Da Palermo a Benevento Giampaolo Frezza con il suo ultimo libro “ Palermo spasima” edito da Rubbettino Cultura

Continua con i suoi successi la Terza Edizione di LibrAria, organizzata dal Comune di Benevento e fortemente voluta dall’Assessore alla Cultura e alle Biblioteche Antonella Tartaglia Polcini e dall’instancabile prof.ssa Maria Cristina Donnarumma, anima del Progetto. Il quindicesimo appuntamento, che si è svolto il 17 marzo presso lo Strega Foyer, ha visto protagonista Giampaolo Frezza, professore ordinario di Diritto privato presso l’Università Lumsa di Palermo, dove arrivò da Viterbo 25 anni fa, che ha dialogato con Manolita Francesca sul suo libro “Palermo spasima” edito da Rubbettino.

Frezza è anche Direttore responsabile e Condirettore scientifico della Rivista “Il diritto di famiglia e delle persone”, Direttore della Collana Lumsa per gli Studi giuridici e sociali, Coordinatore della sezione Sicilia della Società italiana degli studiosi di Diritto civile. E’ autore di cinque monografie, di un centinaio di saggi scientifici e di numerose opere minori. E’ collezionista di arte contemporanea ed esperto dello studio dei rapporti fra Diritto e Arte. Ha pubblicato il volume “Arte e diritto fra autenticazione e accertamento” con cui ha vinto due premi, in Italia e in Spagna.

La prof.ssa Manolita Francesca, che ha dialogato con il nostro autore, è docente universitaria di Diritto privato presso l’Università di Foggia e già Docente presso l’Università del Salento. Dal 2014/15 è docente anche presso la scuola di specializzazione di Camerino per il Corso “Enti non lucrativi”. Ha pubblicato tra l’altro “L’altra faccia del Welfare” nel 2025, uno spaccato delle attuali modalità di manifestazioni del Welfare attraverso i suoi strumenti e i suoi rinnovati linguaggi.

Sollecitato dalla prof.ssa Francesca l’autore ha parlato di Palermo con profondo amore e, pur non essendovi nato, la considera la “sua” città, una città che fa spasimare, mette ansia, continua a fare male ma anche a salvare, ti risolleva, cercando garbatamente di farti riprendere quando sei triste, malinconico, donandoti all’occorrenza un momento di pace e di serenità. Ha raccontato che, appena approdato a Palermo 25 anni prima, ha provato un’ impressione negativa, infatti si è imbattuto in una città caotica, disordinata, confusa, piena di contraddizioni per cui ne è rimasto frastornato, poi ha deciso di esplorarla e avventurandosi fra i mercati, salendo “sulle” bus, attraversando vicoli sporchi e maleodoranti, parlando con gli abitanti è riuscito ad integrarsi e col tempo ne è rimasto del tutto conquistato fino a decidere di non lasciarla più. Palermo, quindi, diventa quella che per tutto il libro chiama la “mia” città, unica, dalle enormi contraddizioni ma dalle innumerevoli bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche, a volte ignote agli stessi palermitani.

Frezza in modo accorato ci ha fatto capire che Palermo è una città che va cercata, inseguita, scoperta e vissuta camminando, infatti fra immondizia abbandonata e odori intrisi di vita vissuta ha visto gli eccessi ma anche i volti degli abitanti dei quartieri periferici, la loro dignità ferita, la loro fierezza rimarginata. Pertanto se il libro si apre con una considerazione negativa sulla città si chiude con uno “spasimo” d’amore.

Il libro potrebbe sembrare una guida turistica perché l’autore ci porta in giro per Palermo e ci fa conoscere anche gli angoli più nascosti, potrebbe apparire un diario perché ci racconta la sua vita e i suoi sentimenti nei confronti della città, potrebbe essere anche un saggio per la sua trattazione degli argomenti con dovizia di particolari. Non è niente di tutto questo perché “Palermo spasima” è solo un viaggio emozionale che l’autore ci ha voluto offrire.

Sempre martedì 17 , ma nella mattinata, Frezza ha incontrato all’ Università degli Studi del Sannio numerosi studenti del Dipartimento di Diritto Economia Management e Metodi Quantitativi. Gli allievi, coordinati dalla prof.ssa Antonella Tartaglia Polcini con il prof. Vincenzo Casamassima, sono rimasti affascinati dalla lezione del prof. Giampaolo Frezza e dal meraviglioso e inedito connubio che il professore è riuscito a creare fra arte contemporanea e Diritto fra autenticazione e accertamento.

Durante una breve chiacchierata, mentre lo accompagnavo alla stazione, il prof. Frezza ha dichiarato con emozione che in questi due giorni di soggiorno a Benevento è stato rapito dal fascino e dalla bellezza di questa nostra città, dalla pulizia delle strade e l’ha paragonata a Trieste. Ha ringraziato le persone che lo hanno accolto con calore ed ha dichiarato di portare con sé un ricordo di una meravigliosa esperienza emotiva. Ha continuato dicendo che è proprio intrecciando gli sguardi tra chi racconta e chi costruisce quotidianamente cultura che si coglie il senso di questi incontri definendo l’ Assessore alla Cultura Antonella Tartaglia Polcini una “perla rara” e, ha ribadito che il suo non è un complimento di circostanza ma riconosce che lei è una presenza capace di fare la differenza, di dare forma e continuità a visioni che altrimenti resterebbero nascoste. Ha completato il suo pensiero affermando che in un tempo in cui la cultura rischia spesso di diventare marginale, figure come la Tartaglia e come la prof.ssa Maria Cristina Donnarumma assumono un valore ancora più significativo e allora Benevento può diventare un esempio concreto di come la passione quando incontra competenza e dedizione possa trasformarsi in qualcosa di raro, proprio come una perla rara.

PIERA SALVATORE

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