizia ha introdotto il “danno da vacanza rovinata”, che non ha natura patrimoniale e non veniva prima riconosciuto dalla Corte Costituzionale.

MARIASERENA PELLEGRINI


Il parere del medico specialistico:
Tutti i rischi della tintarella.
Sono ormai trascorsi i tempi in cui ci si serviva degli ombrellini per proteggersi, oggi si prende il sole con troppa superficialità. Ai bambini bisogna riservare la massima attenzione Con le vacanze alle porte, abbiamo ritenuto opportuno rivolgerci alla dottoressa Antonia G. Galluccio, Responsabile Dermatologia e Fototerapia Ospedale Fatebenefratelli di Benevento, Delegato Regione Campania ADOI (Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani) e Segretario Nazionale AiSP (Associazione interdisciplinare per lo Studio della Psoriasi), per saperne di più sul come prendere la tintarella. «Viviamo immersi nelle radiazioni visibili ed invisibili – esordisce la dermatologa Galluccio – e senza di esse la vita sulla terra non esisterebbe. Tuttavia una quantità eccessiva di radiazioni è certamente dannosa. In risposta ad essa, tutti gli organismi cercano di ridurre al minimo i rischi ed istintivamente si tengono al riparo dall’esposizione diretta durante le ore più calde della giornata».
Sembra che l’unico ad andare in controtendenza sia l’essere umano…
«Purtroppo l’esposizione del corpo alla luce solare per l’ottenimento dell’abbronzatura, che costituisce una protezione naturale, attivata dalle stesse radiazioni ultraviolette, è diventata una moda, con una esposizione intensa e prolungata che rende insufficiente il sistema di difesa naturale della cute».
Quali i rischi che si corrono esagerando?
«L’esposizione eccessiva ha comportato un aumento del numero di casi di cancro cutaneo di proporzioni epidemiche in Europa e negli Stati Uniti, soprattutto i carcinomi. Il più elevato tasso d’incidenza di melanoma è stato registrato nel Queensland, Australia, ed è stato correlato direttamente con l’associazione carcinogenica delle radiazioni solari. Inoltre vi è una stretta correlazione fra esposizioni solari acute-intermittenti e rischio di melanoma. Mentre l’ustione solare favorisce i tumori cutanei, tipo carcinomi, l’esposizione occupazionale continuativa non risulterebbe un fattore di rischio».
Nell’Ottocento la donna non solo non prendeva il sole, ma a differenza di oggi addirittura se ne proteggeva, facendo uso di ombrellini. Il sole fa invecchiare la cute?
«Certamente sì. Esistono due forme di invecchiamento, una fisiologica, l’altra fotoindotta, “fotoaging”, alterazioni cutanee prodotte dalla esposizione solare cronica e prolungata».
Esistono delle ore nell’arco della giornata in cui è meglio non prendere il sole? «Quelle che vanno dalle dodici alle sedici».
Come proteggersi, ma soprattutto come farlo in modo efficace? I bambini vanno protetti in modo particolare?
«Sembra che l’esposizione dei bambini alle radiazioni ultraviolette con numerose ustioni solari durante l’infanzia determini un rischio di cancro cutaneo, in particolare per il melanoma, maggiore rispetto all’esposizione in età adulta. Inoltre si è visto che nei soggetti in età avanzata con carcinoma squamocellulare, vi è stata una storia di intensa esposizione nell’età infantile-giovanile ed elevata sensibilità (indicati come Fototipo I e II). Pertanto la protezione solare dei bambini riveste un’importanza enorme, sconsigliando però vivamente l’uso dei solari nei bambini di età inferiore ai sei mesi. È necessario proteggere i bambini piccoli da qualunque esposizione al sole, avendo l’accortezza di tenerli al riparo dalla luce solare diretta, coprirli con indumenti protettivi, mentre i solari sono considerati un presidio di terza linea. Ma i genitori sanno che non è sempre agevole, soprattutto in prossimità dell’acqua, tenere i neonati e i bambini al riparo dal sole e coprirli con indumenti protettivi, per cui in questo caso i solari costituiscono un presidio veramente indispensabile».

GIANCARLO SCARAMUZZO