BENEVENTO - Creano allarme lo scandalo Inps e le retate per droga Cronaca

In una Benevento sempre più povera, mentre si disquisisce sul sapore del McDonald e sulle altre multinazionali da poco sbarcate in città, ecco emergere una realtà delinquenziale ben lontana da quello stereotipo di posto tranquillo. Se il Sannio è sempre stato considerato, a torto o a ragione, un’isola felice, i fatti nefasti degli ultimi anni fanno vacillare la tanto amata convinzione che la nostra città sia ben lontana dalla realtà criminale delle province a noi vicine: tutto attorno terra dei fuochi, pasticci e camorra ma a Benevento mai, si diceva!

Eppure mentre in tanti dibattono sul nulla, la magistratura con i propri mezzi e i propri sforzi cerca di squarciare quel velo opaco che nasconde e deforma la realtà dei fatti.

Emergono i misfatti del capoluogo, i segreti di pulcinella che tutti conoscono e che alcuni tentano di coprire o, peggio ancora, giustificare e nascondere sotto il mantello della connivenza tacita e silente.

Non sono mancati negli ultimi tempi arresti e retate per contrastare il traffico di stupefacenti, mercato assai florido e remunerativo per quelle famiglie malavitose che si spartiscono la piazza.

Giovani e meno giovani, operai e professionisti, lo spaccio e il consumo di droga nel Sannio non conosce distinzione di classe sociale ma, anzi, in maniera traversale entra a far parte della quotidianità cittadina ben più animata di quanto potrebbe figurarsi vedendo la desertificazione dell’intero comune.

Nel frattempo che i nuovi intellettuali e vecchi burattinai discutono su condimenti, salse e metodi di cottura, un sottobosco di traffichini e delinquenti si espande indisturbato come una piovra pronta a strozzare la parte sana ancora rimasta della città.

Da troppo tempo si utilizzano armi di “distrazione di massa” affinché molte spiacevoli malefatte possano moltiplicarsi nell’indifferenza generale: che sia il calcio con il Benevento in seria A o in serie B, o che sia l’apertura di un nuovo sfavillante fastfood non importa; l’importante è distogliere l’attenzione e placare gli animi scontenti di una città sempre più impoverita col più classico “panem et circenses”. Tra chi litiga sulla genuinità dei prodotti sanniti e chi su altre quisquilie fanciullesche, in pochi sembrano accorgersi dell'abbassamento morale che sta sciogliendo i freni inibitori di un numero sempre maggiore di soggetti che delinquono tra questi confini: perquisizioni della Guardia di Finanza in studi professionali, arresti dei Carabinieri e ordinanze della Procura sembrano non dare più alcuno scandalo.

Notizie di stampa scottanti, che un tempo sarebbero finite in prima pagina, sembrano non scalfire minimamente una opinione pubblica ormai sonnecchiante e tramortita dalle luci dei centri commerciali, forse le uniche attività rimaste aperte a Benevento.

Le ultime indiscrezioni circa il tentativo, presunto, di inquinare il voto delle ultime elezioni amministrative con tanto di pubblicazione della trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche, un tempo non troppo lontano avrebbero fatto saltare ben più di una poltrona tra lo sconcerto generale.

In un Paese civile, lo stesso dicasi per le decine di indagati dell’ultima truffa ai danni di un ente pensionistico che nonostante abbia coinvolto un gran numero di soggetti, tra semplici pedine e furbi manovratori, sembra non aver minimamente disturbato lo scorrere della routine cittadina.

Se un tempo rimaneva almeno l’indignazione e la riprovazione sociale per chi commetteva o cercava di commettere reati, oggi dove ormai più niente fa scandalo viene meno quell’ultimo deterrente del giudizio sociale, quel disprezzo dell’opinione pubblica che tanto faceva arrossire e vergognare chi era colpevole.

Ovviamente, nel più sincero garantismo della presunzione di innocenza, al di la dei risvolti penali dei fascicoli aperti dalle procure di mezza Campania, c’è da chiedersi se ragioni di opportunità politica e morale non impongano a più di una persona un deciso passo indietro e alle istituzioni tutte una seria e profonda riflessione.

Nello specchio dell’Italia che è, anche Benevento non si è fatta mancare negli anni la sua dose cospicua di truffatori e imbroglioni; che si tratti di piccoli o grandi raggiri poco importa: c’è né per tutti!

In questo ritratto desolante e crudo non bisogna però perdere la speranza, ma anzi ricalibrare la bussola per un cambio deciso di rotta affinché Benevento ritrovi la forza e la coesione della società civile sana e perbene che solo rimanendo unita e compatta può essere da argine a tale malcostume. Ben vengano quindi i laboratori di idee, l’agire delle associazioni o qualsiasi cosa possa far nascere il seme di un dibattito serio e realistico su chi siamo, su cosa siamo diventati e su cosa in realtà vorremmo essere: per l’Italia, per il mondo ma soprattutto per noi stessi.

ANTONINO IORIO