SIAMO LA PRIMA PROVINCIA ENERGETICA D’ITALIA, MA QUASI NESSUNO NE HA PARLATO NELLA CAMPAGNA ELETTORALE DELLE REGIONALI Ambiente
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La crisi energetica, che non solo in Italia si vorrebbe affrontare con lo sviluppo delle fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, idroelettrico), si pensava che potesse diventare uno dei principali argomenti del dibattito politico-elettorale, soprattutto qui nel Sannio, visto che siamo ormai la prima provincia italiana nelle energie rinnovabili. Ma non è stato così, sebbene in vari ambienti, non strettamente politici, si sia tentato di attrarre l’attenzione sul “rapporto tra paesaggio e sostenibilità energetica”, come è avvenuto con un qualificato convegno presso Confindustria di Benevento.
E’ quindi un problema di grande interesse per il mondo imprenditoriale, ma almeno finora non lo è stato nella stessa misura nel mondo politico-istituzionale, a cominciare dalla Regione: difatti nei dibattiti preelettorali se ne è parlato solo vagamente.
Va comunque rilevato che le varie componenti delle Forze politiche impegnate in questa campagna elettorale, e così pure i singoli candidati della nostra provincia, hanno parlato, ed anche ad alta voce, delle problematiche delle aree interne, sebbene spesso senza approfondirne i vari aspetti.
Giustamente si è parlato diffusamente dello spopolamento e delle relative cause e conseguenze, nonché della crisi dei servizi sanitari e scolastici e quindi delle difficoltà delle varie comunicazioni viarie. Si tratta tuttavia di crisi non esclusive delle aree interne, sebbene qui assumano particolari dimensioni e forme. Vi sono invece problemi e situazioni riguardanti quasi esclusivamente i territori appenninici, che tuttavia non manifestano soltanto bisogni da soddisfare, ma anche e soprattutto potenzialità da riconoscere e compensare: ossia risorse che vengono sottratte e sfruttate, lasciando alle aree interne quasi soltanto i costi di produzione; questo soprattutto per quanto riguarda le fonti energetiche rinnovabili.
Le pale eoliche, in particolare, disturbano lo sguardo sul paesaggio e quindi comportano notevoli costi a carico dei territori d’insediamento; tuttavia rappresentano fondamentali fonti energetiche per tutto il Paese. Quindi il Sannio, come primaria provincia energetica, produce molto per l’Italia, ma ricava ben poco, quasi nulla, per le proprie comunità locali. Questo problema è di grande attualità e di vitale importanza, per cui non può essere sottovalutato durante una campagna elettorale: in particolare per la politica regionale di riequilibrio territoriale.
Detto questo, chiediamoci come può essere che i protagonisti di questa competizione elettorale, osservando i nostri monti coperti da migliaia di pale eoliche, non facciano queste considerazioni; e quindi non vedano cosa può fare, cosa deve fare, la Regione Campania, affinché i territori appenninici ottengano il giusto risarcimento.
E’ fuori di dubbio che nel Sannio, in quanto ad energia elettrica si produce cento ma se ne utilizza localmente soltanto due: il due per cento della produzione locale, che comunque dai cittadini sanniti viene pagato allo stesso prezzo applicato in altre parti della regione, le quali però non subiscono i costi geoambientali delle pale eoliche. Ma va anche detto che quel poco di energia elettrica utilizzata nel territorio di produzione viene sottoposto anch’esso a viaggi di andata e ritorno con costi non solo ambientali; pertanto occorrerebbe almeno una minicentrale di accumulo allo scopo di alimentare direttamente l’area di produzione.
In conclusione, dovremmo chiederci se c’è, o ci sarà, qualche consigliere regionale, eletto nelle aree interne della Campania, dotato non solo di coraggio per denunciare questa situazione, ma anche di capacità per avviare un progetto politico risolutivo: non sarà una battaglia facile, tuttavia merita di essere avviata.
Le aree interne-non dimentichiamolo-non sono parenti poveri da assistere, bensì territori ricchi di risorse che non possono essere semplicemente sfruttate; vanno invece adeguatamente compensate. Non si tratta di aree fragili e improduttive: in quanto danno molto e ricevono ben poco.
ROBERTO COSTANZO

19/11/2025