Alla conquista di Palazzo Mosti, Perifano: ''Con me per tirarci fuori dalle secche'' In primo piano

In prima “battuta” un secco “no” alla discesa in campo, poi, dopo pochi giorni la disponibilità, a capo de “L’Alternativa per Benevento”: che cosa è cambiato per il giro di valzer, ed ora è convinto della scelta fatta?

Ci sono state tantissime amichevoli sollecitazioni, alle quali infine ho ceduto quando mi sono reso conto che il mio impegno poteva essere utile a tenere insieme - come poi in effetti è avvenuto - un ampio arco di forze disposte a battersi per il cambiamento: dall’area laica all’associazionismo cattolico, dai settori moderati alla sinistra sociale ed ambientalista, dal mondo giovanile ai movimenti in prima linea nella rivoluzione digitale. Uno spaccato credibile della nostra comunità, quello che serve per voltare pagina.

Dalla sua parte oltre al Pd tanti raggruppamenti civici: alla fine si riuniranno in liste di appoggio?

Il numero di liste sarà quello strettamente necessario a rappresentare il pluralismo di ispirazioni e valori che caratterizza la nostra coalizione. Anche da questo punto di vista è opportuno un segnale di sobrietà, evitando la proliferazione di formazioni elettorali che non siano portatrici di una specifica identità politico-programmatica.

Il centrosinistra andrà unito per la riconquista di Palazzo Mosti?

In verità mi auguro di poter convincere a votare per me anche gli elettori di centro o di centro-destra. Io mi rivolgo a tutti i beneventani. Si vota per eleggere il sindaco, la scelta non è di tipo ideologico ma riguarda il futuro della città, il buon governo che deve tirarci fuori dalle secche in cui siamo rimasti impastoiati negli ultimi anni.

E’ preoccupato per l’attuale difficile momento dei 5 Stelle e ritiene che a Benevento sarà compatto al suo fianco anche se se con una propria lista?

E’ evidente che i 5 Stelle sono alle prese con un complicato dibattito interno che riguarda la trasformazione del Movimento. Ho fiducia che tutto possa risolversi per il meglio. Hanno contribuito a scrivere il programma della coalizione e giudico il loro apporto politicamente rilevante.

Angelo Moretti è sicuro di poter andare al ballottaggio: non sarebbe stato meglio averlo subito dalla sua parte?

Conto di chiudere la partita al primo turno: se si fa un buon lavoro non è un risultato impossibile. In ogni caso con Moretti, sotto l’aspetto dei programmi amministrativi, sono più le cose che ci possono unire che quelle che ci dividono. Benevento è diventata una città quasi invivibile: preoccupato per le classifiche di fine d’anno sulla qualità della vita? La situazione di degrado che si riscontra in molte zone della città è davvero inaccettabile. Si ha la sensazione di una trascuratezza che offende oltre ogni misura la bellezza della nostra Benevento. Ecco perché fra i principali obiettivi del mio programma vi è quello di una efficiente manutenzione urbana.

Tante voci di corridoio dicono che i conti del Comune sono in… profondo rosso, eppure da settembre mensa e trasporto gratis!

Le misure a sostegno delle fasce più deboli sono finanziate dal Governo centrale, che dobbiamo ringraziare per aver predisposto misure idonee a contrastare la povertà. Il Comune deve solo gestire in modo trasparente le agevolazioni, aiutando chi ha veramente bisogno ed evitando strumentalizzazioni di stampo elettoralistico. Quanto ai conti del Comune mi auguro che il sindaco uscente, nel rendere ragione alla cittadinanza del proprio operato quinquennale - semmai si degnerà di farlo! -, faccia piena chiarezza al riguardo.

Nell’ultimo numero del giornale abbiamo scritto che chiunque vincerà come prima cosa dovrebbe mettere mano al rinnovamento della macchina comunale ad iniziare dai massimi vertici. E’ d’accordo?

L’efficientamento della macchina comunale è un tema ineludibile. E’ chiaro a tutti che lo sviluppo del territorio passa attraverso la capacità di competere, ciò che comporta visione strategica, programmazione permanente e qualità della progettazione. Come ben vede si tratta di obiettivi che possono essere raggiunti solo se la struttura burocratica è motivata e ben organizzata. Il Comune deve raccogliere la sfida dell’innovazione e ha le potenzialità per farlo. Ho sempre fatto gioco di squadra, e sono convinto che i dipendenti comunali sapranno ritrovare l’orgoglio della missione a cui sono quotidianamente chiamati, rivalutando per primi il senso dell’appartenenza ad una comunità che ha voglia di futuro.

Ancora oggi si continua a parlare del dissesto e della sua gestione. Qual è la sua opinione?

In questi giorni sono stati diffusi alcuni dati che ridimensionano enormemente la consistenza della massa passiva del dissesto: se i suddetti dati saranno confermati emergerà un fatto tanto incredibile quanto grave, e che cioè il dissesto è stato dichiarato per ragioni politiche, con la conseguenza che i cittadini beneventani sono stati ingiustamente penalizzati due volte: come contribuenti, avendo pagato i tributi e le tasse comunali nella misura massima, e come creditori dell’Ente, dovendo rinunciare a riscuotere buona parte del credito.

Come giudica il governatore “sceriffo” De Luca?

De Luca ha una grande esperienza amministrativa e fa della concretezza il suo punto di forza. La Regione Campania è una realtà complessa, disomogenea, attraversata, specie nell’area metropolitana di Napoli, da molteplici fenomeni di disgregazione sociale. Alle volte il piglio energico del Governatore si giustifica proprio con la necessità di assicurare il rispetto delle regole minime della convivenza civile.

In caso dovesse indossare la fascia tricolore quale sarà il primo atto?

Incontrare i dipendenti comunali, guardarli dritti negli occhi, stringere un patto e metterci subito al lavoro.

GINO PESCITELLI