Il turismo che non c'è... Confindustria prova a dare la scossa Economia

Presentato il rapporto del Centro Studi di Confindustria Benevento “Il Sannio: da territorio a destinazione”. Due gli asset da cui partire: il cospicuo patrimonio storico-culturale, dalla Chiesa di Santa Sofia patrimonio UNESCO all’arco di Traiano simbolo della città di Benevento e la rinomata tradizione enogastronomica, col più alto valore del comparto wine in Campania.

Sono molti i fattori che incidono sulla desiderabilità complessiva di un’area geografica dal punto di vista turistico e ne influenzano la competitività - ha spiegato Filippo Liverini - tra di essi certamente figurano l’accessibilità, l’ospitalità e la sicurezza”.

Quattro le parole chiave per incidere sullo sviluppo del turismo: pianificazione, organizzazione, comunicazione e marketing. Tra i dati più significativi l’aumento del 18,2% delle presenze che da 78mila circa nel 2016 si attestano a 92mila circa nel 2017 e l’incremento del 13,6% degli arrivi che sono passati da 35.503 nel 2016 a 40.364 nel 2017.

Questi numeri mettono in evidenza l’enorme potenziale dell’industria turistica della provincia di Benevento che può contare su veri e propri giacimenti fatti di arte, storia, bellezze paesaggistiche ed enogastronomiche ed attrattori religiosi”.

Ospite d’onore dell’incontro, il giornalista e divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone: “Siamo un popolo intelligente, ma sul turismo ci siamo comportati come dei sconsiderati, perché abbiamo perso quasi tutte le opportunità! Cosa fare per il Sannio? C’è bisogno di una sola persona che decida, senza mai usare le parole “cabina di regia” o la parola “tavolo”. Qualcuno si assuma la responsabilità di dire: qui c’è il manager per il turismo di Benevento, che decide per tutti e su tutto e che quando sbaglia va a casa. Poi un testimonial: voi avete l’arco di Traiano, ma chi viene a Benevento per vedere un arco? Se vogliamo attrarre turisti internazionali, c’è Ciro: Ciro è l’ultimo meraviglioso, straordinario, simpatico dinosauro che abbiamo, ma non se n’è più parlato, tanto è vero che oggi nessuno sa dov’è. E allora Ciro piace a tutti, perché i dinosauri piacciono ai bambini, piacciono ai giovani, piacciono agli anziani e avere un dinosauro come mascotte, come testimonial: vale “oro”. Ultima cosa la comunicazione: ci vogliono bravi influencer, campagne di comunicazione e vedrete che le parole “Benevento” e “Ciro” arriveranno al top delle ricerche su Google. Oggi è così che si diventa attrattivi, è così che si diventa famosi, è così che si prende il pubblico che non c’è”.

GIUSEPPECHIUSOLO 

Altre immagini