Città Spettacolo e rischio coronavirus, Picucci risponde al Codacons: ''Adottate tutte le disposizioni in materia di sicurezza'' Enti

L’azione di speculazione politica non ha freno, soprattutto a ridosso degli appuntamenti elettorali - tuona l’assessore agli spettacoli del Comune di Benevento, Oberdan Picucci -. Così in vista delle prossime Regionali e poi delle Comunali di primavera, si assiste alla continua produzione di note stampa da parte degli interlocutori più improbabili. Stavolta tocca al Codacons, associazione dei consumatori, intervenuta per stigmatizzare Città Spettacolo e minacciare ricorsi all’autorità giudiziaria ove mai i casi di Coronavirus dovessero crescere a Benevento. 

Nella nota - spiega l’assessore -, l’associazione minaccia le vie legali ove mai riscontrasse un nesso “statistico o cronologico” tra i nuovi casi e la manifestazione: chissà chi saranno gli esperti statistici e virologi a cui sarà demandata la valutazione del Codacons di Benevento, vedremo.

Eppure - chiarisce Picucci - l’associazione dovrebbe sapere che si sono tenuti diversi tavoli tecnici in cui tutte le autorità preposte hanno collaborato alla stesura delle diverse disposizioni in materia di sicurezza da adottare nella manifestazione, storico fiore all’occhiello della nostra comunità.

Avrebbe potuto prendere visione almeno delle regole, dalla distanza imposta agli spettatori fino all’obbligo di mascherina, che permettono lo svolgimento della kermesse in sicurezza, così come da indicazione dello stesso CTS. Va specificato inoltre che ieri sera sono stati adottati tutti i protocolli previsti, dalla misurazione della temperatura, alla messa a disposizione della soluzione idroalcolica per il lavaggio delle mani, all’obbligo dell’utilizzo della mascherina, fino alla registrazione dei partecipanti. Gli spettatori disposti su sedute adiacenti erano persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e comunque sia, sempre da indicazioni degli organismi preposti, l'utilizzo della mascherina sarebbe stata già una misura sufficiente al di là della distanza.

Niente da fare, sembra che l’imperativo sia attaccare Mastella e la sua amministrazione, anche in barba a qualunque ragionamento di tutela dei consumatori o di salvaguardia dal coronavirus. Pazienza, i consumatori e i cittadini sapranno a chi affidarsi per la tutela (reale) dei loro diritti”.

Da qui le conclusioni: “Mentre, tra i quesiti che vengono sollecitati dalla nota politica del Codacons che evidentemente prova ad inserirsi nel filone della speculazione tanto di moda sull’emergenza sanitaria, me ne viene in mente uno: dov’era il Codacons quando Mastella, in pieno lockdown, disponeva i controlli sugli esercizi commerciali chiedendo che non si alzassero i prezzi immotivatamente, arrivando a minacciare finanche chiusure per i trasgressori?”.