Il lago di Campolattaro: biodiversità, energia, sport e acqua potabile Ambiente

Durante gli anni di docente universitario, il prof. ing. Vincenzo Rosiello ha spesso abbinato all’attività accademica quella professionale, realizzando numerosi progetti complessi anche in ambito di reti idriche e di captazioni sorgenti con opere connesse dislocate in Campania, Puglia e Molise, oltre a ricoprire ruoli di consulente in diversi Consorzi di Bonifica. Da febbraio di quest’anno è l’ingegnere responsabile della diga di Campolattaro, la cui gestione è affidata all’ASEA, Agenzia in house della Provincia di Benevento.

La diga di Campolattaro come risorsa del territorio. Lo è oggi e lo sarà ancora di più in futuro.

Durante l’evento alluvionale dell’ottobre 2015 la diga ha svolto un ruolo determinante nel contenimento dell’onda di piena, sfiorando i limiti di sicurezza. Di conseguenza è stata effettuata, preliminarmente, un’ottimizzazione del livello dell’acqua che sostanzialmente permette oggi di avere una maggiore capacità di laminazione complessiva dell’invaso, quasi ‘doppia’ rispetto a quella del 2015.

Il perfetto funzionamento dei sistemi di verifica e di controllo della diga è garantito da apparecchiature un tempo all’avanguardia, oggi alcune sono datate.

È in atto un’attività di manutenzione molto spinta sulle apparecchiature elettromeccaniche esistenti, grazie alle quali, ogni giorno, è possibile effettuare misurazioni e controlli che vengono poi validati con visite ispettive semestrali, operando in perfetta sintonia con le indicazioni impartite dall’Ufficio Dighe di Napoli. Oltre alla manutenzione è anche prevista la sostituzione e l’integrazione di alcune apparecchiature. A tal riguardo è stato di recente appaltato un progetto finalizzato all’inserimento di nuove apparecchiature specifiche che trova copertura economica in un finanziamento concesso, nel 2018, dal Ministero delle Infrastrutture, che indica ASEA come soggetto gestore. I rapporti tra ASEA e MIMS sono formalizzati in una convenzione che prevede, tra l’altro, anche una verifica di vulnerabilità sismica sia della Casa di guardia che delle altre opere strutturali della diga.

ASEA è il Gestore della diga di Campolattaro, che riceve ogni anno dal Concessionario, la Provincia di Benevento, 450mila euro: cosa potrebbe fare ASEA per diventare autosufficiente dal punto di vista economico?

Uno dei principali obiettivi è quello di trovare soluzioni impiantistiche incentrate sull’acqua, risorsa energetica di fondamentale importanza, capaci di rendere autosufficiente l’intera gestione della diga. Questo sarà possibile grazie alla realizzazione di impianti idroelettrici per la produzione di energia, da progettare ed eseguire in house. È un obiettivo a breve termine che consentirà l’indipendenza economico-finanziaria della gestione e, nel contempo, libererà risorse dal bilancio della Provincia di Benevento.

Di che tipo di impianti parliamo, vista anche la sua consolidata esperienza acquisita nel settore dell’energia da fonti rinnovabili?

Sono tre impianti idroelettrici di piccola potenza. Di questi uno, già in fase di progettazione, ed un altro la cui progettazione si avvierà a breve andranno a collocarsi in corrispondenza della diga stessa con l’utilizzazione della portata corrispondente al deflusso minimo vitale da restituire all’alveo del Tammaro a valle della diga. Un altro impianto è in dirittura d’arrivo: la progettazione prevederà la realizzazione di un intervento che riguarda l’adeguamento dell’invaso del torrente Tammarecchia, che sversa le sue acque nel lago di Campolattaro, e anche lì sarà possibile installare un mini impianto idroelettrico. L’adeguamento funzionale dell’invaso Tammarecchia consente, tra l’altro, il raggiungimento di benefici anche a valle per la sua influenza sul fiume Tammaro. Sarà inoltre effettuato l’efficientamento energetico degli edifici esistenti, fino a trasformarli in edifici ZEB, Zero Energy Building, ossia in edifici a energia zero.

Si è più volte posta l’attenzione sui dipendenti dell’ASEA, un organico di 19 unità. Quali compiti sono loro assegnati?

Presso la Casa di guardia della diga di Campolattaro, nostra sede operativa, oltre al personale adibito all’attività di sorveglianza - con 3 turni giornalieri di 8 ore - c’è anche uno staff tecnico-amministrativo costituito dal geometra Chiusolo e dal dott. Maiorano, che hanno acquisito una notevole esperienza nelle attività di manutenzione e in quelle strettamente connesse al funzionamento della diga.

Per la diga di Campolattaro, la Regione ha previsto un “Contratto di lago”.

Nella fattispecie si tratta di un progetto pilota con regia regionale a medio termine. Il progetto dovrà prevedere necessariamente il completamento di alcune opere infrastrutturali intorno all’invaso, l’attivazione di attività naturalistico-sportive e di attività ricettive, finalizzate ad una più completa valorizzazione del lago.

A giugno dello scorso anno si è svolta la prima gara regionale di canoa. Gli esperti del Coni hanno anche valutato la possibilità di svolgere gare di nuoto di fondo, di pesca sportiva ed altro.

Si è vero, lo specchio d’acqua della diga è una struttura nella quale si possono svolgere tutte le attività sportive già praticate, peraltro, in altri laghi similari. Utilizzare la diga anche per finalità sportive, in stretta collaborazione col CONI, consentirebbe la promozione turistica del contesto della diga. Lo sviluppo di progetti dedicati allo sport, da svolgersi nell’area della diga, rappresenta un valore aggiunto anche per tutto il territorio in quanto attireranno migliaia di persone creando le condizioni per sviluppare attività legate all’accoglienza e all’enogastronomia.

Altri interventi significatici che è possibile prevedere nel Contratto di lago?

Tra gli interventi eventualmente da inserire sarebbe auspicabile la realizzazione di una vasca di laminazione subito dopo la confluenza tra il Tammaro e il Calore, per scongiurare eventuali disastri a valle in caso di eventi importanti di tipo alluvionale.

È ormai in fase di ultimazione il collaudo della diga.

Col raggiungimento della quota di massima regolazione, si sta procedendo al completamento delle operazioni finalizzate al collaudo funzionale dell’opera e, di conseguenza, alla fine della fase degli invasi sperimentali e all’avvio di quelli ordinari.

La diga di Campolattaro è inserita nei sette progetti nazionali previsti dal PNRR, per un importo di 480 milioni di euro.

È un’opera strategica a lungo periodo di notevole rilevanza nazionale, che, allo stato attuale, è ancora in fase di progettazione. Si spera che tutte le opere possano completarsi entro la scadenza prevista.

L’obiettivo è la potabilizzazione dell’acqua: ne beneficerà l’intero Sannio?

Sì, il progetto prevede l’approvvigionamento idrico destinato all’intera provincia di Benevento nonché alla Campania settentrionale, garantendo il fabbisogno idrico di almeno 500mila persone.

Il Sannio è vocato all’agricoltura: quanta acqua sarà destinata all’irrigazione dei campi?

Sarà sicuramente garantito il necessario supporto alle produzioni di qualità dell’agricoltura locale: è previsto, infatti, un utilizzo fino a 15mila ettari di terreno pregiato.

In questa fase di progettazione, ASEA che ruolo svolge?

Si è provveduto a più riprese ad autorizzare l’ingresso nell’area della diga di personale e di imprese specializzate preposte alla progettazione, che richiedeva un’ampia ed approfondita fase di rilievi e di monitoraggi ambientali indispensabili ancora in corso.

Per concludere, su cosa concentrerete le vostre energie nell’immediato futuro?

Il ruolo di ASEA è essenzialmente incentrato su quelle che sono oggi le attività strettamente connesse ad una efficace e lungimirante gestione dell’invaso di Campolattaro nonché sulla capacità, in tempi brevi, di rendere lo stesso la ‘carta vincente’ per una ricaduta positiva sull’intero comprensorio.

GIUSEPPE CHIUSOLO