La cultura al centro, coniugando memoria e visione Economia

Le parole pronunciate dal presidente Mario Draghi alla inaugurazione della ministeriale Cultura del G20, svoltasi per la prima volta in assoluto sull’arena dell’Anfiteatro Flavio, detto il Colosseo, aprono la mente a tante iniziative tese alla valorizzazione e promozione dei tesori artistici e culturali. Anche della città di Benevento. Se nell’era digitale è la conoscenza il bene più prezioso, allora non può che essere la cultura la leva strategica per la crescita.

Quando il mondo ci guarda, vede prima di tutto arte, musica, letteratura, segni della storia antica. Voglio ringraziare chi lavora nei nostri teatri, nelle nostre biblioteche e nei nostri musei. Perché la riscoperta del passato è condizione necessaria per la creazione del futuro”.

Parliamo dell’industria creativa, che in Italia genera numeri significativi in termini di Prodotto interno lordo. “L’Italia è il Paese col maggior numero di siti che l’Unesco considera Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Su un totale di 58, ne ricordo solo alcuni: il centro storico di Roma e quello di Firenze, la Valle dei Templi e le città sepolte di Pompei ed Ercolano, le Cinque Terre e la laguna di Venezia. Fino agli ultimi prescelti pochi giorni fa. Sono tutti luoghi - ha affermato Mario Draghi alla presenza del direttore generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay - che l’Italia custodisce per se stessa ma anche per il mondo intero”.

Il Sannio è fra questi, con il complesso Santa Sofia: uno scrigno di storia e cultura che custodisce tracce indelebili della… Benevento - Capitale della Longobardia Minor.

Il sostegno alla cultura è cruciale per la ripartenza del Paese. Il settore dei viaggi e del turismo vale il 13% del prodotto interno lordo e impiega in maniera diretta o indiretta tre milioni e mezzo di persone”.

Nel Piano approvato dall’Europea, Next Generation EU, per queste attività sono previsti circa 7 miliardi di euro. “Agli investimenti europei associamo un programma di riforme e di semplificazioni. Dobbiamo permettere ai nostri giovani di liberare le proprie energie, il proprio dinamismo. Promuovere l’uso della tecnologia, ad esempio nella digitalizzazione di archivi e opere d’arte. Perché l’Italia sia, allo stesso tempo, custode di tesori e laboratorio di idee. Il nostro patrimonio culturale è il frutto dell’immaginazione dei nostri antenati. Quello dei nostri nipoti dipende da cosa sapremo fare noi. Questo G20 e la sua Dichiarazione finale, mi rendono ottimista sulla nostra capacità di coniugare memoria e visione”.

Quello immaginato da Draghi, dunque, è un modello di crescita economica e di emancipazione sociale fortemente legato alla Cultura. Ma politici e amministratori avranno la lungimiranza di tendere la mano a stakeholder e imprenditori illuminati e provare, insieme, a far cadere le barriere che ancora dividono il mondo produttivo da quello culturale?

GIUSEPPE CHIUSOLO

Ecco le “meraviglie” campane riconosciute dall’UNESCO, che ogni anno attirano turisti da tutto il mondo. Il Centro storico di Napoli, la costiera Amalfitana, le Aree archeologiche di Pompei ed Ercolano, il Palazzo Reale di Caserta, con l’Acquedotto Vanvitelliano e il Complesso di San Leucio, il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, incluso Paestum, Velia e la Certosa di Padula, le macchine dei Santi: i gigli di Nola, l’arte dei Pizzaioli Napoletani, la Dieta Mediterranea, la Transumanza con Zungoli e Lacedonia, il Complesso Santa Sofia.