I preziosi abiti storici della nobile famiglia Bosco-Lucarelli Cultura

È stata presentata a Benevento, - un‘anteprima della mostra - dei preziosi abiti storici della famiglia Bosco-Lucarelli, - nei saloni del Palazzo di Piazza Roma al n 17.

La Mostra è stata fortemente voluta dall’ultima erede, Maria Vittoria Ragnoni-Bosco-Lucarelli, che ne ha curato anche l’allestimento.

Si tratta di abiti grande pregio, appartenuti anche alla Baronessa Margherita e che risalgono perciò al 1740, molto ben conservati e accuratamente custoditi nei bauli del Palazzo Baronale di S. Martino Sannita. Come ella stessa ama raccontare, l’idea di questa mostra è nata in una di quelle lunghe serate invernali, che talvolta trascorre nel Palazzo Baronale di San Martino Sannita, dove sono conservati i bauli e i mobili antichi stipati, con cura, di abiti e oggetti appartenuti alla famiglia.

La mostra, volutamente gratuita, è un dono che Maria Vittoria ha voluto fare alla città di Benevento, come ella stessa tiene a sottolineare, che anticipa la grande mostra, completa di tutti gli abiti, che verrà fatta quando sarà completato il restauro di tutti i pezzi che la compongono (abiti, sottovesti, cappelli, piume, spilloni, sciarpe, calze, ombrellini, corredi e oggetti vari). Ha scelto per questa anteprima della mostra, il palazzo di Piazza Roma, di cui è erede e gelosa custode, che ancora abita, anche se in maniera saltuaria. 

Pur vivendo stabilmente a Roma, dove ha sposato un membro della nobile famiglia Apollonj-Ghetti, la baronessa è ancora fortemente legata alla città di Benevento, dove la sua famiglia ha vissuto e operato a lungo, fin dai primi anni del XIX sec. La famiglia, di antica nobiltà, prende origine infatti da S. Martino Sannita, dove Bartolomeo Lucarelli si era trasferito da Aversa, alla fine del 1500 e dove, nei primi anni del 1600, ottenne la Baronia Lentace e Mancusi, oggi frazione del Comune di San Martino Sannita.

La famiglia, di grande tradizione religiosa, diede, contemporaneamente, agli inizi del 1800, tutti e tre figli maschi, alla Chiesa, mentre Margherita andò sposa, a Giovanni Battista Bosco di San martino Sannita. Dalla loro unione nacque, nel 1830, Pier Celestino, che ebbe in dono dagli zii materni le citate baronie, a condizione di assumere il doppio cognome Bosco-Lucarelli. Così anche lo stemma di famiglia, l’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri, si inquartò con lo stemma dei Bosco e Pier Celestino divenne il capostipite della illustre famiglia Bosco-Lucarelli, che ha dato personalità di rilievo alla politica, non solo di Benevento con ben due sindaci, ma dell’Italia intera nel periodo risorgimentale. 

Pier Celestino ebbe infatti sei figli, di cui tre femmine, tutte morte nell’”epidemia della Spagnola” e tre maschi di cui il primo Giovanni Battista, fu sindaco di Benevento dal 1885 al 1889.  L’altro Giovanni Battista (1881-1954), quello più noto, passato alla Storia come “Padre Costituente”, fu avvocato e politico importante, anch’egli sindaco della città Benevento, fu Sottosegretario nel Gabinetto Facta, vicepresidente dell’Assemblea Costituente, deputato e Senatore della Repubblica, insieme al fratello Vittorio. Giovanni Battista, sempre dedito alla Politica, non ebbe mai il tempo di sposarsi, ma si occupò con amore della città di Benevento, dove fondò l’Istituto Tecnico Industriale, che porta il suo nome, ritenendo che l’istruzione tecnica aiutasse la città a risolvere il problema della ricerca del lavoro. Si occupò della risistemazione del Teatro Romano, completamente coperto di macerie e di casupole, e del Triggio, l’antico quartiere longobardo, la cui strada principale porta il suo nome.

Alla sua morte e a quella di Vittorio si ripropose il problema della trasmissione del cognome di una siffatta rilevanza storica, Bosco-Lucarelli. Fu allora che l’ultima erede Maria Rosaria, figlia di Vittorio, la cui nascita fu anch’essa travagliata e fortemente aiutata dall’assistenza del medico santo, Giuseppe Moscati, amico e vicino di  casa, chiese e ottenne dal  Guardasigilli, Giovanni Maria Flick, giurista e Ministro di Grazia e Giustizia del Governo Prodi, il decreto che concedeva l’autorizzazione ad aggiungere il  cognome Bosco-Lucarelli a tutti i discendenti dell’ultima erede Maria Rosaria Bosco-Lucarelli in Ragnoni, anticipando l’ultima legge del diritto di famiglia, sulla trasmissione dei cognomi.

La stessa Maria Rosaria, in quanto facente parte della Commissione per le Pari Opportunità del Senato, si è poi battuta fortemente per i diritti delle donne, trasmettendo alla figlia Maria Vittoria, i forti valori della famiglia nei temi del sociale e del diritto di famiglia. Temi di cui Maria Vittoria Ragnoni-Bosco-Lucarelli si è fatta orgogliosamente carico, prendendosi cura dei palazzi di famiglia e delle memorie in essi contenute che ne testimoniano l’importanza, a partire dall’intenzione di una mostra permanente degli oggetti di famiglia.

ANGELA IACOBUCCI