A Taburno-Camposauro tutto è fermo Cronaca

Le infrastrutture sono lo snodo essenziale per il trasporto delle merci, per ridurre i tempi di percorrenza degli automobilisti, ma principalmente le direttrici dello sviluppo territoriale. Nei convegni ad hoc, intorno ai tavoli istituzionali da sempre si è blaterato, denunciato il problema, messo a nudo le evidenti criticità, riscontrando il depauperamento di risorse finanziarie inutilizzate e rimandate all’Europa, impoverendo le aree interne della provincia di Benevento.

La messa in sicurezza delle strade provinciali è attenzionata dai 14 comuni, ricadenti nel perimetro del Parco Taburno-Camposauro, resta nell’oggi della storia ancora irrisolto. Occorre invertire la rotta e declinare azioni sinergiche, altrimenti si diffondono solo gli spot, mirati ad uso strumentale della politica, con inutili ed incomprensibili tentennamenti, funzionali agli interessi di bottega, che affondano ulteriormente nel baratro le aree marginali della Campania.

Le giunte comunali con appositi deliberati, stanno approvando un format condiviso, cambia solo il nome delle amministrazioni locali nel testo avente ad oggetto: “Lavori di ammodernamento tecnico-funzionale e messa in sicurezza delle strade provinciali S.P.108, S.P. 109, S.P. 111, S.P.123, di riammagliamento alle viabilità principali: autostrade NA-BA e NA-MI, S.S. 372 Valle Telesina, Fondo Valle Vitulanese-Valle Vitulanese, S.S.7- Appia-Valle Caudina, Fondovalle Isclero-Valle Isclero, anche per massimizzare la funzione turistica del Parco Taburno-Camposauro”.

Con la delibera si approva anche il protocollo d’intesa tra il comune di Paupisi (capofila) e gli aderenti alla rete infrastrutturale: Torrecuso, Foglianise, Vitulano, Cautano, Campoli del Monte Taburno, Montesarchio, Airola, Moiano, Sant’Agata de’ Goti, Frasso Telesino, Melizzano, Solopaca. Il protocollo d’intesa deve ancora essere siglato con la provincia di Benevento, sottoscritto dai sindaci e dal presidente Antonio Di Maria. É stato redatto uno studio di fattibilità preliminarmente dal comune capofila. Nell’attesa, ci si augura che altri studi preliminari, non certo gratuiti, diventino nel prosieguo studi di infattibilità.

Esso è una sorta di progetto di fattibilità tecnica ed economica, mirante alla pianificazione dell’analisi dei costi e dei possibili risultati attesi, nonchè dei benefici per le comunità attraversate dalle arterie provinciali. L’idea di massina, in seguito deve divenire strategica, nella redazione della progettualità definitiva/esecutiva, per modulare gli interventi di ammodernamento delle direttrici di percorrenza. I fondi, inoltre, si intercettano attraverso specifici bandi, con modalità di finanziamento, al fine il progetto sia cantierabile.

L’auspicio per le comunità, perimetrate nel Parco Taburno-Camposauro, sia quello di non sprecare altre risorse economiche, perché non rimanga solo uno studio di fattibilità, arrecando un ulteriore beffa per i cittadini, vessati dai tributi elevati, indignati dai manti stradali con dislivelli ed avvallamenti, a cui si aggiungono le frane, provocate da dissesti idro-geologici.

Nel protocollo d’intesa viene evocata la fruizione turistica del Parco Taburno-Camposauro, per interconnettere una mobilità intelligente, sostenibile, inclusiva e sicura. I disagi della Valle Vitulanese sono noti, più volte richiamati nelle colonne dei quotidiani e dalle testate web. Lungo la FondoValle Vitulanese un’area di servizio con un distributore di carburanti.

Esso, è in via di ultimazione, la scelta del gestore ha implicato naturalmente un’attenta analisi del flusso automobilistico. Il turismo con le sue tipologie costituisce uno standard di qualità del territorio, basti pensare alla Festa del Grano e ai marmi policromi di Vitulano. In Foglianise, il Museo della Paglia, finanziato con i Por (Programma Operativo Regionale) Progetti integrati, il 6 aprile 2004, con la misura 1.9, è stato realizzato soltanto il primo lotto, pari ad € 820.000,00, versa in uno stato di abbandono.

Da 15 anni nulla è stato fatto per completarlo, rischia di essere una cattedrale nel deserto. Il “MarVi”, (Marmi di Vitulano), con fondi regionali, inerenti i beni culturali, risultano assegnati € 250.00,00, con i PAC (Piano di Azione per la Coesione), non è fruibile. In tal modo il turismo non decolla, impedendo alle traiettorie di sviluppo di essere raggiunte.

I due articoli riguardanti gli spazi museali sono stati pubblicati rispettivamente in Realtà Sannita ( n. 3 -16/28 Febbraio 2005, pag, 7, n. 12 - 1/15 Luglio 2015, pag.6). Il sindaco di Vitulano Raffaele Scarinzi in riferimento all’ammodernamento infrastrutturale rimarca: “La condizione drammatica in cui versa la viabilità provinciale è legata non solo allo stato del fondo stradale e delle opere idrauliche, ma anche al completo disfacimento delle opere d’arte, costituite da ponti e dalle muracche a secco, in pietra, a valle e a monte delle strade stesse. Si tratta di un patrimonio rilevantissimo tutelato anche dall’UNESCO, che rischia di scomparire”.

Il primo cittadino aggiunge: “Si tratta anche di un attrattore turistico importante, perché la strada diventa parte della meta”. L’arcivescovo metropolita mons. Felice Accrocca, insieme ad altri cinque pastori delle diocesi campane ha promulgato una lettera dal titolo: “Mezzanotte del Mezzogiorno?”, rivolta agli amministratori locali, consegnata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 28 gennaio, per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Sannio.

In un passaggio viene lanciato un grido d’allarme: “Le infrastrutture stradali costituiscono il nodo più rilevante da sciogliere per una seria politica dello sviluppo, continuano ad essere molto carenti; rispetto alla mobilità su gomma, l’alta velocità ferroviaria Napoli-Bari potrebbe invece offrire nuove possibilità anche per ripopolare le aree depresse”.

NICOLA MASTROCINQUE