Scuola post Covid-19 e distanziamento sociale - Spina: ''Molti istituti del Fortore sono inutilizzati, si rendano di nuovo fruibili'' Enti

«Con la Giunta Esecutiva, abbiamo ritenuto di chiedere agli organi competenti statali, ministeriali, regionali ed alla deputazione regionale, nazionale ed europea, il proprio impegno a modificare il DPR 81/2009 in materia di dimensionamento scolastico, con la revisione dei criteri per conservare e riaprire le scuole nei nostri comuni ed al contempo salvaguardare l’autonomia delle proprie istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado alla luce delle necessità imposte dalla fase post emergenziale Covid-19». A dichiararlo è il presidente della Comunità Montana del Fortore, Zaccaria Spina, dopo la seduta dell’Esecutivo di ieri (svoltasi in forma telematica tra il presidente, il suo vice Antonio Panarese e l’assessore Marianna Paradiso) che ha visto il varo ad unanimità della delibera.

«Nella riunione della Giunta, d’intesa con svariati amministratori tra cui il consigliere provinciale Giuseppe Ruggiero - afferma il presidente Spina -, abbiamo inteso offrire una ulteriore occasione e spunto per i nostri governanti di legiferare in modo propositivo per le popolazioni e le comunità delle aree interne in particolare. Alla luce della realtà che l’emergenza epidemiologica ci restituisce, molte cose non potranno essere come prima e la riapertura della scuola non fa eccezione a questo».

«Ad oggi - sostiene - non c’è un piano ministeriale prestabilito per la riapertura in sicurezza della scuola post Covid-19 stante le diverse ipotesi che circolano. Il distanziamento necessario, potrebbe di fatto non essere realisticamente realizzabile dove ci sono numeri elevati ed in considerazione dei soggetti coinvolti (bambini o ragazzi difficili da “tenere a bada”). La didattica online, pur rappresentando una alternativa in fase emergenziale, non può, allo stato, sostituire pienamente situazioni di normalità né essere compatibile con le esigenze che ci sono soprattutto nelle aree interne, montane, e nei nostri piccoli paesi per una serie di svariate problematiche, in primis la connettività internet, ecc. A tutto ciò si aggiungono le nuove modalità che caratterizzeranno la mobilità in sicurezza che rende ancora più difficili e precari gli spostamenti».

Di qui la richiesta della Giunta Esecutiva della Comunità Montana del Fortore ai competenti organi, statali, ministeriali e regionali, interessando a tanto la deputazione regionale, nazionale ed europea, di attivare ogni utile iniziativa necessaria alla revisione dei criteri fissati dal DPR 81/2009 in materia di dimensionamento scolastico, laddove la norma impone alle zone montane di avere almeno 10 alunni per classe.

«In tantissimi comuni di minori dimensioni esistono scuole pronte ed inutilizzate - spiega il presidente Spina - perché chiuse in maniera totale o parziale a suo tempo a causa di scarsa natalità, spopolamento, ecc. laddove non si riusciva a rispettare i limiti fissati dal dimensionamento scolastico di cui al DPR 81/2009 (almeno 10 alunni per classi nelle zone montane). Le nostre scuole - rileva - potrebbero garantire tutti gli spazi per il distanziamento interpersonale necessario ed essere assolutamente in grado di risolvere tantissimi problemi, ivi compreso ridare la vitalità necessaria a tante comunità che solo la scuola può dare in prospettiva futura».

«Siamo assolutamente d’accordo a lottare per invertire la teoria del “minor numero di abitanti = minori servizi = ancora minore numero di abitanti”», conclude il presidente della Comunità Montana del Fortore.