A Foglianise tutti invocano San Rocco patrono degli appestati Cronaca

Ovunque regna il silenzio incontrastato, il protagonista di un copione surreale, interrotto dal passaggio di alcune automobili, dal melodioso canto degli uccelli, che circondati dai peschi già con le nuove gemme, sono il preludio ideale di primavera, segno di speranza, al tempo del coronavirus, inatteso, che sconvolge i ritmi della quotidianità.

Narrare quello che succede in Foglianise, non è semplice, volgi lo sguardo intorno e non vedi nessuno, sembra attraversare il deserto, per scrivere l’articolo ho approfittato delle brevi passeggiate.

Tra gli spazi della vita collettiva il muretto di Piazza Sant’Anna, è completamente vuoto, gli adulti ed i giovani che di solito occupano i gradini, sono rintanati nelle case. E’ un’immagine che rabbrividisce e rabbuia il cuore. Ieri mattina finalmente accanto all’edicola, seduto su una panchina di marmo Mario Lombardi, originario di Foglianise. Mi riferisce, conversando: “Sono seduto e guardo le pietre sotto la panchina. È momento difficile anche per le relazioni umane, per le distanze richieste dalle prescrizioni, per evitare il contagio”. Egli aggiunge: “Mi sono recato dai carabinieri, per avere la certezza di muovermi fuori del paese, quando ho situazioni di necessità”.

Davanti ai supermercati in attesa della fila appaiono i volti preoccupati, gli sguardi incupiti degli abitanti di Foglianise sono pervasi di melanconia, la tristezza e la noia del terzo millennio, originata dall’agente patogeno, che ha infettato la Cina e si è propagato nel mondo. Le immagini ricorrenti sono le mascherine simili a quelle chirurgiche ed i guanti, meno frequenti alle mani, per proteggersi dalla diffusione del Covid-19, un ceppo modificato della Sars. Per strada incontro Giovanni Limata, discorre del momento presente, mi sottolinea che ha ripreso la lettura dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni. Evidenzia che: “La mia attenzione si è soffermata sul capitolo XXXIII, inerente alla peste, che presenta i due antagonisti del romanzo: don Rodrigo e Renzo, due figure agli antipodi per la concezione esistenziale e per condizione sociale”.

Egli sottolinea: “Per scongiurare il propagarsi della pandemia recito un’antica preghiera alla Madonna dal titolo: “Immacolata Vergine bella”. Sui balconi delle strade della città, ma negli antichi casali campeggia il banner di San Rocco, patrono della peste. Non mancano le bandiere tricolori, simbolo d’unità nazionale. Sono visibili dalle abitazioni i disegni dei bambini sui lenzuoli bianchi, le rappresentazioni degli arcobaleni e con la scritta “Andrà tutto bene”, realizzati rispettivamente da Chiara Boscaino, da Angelo e Alice Santillo, sono davvero beneauguranti, per ritornare alla normalità.

Un alunno di VB della Scuola Primaria di Foglianise Antonio Izzo, non è affatto turbato dalla situazione contingente, sorride e dice: “Faccio i compiti assegnati e sono sereno”. Con il Coronavirus nella politica locale è ritornata la tregua, il capogruppo dell’opposizione Giovanni Viglione si è recato dal sindaco Giuseppe Tommaselli, per unire le forze e per superare la drammatica emergenza. Con l’ordinanza n.8, del 10/03/2019, prot.1432, è stato costituito il C.O.C. (Centro Comunale), presieduto dal primo cittadino, dal geometra Cosimo Mazzone (funzione 1), dalla dott.ssa Anna Maria Giangregorio, direttore distretto sanitario BN2 (funzione 2), dal vigile urbano Angelo Boscaino, designato per assistenza alla popolazione (funzione 3), Luigi Catillo, coordinatore delle varie componenti del volontariato (funzione 4), Stefano Vetrone, incaricato alle telecomunicazioni per l’emergenza epidemiologica. Il C.O.C., è un’unità di crisi, per fronteggiare Coronavirus nella realtà locale.

Gli anziani e le persone in difficoltà per la spesa nei supermercati si devono rivolgere a Fusco Rocco (Conad), Crai (Nando Del Grosso), Decó (Marco Pirozzolo), mentre per ricevere le medicine a domicilio il referente per la Protezione Civile di Foglianise (Franco Tommaselli) è disponibile per quanti fossero interessati.

I fedeli della comunità per la prima volta nella storia non possono partecipare alle funzioni religiose, in quanto i luoghi di culto ai sensi del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), varato l’8/03/2020, non garantiscono le adeguate misure di sicurezze di almeno un metro, pertanto, causa di trasmissione Coronavirus. Il decreto inoltre, impedisce la celebrazione dei riti funebri, è stata benedetta la salma in cimitero di Antonio Angiolelli, iscritto all’Associazione Amici di San Rocco nonché “Maestro dell’Intreccio”, per molti anni ha partecipato alla Festa del Grano, il 16 agosto con un’artistica riproduzione di un carro lungo il “Tracciato della Tradizione”.

Il feretro è giunto l’11 marzo nel Cimitero di Foglianise dall’ospedale San Pio di Benevento, asperso alla sola presenza dei familiari, ai sensi del DPCM del 08/03/2019, art.2, comma v. La pandemia limita la partecipazione al dolore alla famiglia della comunità in momento di mestizia. Il parroco don Pietro Florio ha utilizzato gli strumenti di ultima generazione per celebrare la Via Crucis e la messa domenicale, i fedeli si sono collegati con i pc e i cellulari con fb. Domenica, alle 14.00, il report aggiornato è stato diramato dalla Protezione Civile, inerenti i dati alla diffusione del Coronavirus. I positivi risultano 333, a Caserta 43, a Benevento 4, Napoli 188, Avellino 37, Salerno 49, altri in attesa di verifica per l’esame dei tamponi 10. I numeri rispetto al bollettino del giorno precedente sono aumentati, è necessario rimanere in casa. L’emergenza tuttavia, è attenzionata a causa della fuga scellerata del treno, partito dal focolaio pandemico del Nord, per raggiungere il Meridione, mettendo a repentaglio la salute degli abitanti della Regione Campania.

Osserviamo le norme prescritte, ne usciremo, la nostra esistenza è il tesoro più inestimabile da custodire. Gaetano Fusco di Foglianise, conosciuto nel panorama dei poeti contemporanei, ha scritto un componimento per la pandemia, intitolato “Con gli occhi del cuore”.

Egli scrive nel primo verso: “Non potremo usare le mani,/ per abbracciarci,/ per salutarci,/ darci baci/. Allora useremo gli occhi e il cuore/. Per comprendere le cause del Coranavirus ed eventuali disegni di supremazia mondiale, talora inspiegabili, vale la pena ascoltare il brano “Un senso”, di Vasco Rosso, scritto con Gaetano Curreri e Saverio Grande. Gli autori sottolineano: “Voglio trovare un senso a questa storia/ anche se questa storia un senso non c’è l’ha”. La matita di Dio, Madre Teresa, in “Vivi la vita”, esalta il dono più bello ricevuto. Termina la sua composizione con: “La vita è una sfida, affrontala”.

NICOLA MASTROCINQUE