Il poliedrico Salemme inaugura la quarta edizione del BCT Eventi

Il FESTIVAL BCT (Benevento Cinema Televisione), tra gli eventi rilevanti in Italia, nella location di Piazza Cardinal Pacca, individuata dagli organizzatori per ottemperare le misure anticovid, per contenere circa 800 posti a sedere, ha esaltato l’estro di Salemme, attore, commediografo, comico, regista e sceneggiatore.

Prima che il noto attore guadagnasse il palco, collocato alle spalle delle vestigia romane, Mirko e Valerio Lucia, hanno eseguito con i violini “Viva la vida”, portata al successo dai Codplay, la band britannica. Gli archi dei gemelli di Porto Empedocle, hanno dato il la all’apertura del BCT, uno a destra e l’altro alla sinistra della scena, sono parsi due angeli, capaci di creare un’atmosfera sublime, un invito alla speranza, alla rinascita e alla vita.

Il leader dei Coldplay, Chris Martin con un’inattesa videochiamata ha duettato con Mirko e Valerio, al tempo del lockdwon, ringraziando gli artisti in erba.

Il direttore artistico Antonio Frascadore, ha rivolto un indirizzo di saluto al pubblico, esordendo: Buona sera a tutti. È un momento per ripartire, non è stato facile, il tempo è stato pochissimo per organizzare. È un’apertura con il botto”.

Un caloroso applauso accoglie Vincenzo Salemme, giunto pochi minuti prima dell’evento, classe ’57, di Bacoli, intervistato da Martina Riva, giornalista di punta di Sky Tg24, originaria di Udine. Una conversazione piacevole sul palco, ironica, con uno sguardo attento alla realtà, che nella rappresentazione teatrale Salemme riesce a penetrare con la sua ironia e mostrare con i suoi personaggi grotteschi.

La narrazione ha inizio dai suoi primi passi artistici con la compagnia teatrale di Tato Russo, debutta nella commedia “Ballata e morte di un capitano del popolo”, tratto da un romanzo di Luigi Compagnone. In realtà l’attore racconta che già a 9 anni, scrive la letterina di Natale, diventa una sorte di copione, un monologo per la famiglia, il tratto della genialità appare precocemente. La svolta della sua carriera è con il grande Edoardo De Filippo, nel ’77, in Cinecittà, dopo un provino, viene inserito nella compagnia, partecipa come comparsa “A quei figuri di tanti anni fa”, “Il cilindro”, “Il contratto”, “Il sindaco del rione Sanità”, mandate in onda da Rai 1 tra il ’78 e “79. Da comparsa con Edoardo, umile e severo, riceve la paga di attore.

Egli ha ricordato che durante una pausa di registrazione in Cinecittà, de “Il Cilindro”, mentre riposava, in un angolo nella penombra la Vitti si alzava un collant e si aggiustava il reggicalze, mi si fermava il cuore e rimanevo senza parole. Salemme ha rievocato la collaborazione con Luca De Filippo fino al ’92.

L’attore fonda nel ’90, l’associazione E.T. (Emporio Teatro), dando vita successivamente ad una compagnia tutta sua, il debutto è nella capitale, nel Teatro dell’Orologio con uno spettacolo intitolato “Sogni, bisogni, incubi e risvegli”, con due atti unici: Buona notte e Il signor Colpodigenio”. La pièce riscuote molto successo e la compagnia professionale “Chi è di scena”, inizia a calcare i palchi con “A chi figli, a chi figliastri” (1991). La commedia ispira poi uno dei suoi film più conosciuti, replicati nelle sale cinematografiche ed incassi al botteghino.

Con “La gente vuol ridere” partecipano Stefano Sarcinelli e Francesco Paolantoni, riprende un tema caratterizzante il suo Maestro Edoardo De Filippo, la linea di demarcazione tra sogno e realtà. Salemme per approfondire la disabilità, scrive “Passerotti o pipistrelli”, arriva poi il suo grande successo nel ’95, …”e fuori nevica”. In “Premiata Pasticceria Bellavista (1997), pone in evidenza il falso moralismo, che si cela nel perbenismo della borghesia. Nel cinema figura nel cast “Sogni d’oro”, “Bianca”, “La messa è finita”, diretti da Nanni Moretti. Il regista di Brunico è amico Nicola Di Pinto, attore caratterista napoletano, negli spettacoli scopre la professionalità e la capacità interpretativa di Salemme. L’attore di Bacoli è inoltre, regista nelle pellicole: ”L’amico del cuore”, “Amore a prima vista”, “A ruota libera”, “Volesse il cielo!”, ”Ho visto le stelle!” , “Cose da pazzi” “… E fuori nevica”, “Se mi lasci non vale”, “Una festa esagerata”.

L’intervista è stata intervallata da clip di commedie della sua brillante carriera teatrale e cinematografica. Non sono mancate le riflessioni sul momento presente, sul contingente che domina nella storia dell’umanità. Egli ha detto:”E’ cresciuto il rancore per gli altri esseri umani”. Negli anni ’60, il povero aspirava alla ricchezza, alla scalata nel sociale, ma adesso il ricco cerca di annientare gli altri, i più deboli, gli indifesi, per incrementare i suoi conti in banca. Appare chiaro che i detentori della ricchezza, del potere, ha affermato: “Non vogliono che gli altri siano felici”.

Un nuovo lavoro “Napoletano? E famme ‘na pizza”, è uno spaccato del partenopeo. Una visone della napoletanità, per riflettere, per scoprire un mondo prismatico, non legato ai consueti steriotipi, ai soliti cliché, che ingabbiano la napoletanità, ma ne esaltano gli aspetti migliori. Il tour estivo dello spettacolo è un segnale positivo dopo il blocco totale, causato dalla pandemia, che per 5 mesi ha recluso il mondo artistico e ridona ossigeno all’economia e alle sue 25 unità lavorative.

Al termine ha ricevuto il “Premio alla Carriera”, consegnato dal direttore Frascadore, sul palco è salito il sindaco Clemente Mastella. Il primo cittadino ha proposto la nomina di direttore del Teatro Comunale, pronto per il 2021. Egli ha declinato l’invito per la molteplicità di impegni, da attore e regista, gira l’Italia e non può assolvere al prestigioso incarico.

NICOLA MASTROCINQUE