Il cordone di Padre Pio nel racconto del suo donatore Chiesa Cattolica

Circa la vicenda dell’attribuzione del cordone di Padre Pio al Museo dei FF CC di Pietrelcina, ossia del cingolo di colore bianco che indossano i frati cappuccini al di sopra del saio abbiamo raccolto la testimonianza del donatore, ovvero di Carmine Chiusolo, pietrelcinese, classe 1945, affettuosamente chiamato Mimmo, nipote di Padre Bernardo da Pietrelcina confratello e compaesano di Padre Pio, dipendente Inps in quiescenza, residente in quel di Rezzato, provincia di Brescia. Ecco, il racconto di Mimmo: <

Trascorse del tempo e, in un altro incontro che avemmo, mi soggiunse: “Sai Mimmo, vari conventi, dove era stato Padre Pio, hanno iniziato ad allestire musei. I miei confratelli mi hanno chiesto se potevo donargli qualcosa di Padre Pio!”. Padre Bernardo, mi guardò fisso negli occhi, insomma, senza tergiversare, mi chiese la restituzione del cingolo, che mi aveva regalato anni prima, per donarlo al Museo di Pietrelcina, in fase di allestimento.

Gli risposi con una bugia, che non era possibile che mi privassi di quel prezioso ricordo. Gli riferii, a tal proposito, di essermi privato di quel dono! Evidentemente, i fili misteriosi della Divina Provvidenza continuarono ad intrecciarsi senza significato e, di tanto in tanto, riaffiorano ricordi con promesse insoddisfatte. Il mio egoismo, allora, era tanto evidente nei confronti di mio Zio, Zì Monacu, come solevo chiamarlo, che ho creduto giusto donare il cingolo di Padre Pio al Museo di Pietrelcina, affinché potesse avere degna collocazione duratura ed anche come tardivo e doveroso atto a Padre Bernardo, a mia mamma Annina, figlia di Pasquale Masone, fratello di Padre Bernardo, al secolo Rodolfo Masone. Mio nonno Pasquale, aveva chiamato il primo figlio Rodolfo, in rispetto del fratello Rodolfo, divenuto Padre Bernardo. Io sono stato registrato all’Ufficio Anagrafe di Pietrelcina come Carmine, Pasquale, Giuseppe Masone, in virtù dell’usanza di allora di imporre ai figli i nomi dei familiari defunti o per un particolarissimo rispetto ad altri familiari. Infatti, il primo nome è quello di nonno paterno; il secondo di nonno materno; il terzo è quello di un fratello di mia madre deceduto in giovane età. Pur tuttavia, era sempre vivo in me il desiderio di tacitare e rimuovere il rimorso predetto, in comunione con i miei cari defunti e con Dio.

Oggi sono veramente felice di aver fatto questo gesto, d’altra parte il cingolo è ben visibile a Pietrelcina nel Museo di Padre Pio, non tanto per mia soddisfazione personale, ma per francescana memoria e a devozione dei pellegrini! >>.

Difatti, il cordone di Padre Pio, donato da Mimmo Chiusolo, attrae nono poco gli sguardi dei visitatori; si contorce e si protrae, fa bella mostra di sé al di là dei cristalli protettivi delle bacheche del Museo e contribuisce altresì ad implementare parecchio l’ormai smisurato complesso di reliquie, di oggetti e di reperti storici afferenti la memoria del Padre Pio pietrelcinese, posti tutti alla visione gratuita dei tantissimi devoti che giungono, devoti e prostrati, da ogni dove, nella fortunata Terra sannita, prescelta e benedetta dal buon Dio!

ANTONIO FLORIO

Nella foto: Padre Pio con il fratello maggiore Michele