Rassegna Benevento LibrAria: Amerigo Ciervo ha presentato il suo ultimo libro “La CARNE il SANGUE il BOSCO” Cultura

Il diciassettesimo incontro della3 Edizione di LibrAria ha visto protagonista Amerigo Ciervo con il suo ultimo libro edito da La Cittadella di Morcone “La CARNE il SANGUE il BOSCO” con il sottotitolo ciò che è vivo e ciò che è morto nella cultura popolare, un saggio breve (circa 160 pagine) che riflette sulla cultura popolare e sul rapporto tra uomo, natura e tradizioni.

Nel panorama culturale di Benevento, esperienze come Benevento Libraria rappresentano oggi molto più di una semplice rassegna di presentazioni editoriali: si vuole ricostruire un tessuto culturale condiviso attraverso il libro e la partecipazione dei cittadini.

In questo contesto si inserisce il lavoro dell’assessore Antonella Tartaglia Polcini e della professoressa Maria Cristina Donnarumma, due figure che operano su piani diversi ma che trovano un punto di incontro proprio nella costruzione di uno spazio culturale aperto alla città.

Da un lato c’è la dimensione istituzionale, che dà struttura e continuità all’iniziativa: sostenere eventi come Benevento Libraria significa riconoscere alla cultura un ruolo centrale, non marginale, nella vita pubblica. Non si tratta solo di promuovere libri, ma di creare occasioni di confronto, di stimolare il pensiero critico e di rafforzare il senso di comunità.

Dall’altro lato c’è il lavoro più diretto e quotidiano di chi la cultura la costruisce sul campo. In questo senso, il contributo della professoressa Donnarumma è fondamentale: il coinvolgimento delle scuole, degli studenti e dei lettori trasforma gli incontri in esperienze vive, non in semplici eventi formali. È qui che la cultura smette di essere qualcosa di distante e diventa pratica condivisa.

La forza di Benevento Libraria sta proprio in questa sinergia: quando istituzioni e mondo della scuola collaborano senza sovrapporsi, si crea uno spazio fertile, capace di parlare a pubblici diversi e di durare nel tempo.

Torniamo all’autore Ciervo, il quale è stato tra i pionieri in Campania della ricerca etnomusicologica con i Musicalia, di cui è stato fondatore e animatore dal 1980 con il fratello Marcello, che ricercavano e riproponevano la tradizione musicale e la cultura popolare della Campania interna. Il progetto si è concretizzato nella pubblicazione di una decina di dischi e di due raccolte dedicate agli informatori popolari provenienti da tutta l’area del Sannio beneventano, in un migliaio di concerti tra l’Italia, Europa, Usa in numerosi allestimenti teatrali, in partecipazioni televisive e cinematografiche, in libri (Sancta Maria de Moiano, Quaresima è fernuta, Miti e credenze nel Sannio Beneventano, etc) in innumerevoli articoli dedicati al mondo popolare. Egli è anche Presidente dal 2016 del Comitato provinciale dell’ANPI sezione di Benevento.

Attraverso questi elementi “Il sangue, la carne, il bosco” Ciervo evidenza come la cultura popolare (tradizioni, racconti, credenze) tenga ancora vive radici antiche, con una scrittura molto intensa e originale ci porta a riflettere.

È un libro profondo, simbolico e un po’ “difficile”, più da riflettere che da leggere in modo scorrevole.

L’autore ha dialogato con Aglaia McClintock, docente di diritto romano e fondamenti del Diritto europeo presso il Dipartimento di Diritto Economia e Management presso l’Università degli Studi del Sannio, ricercatrice di fama internazionale , scrittrice e altro e con Donato Zoppo , scrittore prolifico, saggista, giornalista musicale di fama internazionale.

Ha moderato Tommaso Paolucci , Presidente dell’Associazione Nuova Morcone nostra.

Leggere il suo libro porta alla memoria tradizioni , abitudini scomparse che rappresentano la nostra continuità con il passato, con i nostri antenati , i nostri nonni e fa tornare in mente immagini scomparse da tempo.

In conclusione si può dire che dopo aver letto il libro ci si sente più ricchi e consapevoli di appartenere ad un grande popolo che poggia il suo futuro sul passato, anche se non sempre se ne rende conto, pertanto le tradizioni vanno salvaguardate e valorizzate come patrimonio immateriale dell’Umanità.

PIERA SALVATORE


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