L'ente provinciale sannita può tornare ad assumere personale dopo i tagli e i pensionamenti degli anni scorsi Enti

Il Consiglio provinciale di Benevento si è riunito nel pomeriggio di oggi nella sala consiliare della Rocca dei Rettori sotto la presidenza del presidente Antonio Di Maria.

All’inizio dei lavori, Di Maria, nel rispondere ad un’interrogazione del consigliere Giuseppe Ruggiero, ha precisato che «la revoca dell’avvocato Margherita Giordano dal Consiglio generale dell’Asi non attiene a questioni politiche, né a supposti mutamenti del quadro politico; essa è stata esercitata invece essendo venuto quel rapporto fiduciario che ispira e regola le nomine e le designazioni dei rappresentanti della Provincia, che ricadono nelle competenze della Presidenza».

Il Consiglio ha quindi approvato una variazione di urgenza al Bilancio di Previsione Finanziario 2020/2022 prendendo atto, a seguito di una illustrazione del direttore generale, di maggiori entrate per circa 1 milione di euro in relazione alla gestione della emergenza Covid.

Il Consiglio provinciale ha poi affrontato alcune pratiche di riconoscimento di debiti fuori bilancio, con l’illustrazione dei provvedimenti da parte del responsabile dell’Avvocatura provinciale Giuseppe Marsicano, dello stesso direttore generale Nicola Boccalone e l’intervento dei consiglieri Giuseppe Di Cerbo, Domenico Vessichelli, Giuseppe Ruggiero, Claudio Cataudo finalizzati a conoscere l’iter e l’istruttoria delle pratiche.

Particolare attenzione il Consiglio ha quindi dedicato al punto n. 10 all’Ordine del giorno dei lavori concernente la variazione generale di bilancio, salvaguardia degli equilibri di Bilancio e presa d’atto esistenza di debiti fuori bilancio e correlato finanziamento della spesa tramite variazione al Bilancio di Previsione Finanziario 2020/2022.

Il direttore generale Nicola Boccalone ha illustrato l’argomento affermando che il movimento finanziario proposto all’attenzione del Consiglio è pari a circa 2,3 milioni euro e trova origine in particolare dalla gestione delle Società partecipate, ma anche ad altre pratiche ed è finalizzato a dare un nuovo corso al Bilancio. Il provvedimento, ha dichiarato Boccalone, intende pre-costituire le condizioni affinché, con successive deliberazioni che verranno discusse in Consiglio, si potrà procedere alla sistemazione della massa debitoria che grava sul Bilancio dell’Ente.

Sull’argomento sono intervenuti i consiglieri Ruggiero, Cataudo, Lombardi, Di Cerbo. Ha concluso sul punto il presidente Di Maria che ha sottolineato come la deliberazione vuole dare maggiore trasparenza e correttezza al Bilancio della Provincia, portando alla luce una massa debitoria che non era venuta alla luce. In questa stessa logica di trasparenza e di efficienza, ha concluso Di Maria, è stata già disposta la pratica degli affidamenti diretti dei lavori con la individuazione del tetto del 20% massimo per il ribasso e la rotazione degli affidamenti stessi mediante l’utilizzo di piattaforma digitale.

Si è quindi proceduto alla individuazione, mediante voto segreto, di 3 rappresentanti (2 di maggioranza e 1 di minoranza nell’ambito del Consiglio dei Delegati del Consorzio di Bonifica dell’Ufita. Sono risultati eletti: Filomena Marcantonio voti 3, Renzo Mazzeo voti 4, Vincenzo Principe voti 4.

Il presidente ha quindi illustrato la posizione della Provincia in materia di ciclo integrato dei rifiuti ai sensi della Legge regionale n. 14/2016. Di Maria ha dato conto delle conclusioni del tavolo tecnico costituito per effetto della delibera del Consiglio provinciale del 09.07.2020. Il presidente Di Maria si è dichiarato soddisfatto del lavoro svolto con i soggetti istituzionali che intervengono in materia (Comune e Asia, la Samte, la Regione Campania, l’Ato e la Provincia) anche perché, dopo iniziali difficoltà, si è registrata la comune volontà di portare a termine un lavoro importantissimo a favore dei cittadini sanniti.

La Provincia - ha detto Di Maria - non vuole prevaricare, né sostituirsi alle responsabilità che hanno altri soggetti in forza delle leggi vigenti; ma la Provincia non può fare da spettatore inerte”. E’ necessario secondo il presidente riavviare l’impiantistica nel Sannio ed approvare al più presto il Piano industriale dell’Ambito rifiuti. Di Maria ha inoltre affermato che non è più tollerabile che la Provincia sostenga i costi esorbitanti della raccolta del percolato prodotto dalle discariche commissariali presenti nel Sannio piene di rifiuti provenienti da altre aree della Campania.

Il costo di tali discariche è ancora in capo ai sanniti - ha rilevato Di Maria, che ha aggiunto - la perequazione di tali costi ancora non sono stati concretamente riconosciuti dalla Regione, che però ha individuato l’ammontare delle somme che debbono essere pagate al Sannio ai sensi di una legge regionale. Con i fondi della perequazione potremmo far ripartire lo Stir di Casalduni”.

Poi Di Maria ha precisato di aver chiesto ed ottenuto dalla Regione che un finanziamento di circa 1,3 milioni di euro destinati ad una inutile stazione di trasferenza fosse riconvertito per la ripartenza dello Stir di Casalduni. Un’altra problematica affrontata dal tavolo, ha continuato Di Maria, riguarda la questione dell’aggressione al territorio per proposte di nuovi impianti di lavorazione di rifiuti per decine di migliaia di tonnellate, cioè per quantità assolutamente sproporzionati rispetto ai bisogni del Sannio.

Anche la Confindustria, ha ricordato Di Maria, ha voluto sottolineare proprio nell’ultima riunione del tavolo il proprio orientamento contrario a questa aggressione. Dal canto suo, la Provincia, ha affermato Di Maria, fin da prima che si aprisse la Conferenza dei Servizi rispetto ad un progetto presentato da Energreeen, ha espresso il proprio formale parere contrario all’insediamento. Il presidente ha quindi detto che la Provincia deve farsi carico di una riarticolazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e che, in tale contesto, la zona dell’Asi di Benevento deve essere dichiarata non idonea ad insediamento di impianti di trattamento rifiuti, al fine di salvaguardare le eccellenze produttive dell’agroalimentare già presenti nella stessa da anni.

Di Maria ha poi chiesto al Consiglio di votare per questa indicazione rispetto all’Area Asi in vista del 12 dicembre prossimo venturo allorché si riunirà la Conferenza dei Servizi sul progetto del biodigestore Energreen. Peraltro, ha proseguito Di Maria, la Provincia ha sempre detto di voler sul proprio territorio un impianto biodigestore anaerobico e non aerobico come quello proposto da Energreen. Secondo Di Maria occorre che il PTCP dia indicazioni precise circa gli insediamenti produttivi a farsi sul territorio. Il presidente Di Maria ha pertanto ricordato che sono in corso anche altri insediamenti sul territorio da parte dei parchi eolici. “Noi dobbiamo lavorare alla individuazione delle aree idonee e quelle non idonee a certi insediamenti: io non sono pregiudizialmente contrario all’eolico, ma occorre vederlo in una visione globale, perché non si può parlare di valorizzare il vino sannita e poi impedirne la coltivazione per la presenza dei parchi eolici”.

Il consigliere Ruggiero ha dichiarato di sperare che lo Stir di Casalduni riprenda le proprie attività, ma ha ricordato che sono in ballo autorizzazioni sul territorio per impianti capaci di lavorare ben 360mila tonnellate di umido che sono quantità prodotte da Province, anche di fuori Regione Campania, ben più popolate di quella di Benevento. Ruggiero ha poi detto che l’impianto Energreen nell’Asi è impianto biodigestore e, nello accoppiato ad un termovalorizzatore, cioè un “unicum” nel mondo. Ruggiero ha quindi dichiarato di essere favorevole agli impianti eolici nell’area del Fortore perché gli stessi danno lavoro ai giovani e offrono ristori al territorio.

Il consigliere Nino Lombardi ha invocato che l’Ato provveda alla redazione del Piano industriale per il ciclo dei rifiuti. Del resto, ha sostenuto Lombardi, le Istituzioni locali non sono state capaci di dare una programmazione dell’uso del territorio attraverso il PTCP. Ha chiesto infine la corresponsione della perequazione dei costi gestionali delle discariche.

Il presidente ha in seguito proposto la seguente delibera al Consiglio articolata sui seguenti punti:

1) prendere atto delle attività svolte dal tavolo tecnico e di proseguire sulla linea di azione tracciata;

2) prendere atto della annunciata formalizzazione entro il 31 gennaio 2021 del Piano d’Ambito rinviando, dopo quella data, le proprie determinazioni;

3) di ribadire il “no” al biodigestore aerobico e connesso termovalorizzatore dell’impianto Energreen in area Asi;

4) di dare avvio alla contestuale riarticolazione del PTCP al fine di individuare le aree idonee e non idonee agli insediamenti;

5) di esprimere l’assoluta contrarietà all’insediamento di termovalorizzatori sul territorio provinciale. La delibera è stata approvata a voti unanimi.

Infine, il presidente ha comunicato che è stato rideterminato il fabbisogno del personale degli uffici dell’Ente e, dunque, con orgoglio, che la Provincia può tornare ad assumere personale, dopo i tagli e i pensionamenti degli anni scorsi. 18 unità possono essere assunte ex novo e possono essere avviate procedure interne per 3 progressioni economiche. “Non è un risultato da poco - ha chiosato Di Maria - per un Ente che sembrava destinato alla cancellazione. Questo significa che il Bilancio della Provincia di Benevento è sano. In sostanza, posso dire che siamo all’inizio di un nuovo cammino”.