Per gli ingegneri c'è un futuro nel Sannio Economia

Ingegnere Pucillo, lei ha indetto un convegno in videoconferenza con le autorità locali e con il consigliere per il Sud del presidente del Consiglio dei Ministri, Gerardo Capozza, intitolandolo “strategie e strumenti di sviluppo per il Sud”. Ci può sintetizzare cosa è emerso dal dibattito?

Oggi l’ingegnere deve andare oltre il normale svolgimento della professione. Le sue competenze professionali devono essere in primis messe a disposizione della Politica per programmare le strategie di sviluppo in una visione d’insieme. Una concreta strategia di sviluppo parte dalla valorizzazione dell’esistente. Quindi, è importante mettere a sistema le caratteristiche geopolitiche del territorio con le risorse finanziarie messe a disposizione dagli enti, per assicurare la fruibilità delle opere d’ingegno. Per fare questo è necessario lavorare tutti insieme per valorizzare le ricchezze del territorio.

Quali sono le strategie, secondo lei, per una ripresa del Mezzogiorno ed in particolare del Sannio?

Il Mezzogiorno d’Italia ha ricchezze da fare invidia a molti. Penso al clima, all’ospitalità, all’arte culinaria ed alla creatività. Su questi valori si devono incentrare le opere d’ingegno per rimanere fruibili nel tempo e produrre ulteriore ricchezza. Il nostro amato Sannio ha una posizione ideale per la logistica in quanto baricentrico. In meno di un’ora, infatti, si può raggiungere il Tirreno come l’Adriatico e non è molto lontano dalla ricca Puglia e dalla meravigliosa Calabria. Quindi un centro intermodale nella zona industriale di Benevento, a ridosso dell’asse ferroviario dell’alta velocità alta capacità, potrebbe essere strategico per la Campania, il Molise e la Basilicata e di sviluppo per il Sannio. Chiaramente un centro intermodale ha bisogno di collegamenti viari e ferroviari moderni con le realtà produttive dell’avellinese e del casertano. Questa progettualità incentiva anche il turista a scoprire la nostra storia e la nostra cultura enogastronomica. Il cittadino napoletano può, anche, scegliere di vivere a Benevento se il collegamento viario con Napoli è efficace.

Ingegnere, come commenta il Decreto “Cura Italia” in relazione alla dimenticanza della Sua categoria da parte del Governo?

Il Governo con il Decreto “Cura Italia” ha fatto un po’ di confusione tra i possessori di partita iva, per cui i professionisti si sono risentiti vista l’esclusione dalle misure di sostegno. L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Benevento è subito intervenuto a difesa dei propri iscritti possessori di partita iva, chiedendo al Governo di prestarle stessa attenzione riservata ai soggetti iscritti negli istituti di previdenza pubblica e stabilire dei parametri per erogare gli incentivi in relazione ad un arco temporale più ampio. È oramai una prassi che il professionista percepisce le spettanze a seguito dell’erogazione dei finanziamenti. Queste spesso si concentrano in alcuni periodi, facendo lievitare molto il reddito e quindi ciò comporta il venir meno del requisito per l’accesso al sussidio. Si tratta di un requisito economico distribuito per un periodo più ampio che offrirebbe maggiori garanzie per intercettare effettivamente i bisognosi del sussidio.

Quali sono i nuovi obiettivi ed aspettative che gli ingegneri sanniti si pongono post-emergenza?

Quello di trasformare quest'emergenza in opportunità di sviluppo. Bisogna avere una strategia che intercetti i valori della nostra realtà e li esalti creando nuova ricchezza. Il lavoro di squadra sarà fondamentale: la politica, i professionisti e l’università devono lavorare insieme per individuare le migliori strategie di sviluppo del territorio. Solo in questo modo, oggi, si possono vedere approvati dei progetti.

Vista la sua esperienza con l’Università del Sannio qual è la prospettiva per i giovani laureandi in ingegneria sul nostro territorio?
I giovani ingegneri troveranno il loro futuro professionale nel Sannio se la politica riuscirà a valorizzare le ricchezze del territorio. Non basta, ad esempio, avere una bella stazione ferroviaria per invogliare RFI a fare fermare i propri treni a Benevento. Bisogna realizzare le necessarie infrastrutture collaterali per raggiungere facilmente la stazione incrementando così il numero di passeggeri e bisogna avere a disposizione, nei pressi della stazione ferroviaria, un centro logistico per stoccare le merci. In questo modo la stazione ferroviaria diventa funzionale per RFI. Questo è un modo concreto per offrire opportunità lavorative ai laureati in ingegneria dell’Università del Sannio. È una sfida ambiziosa che non possiamo farci sfuggire. Nella valle dell’Ufita sono già all’opera per valorizzare il loro territorio.

MIRIAM MASONE