Causa Covid 19 cresce la paura chiusura per le aziende Economia

Siamo tornati in piena pandemia Covid-19. All’emergenza sanitaria si è aggiunta quella economica. Il calo dei consumi, l’ulteriore costo per il rispetto di regole e protocolli, la mancanza di fiducia per una ripresa che si sta rivelando molto lenta, costringerà a fine anno molti operatori economici a “chiudere” la propria attività. E non per demerito! I dati che si annunciano sono davvero allarmanti, anche nella nostra provincia.

Dalle organizzazioni di categoria partono ogni giorno appelli e ammonimenti a governo e istituzioni locali per una maggiore attenzione, con atti concreti, verso primari settori produttivi che rischiano di compromettere lavoro e investimenti decennali: dal vino all’agricoltura all’agriturismo, dal turismo al commercio all’artigianato, dalla piccola industria ai servizi alle professioni.

Chi sembra immune da questi drammi personali e famigliari sono i cosiddetti “garantiti”, coloro che percepiscono un’entrata economica certa: da pensione, stipendio o rendita. Per queste fasce della popolazione la posta in gioco è la salute e non la sopravvivenza, come avviene per imprenditori, autonomi e professionisti.

Dal punto di vista sanitario, i dati ci dicono che quella che stiamo vivendo è una pandemia “ad alta contagiosità, ma a bassa letalità”: solo l’1% dei pazienti Covid necessita di cure intensive. E allora l’auspicio è che non si lascino interi settori economici in stand by per due anni, in attesa del vaccino: la curva dei disoccupati, rischia di fare più vittime della curva dei contagiati!

GIUSEPPE CHIUSOLO