L'Arco Traiano astro di prima bellezza della nostra città Cultura

Nota e celebre è la nostra Benevento. La sua fama, diffusa a livello nazionale e internazionale per moltissimi settori, è accresciuta soprattutto per l’inestimabile patrimonio artistico e storico della città. Ha rappresentato nei secoli un grande punto focale tanto da permettere di divenire sede e/o passaggio dei più grandi della storia. A farla divenire tale sicuramente ha inciso l’innalzamento dei più celebri monumenti di cui conserviamo ancora oggi la meraviglia: il teatro romano, le mura longobarde, il patrimonio artistico all’interno del Museo del Sannio, il Duomo e sicuramente il nostro amato Arco di Traiano. Questo rappresenta uno dei simboli per eccellenza della città di Benevento, un reperto di epoca romana dedicato all’imperatore Traiano. È conosciuto in tutto il mondo ed è argomento di studio all’interno di scuole e approfondito nelle tesi di laurea. Non solo. Sono moltissimi i libri dedicati all'arco più bello della Campania.

Ma le domande che ci poniamo sono semplici: per quale motivo l’arco di Traiano è diventato così importante? E soprattutto perché si è scelto di innalzarlo proprio nella città di Benevento? Chi è stato Traiano, uomo di provincia, rispettato dal Senato, chiamato dall’esercito e amato dal popolo romano sotto la cui guida l’impero ha raggiunto la sua massima estensione territoriale e che ha vissuto in uno dei periodi più floridi della storia?

Marcus Ulpius Traianus nasce nel 53 d. C. a Italica, una città della Spagna Betica. Sappiamo ben poco sia della sua infanzia che della sua adolescenza. Pertanto, la sua brillante carriera inizia quando presta il servizio nell’esercito romano percorrendo poi le varie tappe del cursus honorum: diviene prima questore, poi pretore, poi legionario, tribuno ed infine console nel 91 d. C. Sono proprio le sue doti militari a farlo adottare come figlio dall’imperatore Nerva. Ecco che alla morte del padre adottivo, Traiano diventa subito il nuovo Imperatore. I cambiamenti che ha portato sono stati estremamente positivi e si sono resi noti sin dai primi anni del suo governo, accrescendo in questo modo anche la sua popolarità. Il Senato, infatti, gli concede fin da subito il titolo onorifico di Optimus, “il migliore”. Durante il suo incarico si distingue dai precedenti imperatori perché non si lascia certo corrompere dal potere, non usa il suo titolo per aggirare la legge, non condanna all’assassinio ed onora ed esalta gli uomini buoni. Inoltre, elimina tutti i rituali tipici di un monarca orientale come l’abbraccio al piede e il baciamano. Plinio il Giovane ne parla sottolineando l’adorazione che i soldati hanno avuto per l’imperatore, sopportando lui stesso per primo e poi insieme a loro la fame, la sete e i pericoli.

Traiano ha svolto numerosi interventi, tra cui l’alleggerimento di alcune imposte, voluto soprattutto per sollevare la miseria dei ceti più umili e tentare di riprendere l’economia italiana, ormai in forte declino. Non meno nota è sicuramente la sua personale generosità verso gli orfani e bisognosi di cui ne è testimonianza un pannello marmoreo dell’Arco di Benevento che vede rappresentato Traiano durante la distribuzione di viveri alla popolazione e soprattutto ai bambini poveri.

In campo militare le imprese dell’imperatore Traiano, durante il suo governo, hanno portato ad una progressiva politica espansionistica. È proprio nel 114 che, durante una spedizione oltre l’Eufrate, l’imperatore Traiano si ammala e muore qualche anno dopo a Selinunte.

Traiano è noto anche per essere stato l’unico imperatore a non essere mai contestato dai suoi successori, è ricordato per la sua clemenza e per il suo forte senso di giustizia. Possiamo asserire con certezza che è riuscito in una delle imprese più difficili per un sovrano: essere apprezzato da tutti. Viene apprezzato innanzitutto dal Senato con il quale collabora, dalla plebe romana per la generosità nella distribuzione di denaro e genere alimentari, per gli splendidi spettacoli e per i magnifici monumenti che abbelliscono la capitale e i territori circostanti, come nella città di Benevento.

Sono stati proprio i Romani a considerare Benevento un territorio dalla posizione strategica: essi risiedevano in città durante il transito e cammino sulla via Appia, un tratto percorso per dirigersi dall’Urbe di Roma alle coste della Puglia e dell’Oriente. A dimostrare la rilevante importanza che ricopre la città per i romani, è la decisione da parte dell’imperatore Traiano di far costruire una nuova strada per velocizzare il trasporto del commercio, limitando il tratto da Benevento a Brindisi, rispetto alla lunghissima via Appia. È proprio su questa strada che i Romani decisero di celebrare le imprese dell’imperatore Traiano innalzando il prorompente, notevole e maestoso Arco di Traiano. Il monumento è alto 15,60 m e largo 8,60 m con un solo fornice.

Nel corso della sua storia l’Arco di Traiano ha avuto diversi restauri, soprattutto dopo dissesti, terremoti e guerre. Eppure, l’Arco di Traiano a Benevento risulta essere tra gli archi trionfali meglio conservati in Italia, motivo per cui moltissimi turisti decidono di voler vedere di persona la sua inestimabile bellezza. La ricca decorazione scultorea mostra temi diversi su ogni facciata: quella interna, che guarda alla città e ai cittadini, ha come tema la pace e la provvidenza, mentre quella esterna, verso le province, raffigura la guerra e le provvidenze dell'imperatore. Le altre scene sono rivolte alle allegorie e alle imprese svolte durante il governo di Traiano. Nei lati interni del fornice sono presenti due grandi pannelli scolpiti che raffigurano scene delle attività eseguite in città: a sinistra troviamo il sacrificio per l’inaugurazione di via Traiana, mentre a destra è scolpita l’istituzione degli Alimentaria. La volta, decorata a cassettoni, raffigura l’imperatore incoronato da una Vittoria. I frammenti e resti dell’Arco, che nel corso del tempo si sono staccati, come ad esempio un grosso blocco di cornice Inferiore, sono esposti oggi presso il Museo del Sannio. Inoltre, è possibile ammirare un allestimento video dell’Arco all’interno della chiesa di Sant’Ilario dove un sistema di proiettori riporta sulle pareti interne un filmato di circa mezz’ora mostrando “i racconti dell’Arco”.

Certo è che a testimoniare l’importanza dell’imperatore nella città di Benevento non è solo l’Arco di Traiano ma anche l’imponente statua presente dinanzi al castello della Rocca dei rettori, si tratta di un’interessante copia dei Fori Imperiali di Roma. Inoltre, in una delle prime sale del museo del Sannio sono esposti due capolavori della scultura ufficiale, costruiti da maestri delle Officine Imperiali: Traiano in armatura e sua moglie Plotina. Le statue, benché acefale e mutile, ancor oggi non perdono il loro fascino. La decorazione sulla Lorica dell’imperatore presenta simboli come il gorgoneion e la Vittoria alata che sostiene un trofeo. Mentre, la statua di Plotina ricorda le affascinanti sculture greche del IV secolo a. C.: il delicato movimento suggerito dal sontuoso drappeggio dell’himation, che attraversa il corpo all’altezza del bacino, viene eretto dalla donna con la mano sinistra.

L’inestimabile patrimonio storico artistico del periodo romano all’interno del Museo del Sannio, della Rocca dei rettori, nella chiesa di Sant’Ilario e per le vie storiche di Benevento è numeroso ed invidiabile. È importante che non si smetta mai di ammirarlo. Rappresenta una storia, la nostra.

ALESSIA RUSSO