Guardia Sanframondi ha celebrato l’arte e l’anima: successo per la personale di Salvatore Fiore alla Casa di Bacco Cultura

Lo scorso 20 dicembre 2025, alle ore 17, si è svolta nella suggestiva Art Gallery della Casa di Bacco una delle inaugurazioni più significative del calendario culturale dell’anno: la mostra personale di Salvatore Fiore, intitolata I sentimenti dell’anima. L’esposizione, articolata in un percorso emotivo e cromatico, ha proposto al pubblico una visione profonda del linguaggio artistico dell’autore, in cui materia, luce e introspezione si intrecciano in un dialogo suggestivo. La rassegna sarà visitabile fino al 9 gennaio 2026, con aperture pomeridiane il martedì e il giovedì, oltre che su prenotazione.

La presentazione, che ha richiamato appassionati, collezionisti e visitatori da tutto il Sannio e oltre, si è svolta nella suggestiva cornice di un palazzo storico in piazza Castello, antistante l’omonimo maniero dei Sanframondo. Nel corso della cerimonia è stata svelata un’opera inedita, realizzata e offerta in dono dallo stesso artista alla Casa di Bacco, destinata ad arricchire la collezione permanente della Rassegna d’Arte Contemporanea dedicata alla cultura del vino, progetto che nel tempo ha saputo coniugare estetica e identità territoriale.

Nato a Castelpagano, nel cuore dell’Alto Sannio, Salvatore Fiore ha conquistato negli anni la stima della critica e del pubblico per la sua visione artistica intensa e poliedrica. Dopo il percorso al Liceo Artistico di Benevento, si è formato all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha frequentato il corso di Pittura sotto la guida del professor Sandro Trotti, proseguendo poi con gli studi di incisione presso il laboratorio dell’Associazione Internazionale Incisori.

Il ritorno nella sua terra natale ha segnato l’avvio del suo laboratorio artistico, luogo di sperimentazione e produzione, in cui ha realizzato le prime opere e ha sviluppato la propria identità espressiva. La prima tela significativa fu il pannello ligneo raffigurante San Giuseppe, opera che sancì l’inizio della sua carriera. Con i proventi ricavati dall’opera acquistò un forno per la ceramica e realizzò il grande pannello della facciata della Cappella di San Rocco, raffigurante La Gloria di San Rocco, intervento monumentale che testimonia la sua padronanza tecnica e la forza narrativa delle immagini.

La pittura di Fiore si distingue per l’uso caratteristico della spatola al posto del pennello, scelta tecnica che conferisce alle superfici materiche una potenza cromatica e un’energia visiva di grande impatto. I colori, talvolta intensi e vibranti, dialogano con le luci e le ombre e suggeriscono un itinerario simbolico attraverso paesaggi interiori e tensioni emotive, nei quali l’artista esprime il proprio sentire più autentico.

Nel suo lavoro, l’arte si configura come testimonianza di un percorso umano e spirituale: Fiore ama descriversi come un creatore mosso dall’amore per il “Sommo Artista”, intendendo con ciò un gesto di riconoscenza verso il dono della creatività piuttosto che una manifestazione di presunzione. In un universo composito di luci e ombre, di colori chiari e scuri, il pittore si muove tra solitudine e compagnia, esplorando con intensità i sentimenti che animano l’animo umano.

A sottolineare il valore dell’iniziativa, Fiorenza Ceniccola, amministratrice della Casa di Bacco, ha espresso profonda gratitudine all’artista per la donazione e ha auspicato che numerosi cittadini e visitatori decidano di recarsi a Guardia Sanframondi per ammirare le opere dell’esposizione, definita “unica al mondo per la capacità di unire il linguaggio dell’arte alla tradizione vitivinicola”.

La personale I sentimenti dell’anima ha confermato, ancora una volta, la centralità della Casa di Bacco come luogo di confronto e promozione culturale, capace di trasformare la storia e le radici del territorio in dialoghi aperti con l’arte contemporanea. L’esperienza offerta da Salvatore Fiore, oggi riconosciuto anche nel panorama artistico nazionale, rappresenta per il pubblico un’occasione preziosa per riflettere sul rapporto tra arte, memoria e identità collettiva.

DOMENICO ROTONDI

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