Il nuovo snodo stradale per Castelpoto è finalmente realtà Cronaca

Le infrastrutture materiali ed immateriali, interconnettono con le arterie provinciali, regionali, nazionali ed europee, esse sono ineludibili per lo sviluppo integrale dei territori, soprattutto per le aree depresse, relegate nella marginalità, contrassegnate dagli indici economici dalla decrescita, che acuiscono le condizioni esistenziali dei cittadini e ne favoriscono conseguentemente lo spopolamento, causa endemica non ancora aggredita con misure appropriate da enti ed istituzioni.

Nel numero 4, 1/15 marzo 2020, di Realtà Sannita, ho già trattato delle carenze infrastrutturali, della difficoltà di percorrenza delle strade pericolose, degli avvallamenti originati dalle frane ancora evidenti, sul tratto della Fondovalle Vitulanese, delle continue segnalazioni dei media, degli automobilisti, degli autoarticolati che trasportano mezzi, risorse essenziali per il vivere quotidiano degli abitanti, ricadenti sui tracciati perimetrali del parco Taburno-Camposauro.

Un nuovo snodo viario è in via d’ultimazione, di sistemazione, di messa in sicurezza, collegato alla strada provinciale SP 151, nonché ai centri della Valle Vitulanese, riducendo i tempi di percorrenza degli abitanti di Castelpoto.

La ditta Lampugnale S.r1. si è aggiudicata la gara a base d’asta di € 2.186.054,10 di cui 20.000,00 per la sicurezza. La nuova arteria è in costruzione, l’iter burocratico per la realizzazione dell’opera risulta molto farraginoso burocraticamente.

Dal 2017 ad oggi sono passati quattro anni, ma una considerazione occorre farla, il depauperamento delle risorse europee, l’incapacità di intercettarle per le comunità del comprensorio Vitulanese, la miopia di vedere lontano, la non lungimiranza per lo sviluppo futuro, avrebbero creato condizioni diverse, in uno scenario di attrattori turistici-ambientali-enogastronomici-architettonici.

L’auspicio che le occasioni perdute, la valorizzazione dei prodotti tipici, dalla salciccia rossa al recupero del borgo medievale, dalla progettualità turistica alla rete con i paesi della Valle Vitulanese, con le nuova infrastruttura e quella ancora da realizzarsi, servano definitivamente per invertire la rotta. Castelpoto con gli altri paesi del comprensorio, per evitare ancora una volta, il trafugamento delle ricchezze territoriali, rappresentate dalle potenzialità inespresse, non sia solo un vano tentativo di collocare le inferriate, affinché le annunciate strategie per il rilancio dei territori siano vincenti ed evitino ulteriori spopolamenti di giovani verso il Nord Italia.

NICOLA MASTROCINQUE