Il raddoppio della Telesina è ancora lontano Cronaca

Non c’è pace per le strade sannite, dove purtroppo il numero di incidenti cresce a dismisura ed è in controtendenza rispetto al dato nazionale. In particolar modo torna prepotentemente a far parlare di se la strada statale 372 telesina teatro recentemente di spiacevoli fatti di cronaca. Notizia di pochi giorni fa è la tragedia di un bambino di pochi anni ucciso, presumibilmente, dalla madre dopo che ha simulato una uscita di carreggiata e se in questo caso si tratta di un atto volontario e deliberato, lo stesso non si può dire dei numerosi incidenti che da anni si verificano lungo tutto il tratto stradale.

Se da un lato la prudenza, o meglio, la mancanza di prudenza è determinante per certe sciagure che sarebbero perfettamente evitabili rispettando i limiti del codice, dall’altro è innegabile una intrinseca pericolosità di questa striscia di asfalto molte volte funesta.

E’ bene ricordare come la statale 372 sia di notevole importanza strategica per una realtà come quella beneventana fisiologicamente isolata nella sua vallata tra il sabato e il calore e che proprio grazie a questa strada riesce a collegarsi sia con una parte importante della sua provincia, sia con la Capitale e il restante delle arterie viarie di questo Paese.

Percorsa ogni giorno da migliaia di automobilisti, negli anni la 372 ha visto notevolmente aumentare il cosiddetto traffico pesante, composto da tir e camion di ogni dimensione, che hanno reso ancora più pericolosa la sua percorrenza e complice una rete ferroviaria a dir poco inadeguata, il trasporto su gomma di merci e persone è diventato l’unica alternativa possibile affinché siano garantite le comunicazioni con gli altri centri abitati delle province confinanti.

A tutto ciò va aggiunto il fatto che si dispone di una sola corsia per senso di marcia e la presenza di alcuni punti di immissione praticamente perpendicolari al tragitto, e si può facilmente comprendere come i criteri progettuali oggi si rivelino inadeguati e insufficienti per una strada che ha assunto col tempo sempre maggiore importanza.

Per ovviare a questi inconvenienti è da circa vent’anni che si discute del raddoppio della telesina che, nonostante i tentativi e le false partenze non è mai stato realizzato, ma di certo non sono pochi i politicanti che ci hanno costruito, quello si, una intera carriera elettorale fatta di promesse e speranze rinnovate puntualmente ad ogni consultazione amministrativa.

Tra una burocrazia ottusa ed enti provinciali e regionali che si sono sempre rimpallati le responsabilità quasi nessun lavoro è stato fatto per rendere o cercare di rendere un pò meno pericolosa questa statale.

Se infatti la prudenza e intelligenza dovrebbero disciplinare i guidatori, è pur vero che non si può essere vittime innocenti di criminali senza rispetto per la vita altrui che con la loro velocità e i sorpassi spericolati hanno troppe volte distrutto intere famiglie per l’azzardo del momento.

L’istallazione di autovelox e sofisticati dispositivi per sanzionare i trasgressori, dopo un iniziale effetto sorpresa, non è servito a ridurre il numero di incidenti e c’è chi critica queste misure ritenendole solo un modo di monetizzare sul pericolo, da parte dei comuni competenti per il tratto: punire ma non prevenire.

I famosi tavoli tecnici e riunioni politiche, con notevole ritardo sulla tabella di marcia, cercano di delineare un futuro ragionevole per questa vitale arteria di comunicazione, e per quanto sia notizia recente lo sblocco da parte del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) dei fondi, o meglio di una parte dei fondi necessari, bisognerà attendere non poco prima che i cantieri possano finalmente avere inizio.

Solamente se tutti i soggetti coinvolti, a iniziare da quelli nazionali per finire a quelli locali, sapranno guardare oltre le diatribe e i dispetti politici, sempre in agguato in questa nostra Italia, potremo finalmente dire.

Una provincia già in ginocchio come quella sannita, a sua volta soffocata da un sud sempre più arido e povero, potrebbe davvero sfruttare bene una opportunità come questa e per far si che l’intera opera non si trasformi in una zavorra fallimentare, come altre opere pubbliche ci hanno abbondantemente preconizzato, servirà davvero la collaborazione di tutte le giunte (di qualsiasi colore politico saranno), le imprese e i professionisti coinvolti che avranno l’arduo compito di dimostrare che un rilancio è possibile e che è possibile una pubblica amministrazione efficace e trasparente.

ANTONINO IORIO