Francesco Peluso, artista sannita Cultura

Francesco Peluso nasce a Benevento nel dicembre del 94’, frequenta il liceo classico di San Giorgio del Sannio e successivamente si iscrive all’accademia di belle arti di Napoli al corso di grafica d’arte per illustrazione; grazie a questo percorso di studio riesce ad apprendere nozioni tecniche e teoriche della grafica, dopo il diploma nel 2018 e un anno di pausa si iscrive al biennio in pittura il quale è risultato di fondamentale importanza per Francesco che con lo studio di tanti artisti contemporanei capisce di dover dare una svolta alla sua produzione.

La passione per l’arte nasce grazie al professore Mario Mascia , storico insegnante del Liceo artistico e zio di F.P e si alimenta nel tempo con la visione di documentari, letture di libri ecc.. , è nel 2018 che esordisce come artista con una mostra personale dal titolo Vibrazioni; presso il Teatro Romano in occasione delle giornate europee del Patrimonio e successivamente inizia la collaborazione con altri due giovani artisti , Sarro e Izzo insieme ai quali dà vita al gruppo “ Astrattismo totale. Radici storiche e nuovi fermenti “una sorta di rinnovamento / prosecuzione di quello che prima di loro avevano fatto altri tre artisti della città: Lanzione, Cotroneo e Salzano; il nome stesso del gruppo fa intendere la direzione artistica dei ragazzi.

Con loro Francesco espone in diversi luoghi tra cui nella suggestiva cornice della Real Villa Favorita di Ercolano ma anche al museo di Praia a mare oltre che all’ Arte studio gallery di Benevento , ognuno di questi eventi lascia un ricordo indelebile nell’artista e la volontà di fare sempre meglio e di catturare ancor di più l’attenzione del pubblico grazie alla passione che mette nella genesi delle sue opere, da questo gruppo però F.P. prende le distanze dopo gli stimoli ricevuti grazie allo studio della pittura e che fanno maturare la sua arte e la indirizzano verso obbiettivi differenti.

Nel 2020 risulta tra i dieci finalisti per il premio “Raffaele Pezzuti per l’arte” con l’opera: “attraverso l’acqua”, l’input per la sua realizzazione arriva da una canzone di Enzo Avitabile, da dicembre 2019 fino al 2020 espone in due mostre curate da Rosanna De Cicco e con Aldo Colucciello - antropologo e studioso di indologia e docente dell’Accademia di Napoli venuto a mancare proprio nel 2020 -, nei panni di direttore scientifico.

Il 2020 è stato un anno difficile , il Covid-19 ci ha costretti in casa , ci ha impedito per un certo periodo di tempo di vedere gli affetti più cari, di vivere la quotidianità universitaria/accademica e in misura diversa anche attualmente ci limita ,Francesco Peluso insieme ad altri tre artisti realizza così a San Giorgio del Sannio un murales ; l’obbiettivo del comune è quello di ringraziare chi ha combattuto il virus in prima linea e lo sta ancora facendo , l’opera dell’artista in questione è “Stai fermo lì” e si aggiunge alle altre eseguite dagli altri autori del luogo.

La svolta del sannita si percepisce al primo colpo d’occhio; risulta lampante anche per i non specialisti del settore, mettendo a confronto opere come : “onda d’urto”, “sistemi solari” – dai quali titoli si percepisce anche l’interesse e la curiosità dell’artista verso il mondo scientifico – si nota la predominanza della geometria e la ripetizione di quello che può essere definito un modulo base, che tra l’altro nel corso della storia dell’arte si è visto nell’ambito architettonico in autori come Filippo Brunelleschi con il quale sicuramente F.P nel suo primo periodo artistico aveva in comune la rigorosità , la minuzia e l’ attrazione verso la geometria ; da opere come quelle sopra citate è passato a lavori come : “Echi nascosti” e “Sospensione” dove i colori si ravvivano, emerge un’emotività insolita nel gesto e allo stesso tempo conserva in qualche modo un ricordo del primo periodo che relega sul fondo e che viene vinto dalla gestualità.

Un enorme passo avanti per l’artista che grazie agli studi accademici si evolve e matura un’arte altamente emotiva; i suoi progetti futuri sono molti ma rimangono per l’attuale momento storico in stand-by; quello che invece succederà di qui a poco è la discussione della tesi in applicazioni digitali dove ancora una volta l’artista sannita mostra la sua voglia di sperimentare e di mettere alla prova se’ stesso e la sua arte.

SIMONA LOMBARDI