E' partito il Treno Storico Benevento - Pietrelcina - Assisi Enti

E’ partito puntuale il Treno Storico Benevento - Pietrelcina - Assisi del 6, 7 e 8 dicembre.

Il convoglio con carrozze degli anni ’30 era pieno, dopo aver raccolto nelle diverse Stazioni del Sannio beneventano tutti i viaggiatori: un ultimo gruppo di persone salirà a L’Aquila.

Il presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, nel suo intervento di benvenuto nella Stazione Centrale del capoluogo sannita ai viaggiatori, ha ringraziato la Regione Campania, la Fondazione Fs e Acamir per la nuova iniziativa assunta con la collaborazione dell’Arcidiocesi di Benevento, la Diocesi Cerreto Sannita, la Camera di Commercio, il Comune di Pietrelcina, Cives Benevento, con l’organizzazione di Sannio Europa e CNA Campania Nord Benevento.

Di Maria ha detto: «E’ un viaggio questo del Treno Storico del 6 - 8 dicembre che ha una finalità religiosa, unendo i luoghi di San Pio con quelli di San Francesco e culminando con l’incontro in Assisi con il sindaco di Betlemme nell’800° anniversario del Pellegrinaggio di pace in Terra Santa del Patrono d’Italia; ma anche una finalità di natura politica. Il Treno, infatti, percorre la dorsale appenninica, cioè un territorio con caratteristiche geofisiche omogenee e che affronta eguali criticità di natura socio-economica.

Obiettivo del viaggio è dunque anche quello di rinsaldare un fronte comune di questo aree nella contrattazione nazionale dello sviluppo e della crescita.

Occorre che il Governo centrale ascolti la nostra richiesta: e cioè avere finalmente in considerazione il fatto che in Italia non esiste solo il divario Nord –Sud; ma anche il divario area costiera metropolitana ed area interna dorsale appenninica.

Il Governo deve acquisire la consapevolezza che non può essere lasciato andare alla deriva un pezzo importante del Paese: ne va della sopravvivenza dell’Italia intera. La perequazione tra i territori è un argomento di fondamentale rilievo strategico. E’ bene che tutti riflettano su questa questione.

Si deve partire da una riforma concreta e seria del Testo Unico degli Enti Locali riconoscendo la necessità di una articolata autonomia dei governi locali a ragione delle differenziate problematiche sul tappeto. Sono necessari, peraltro, programmi seri e concreti che consentano di attuare quelle misure che pure sono state individuate ed approvate, ma che sono di fatto inattuate: mi riferisco sia alla Strategia Nazionale Aree Interne, che ha idee, progetti e programmi di sviluppo, ma non i fondi per attuarli; ma anche alla Legge n. 158 sui piccoli Comuni, che non trova risorse adeguate di finanziamento, ed al suo collegato ambientale.

Occorre poi sbloccare almeno il “turn over” del personale dipendente dei Comuni virtuosi: si rischia infatti un vero e proprio “black out” istituzionale per la letterale mancanza di personale negli uffici pubblici degli Enti locali. Stiamo ad un passo dal perdere il governo e la gestione del cuore stesso dell’Italia: occorre invertire la rotta. Anche questo è il messaggio di questo Treno Storico».