Il Sannio rischia di morire di pandemia. Grave la crisi economica che affonda ogni settore Cronaca

Forse per il capoluogo, ma anche per l’intero Sannio, il peggio deve ancora venire, ma si può dire che è dietro la porta: al Covid 19 potrebbe seguire il Covid 20, ovvero il collasso di tutte, ma proprio tutte, le attività economiche, ma soprattutto commerciali.

Questo perché le previsioni sono a dir poco fosche, come fanno capire un po’ tutte le associazioni di categoria. Dalla Confcommercio alla Confindustria, fino ad arrivare alla Confesercenti ed alla Confartigianato.

E non c’è Fase 2 che tenga, del resto tanto criticata, perché assolutamente non ha dato, soprattutto al capoluogo, una boccata di ossigeno, se considerando che fino ad ora le riaperture sono state davvero poche, e nessuno se n’è accorto. La ripresa è stata davvero minima, le riaperture quasi inesistenti!

Basta farsi una passeggiata per poter vedere quasi tutte le saracinesche ancora malinconicamente chiuse, mentre, a quanto sembra, sono davvero pochi quelli che alla fine riusciranno a riaprire. Sembra certo un boom di chiusure definitive, soprattutto per quanto riguarda l’artigianato ed il commercio al dettaglio, e sarà un vero dramma per operatori commerciali sempre più disperati, mentre Governo centrale e Regione poco fanno.

I primi dati ufficiali nei giorni scorsi sono giunti dalla Camera di Commercio vanno proprio in questa direzione, perché la provincia di Benevento potrebbe, alla fine, risultare la peggiore in Campania. Un primato davvero brutto!

E soprattutto in città, al centro. Forse assisteremo ad un vero e proprio “deserto” quando a giugno (ma sarà così?) dovrebbero concludersi quelle aperture attualmente previste nella Fase 2.

Così anche nel capoluogo, ma in tanti altri Comuni, commercianti, baristi, ristoratori, hanno consegnato le chiavi dei locali nelle mani dei rispettivi sindaci. Nella sola Benevento il primo cittadino Mastella ne ha avuto tra le mani ben 84, un numero che parla da solo.

Ma che cosa può fare il Comune per evitare questo salasso? Forse davvero poco. Per ora il Comune ha fatto sapere che non farà pagare la TOSAP almeno per quest’anno, ma non si sa se questo sia possibile a causa dello stato di dissesto. Per la TARI non se ne parla proprio. Occorrerà soltanto un provvedimento del Governo, ma è difficile che verrà. Ed allora per ristoratori, baristi, barbieri, parrucchieri, centri estetici, non resta che sperare nel Governo e nella Regione, ma, come si dice, mentre il medico studia…il malato potrebbe anche morire!!!

Ed a risentirne potrebbe essere anche il sistema vitivinicolo, fino a qualche mese fa fiore all’occhiello del Sannio, come si capisce dal grido d’allarme che già è stato lanciato.

LO SMART WORKING

A risentire di questo stato di cose anche i cittadini, soprattutto quelli del capoluogo, dal momento che gli uffici comunali sono quasi tutti tabù, a causa dello smart working. Il lavoro si svolge quasi tutto da casa, e soltanto per un paio di giorni alla settimana, e per poche ore, è possibile anche avere un certificato, rinnovare una tessera di identità scaduta, chiarire una situazione amministrativa con qualche impiegato. Secondo qualche novello assessore questo smart working sta andando bene, ma indubbiamente la maggior parte dei cittadini non ne sono convinti e vorrebbero avere almeno un contatto con i dipendenti comunali, qualche delucidazione. Ed allora è lecito chiedersi: quando finirà?

RITRASFORMAZIONE DEL DIRITTO DI SUPERFICIE IN DIRITTO DI PROPRIETA’

E’ questo uno dei problemi che continua ad essere bloccato a causa della totale chiusura degli uffici del settore urbanistico. Eppure in due occasioni l’amministrazione Mastella aveva fatto sapere che, dopo una decina di anni, la situazione, che interessa almeno 20.000 famiglie, stava per essere risolta. Invece dopo due delibere di giunta, proposte prima dall’assessore Reale poi dall’attuale Romano, tutto si è nuovamente bloccato e nessuno riesce a capire a che punto sta il lavoro, proprio perché l’Ufficio Urbanistico è chiuso, e neanche dal dirigente Iadicicco giungono risposte per quei tecnici privati che seguono le pratiche per conto dei cittadini. Il mistero resta!!!

BILANCIO 2020

Proprio lo smart working, tanto odiato dai cittadini, alla fine potrebbe salvare il bilancio 2020. In un primo momento il dirigente Perlingieri aveva chiesto di inserire nel bilancio ben un milione di euro per tutelare l’integrità dei lavoratori, cosa che avere messo in discussione tutti gli sforzi che si stanno facendo per far quadrare i conti. Poi il dato è stato rivisto e ridimensionato e proprio il tanto odiato (dai cittadini) smart working ha, almeno per ora, salvato il bilancio, e potrebbero bastare sui 150.000 euro. Poi, un’altra boccata d’ossigeno dalla Cassa Depositi e Prestiti che ha permesso di allungare il pagamento dei mutui e di non pagare quanto dovuto per l’anno in corso. Davvero un assist importante per il bilancio che si sta predisponendo, che potrebbe giungere in Consiglio comunale a metà giugno, come ha promesso l’assessore Serluca. Ma come si svolgerà il Consiglio comunale? De remoto, oppure a Palazzo Paolo V? Questo è ancora da vedere e da decidere.

GINO PESCITELLI