A Pietrelcina c'era una volta il postino... Cultura

Anche le fotografie contribuiscono, notevolmente, a rendere immortali i protagonisti, soggetti, oggetti e contesti fotografati, quindi immortalati dalle stesse. Le due foto che presentiamo sono legate tra di loro e contraddistinguono due generazioni di postini pietrelcinesi, ovvero due pustrieri, due portalettere, che hanno fatto la storia delle Regie Poste Italiane prima e delle Poste Italiane poi, ovviamente in Pietrelcina.

Codesti personaggi risultano essere legati tra di loro anche da rapporti familiari: Vincenzo Montella, papà; Ermete Montella, figlio. Possiamo allungare le generazioni dei postini pietrelcinesi, aggiungendo l’avo, l’antenato, zì Ferdinandu ‘u pustiere, papà di Vincenzo, nonno di Ermete.

Per meglio circoscrivere i tre storici portalettere, i medesimi sono, rispettivamente, Ferdinando Montella, nonno dell’ins. Libera Montella; Vincenzo Montella, papà della sig.na Libera; Ermete Montella è il fratello di Libera. Ermete, ha esercitato, prevalentemente, l’attività di portalettere in Benevento.

Di zì Ferdinandu, il postino di Padre Pio, nostro malgrado, non disponiamo di foto, siamo comunque negli ultimi anni dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento; del figlio Vincenzo e del nipote Ermete, sì! La famiglia Montella, residente e domiciliata in via Prof. Masone, sita nei pressi di porta Madunnella, più precisamente dove tuttora dimora abitualmente Libera Montella, meglio conosciuta in paese, affettuosamente, come Liberuccia e zì Cinzu ‘u Pustiere. Intanto, ci pregiamo di raccomandare ai nuovi fotografi autodidatti, nostri contemporanei, che la moderna tecnologia dei telefonini ha creato, di scaricare foto e selfie, e di stamparle su carta per fotografie presso laboratori fotografici, altrimenti si rischia di perdere ogni memoria.

E come, d’altra parte, un tempo, poi non tanto lontano, si faceva, quindi si inserivano le fotografie nei cosiddetti album, per poterli conservare come gingilli nei cassetti delle scrivanie, nei ripiani delle biblioteche, e, alla prima occasione propizia, vengono estratti e sfogliati per rimembrare i lontani tempi che furono, contraddistinti da personaggi, paesaggi, e contesti storici. Con zì Ferdinandu ‘u pustiere, alias Ferdinando Montella, sono ben tre le generazioni dei portalettere pietrelcinesi: nonno, figlio e nipote. Se ricordiamo bene i Montella, come postini, hanno coperto tutto l’intero secolo del Novecento pietrelcinese.

Ma quanto guadagnavano quei portalettere? In un paese come come Pietrelcina, prevalentemente agricolo ed artigianale, il loro stipendio costituiva una risorsa economica stabile, fra le altre cose non di secondaria importanza, statale, affidabile e di rispetto. E le foto che pubblichiamo, appena poco più giù, di zì Cienzu ‘u pustiere i paesaggi urbani e i contesti storici che circondano le stesse fisionomie dei personaggi ritratti.

ANTONIO FLORIO