Aspettando i nuovi vertici In primo piano

Il nuovo anno ci ha portato un nuovo governo a Roma e, fra qualche mese, ci darà un nuovo o rinnovato sindaco della città, altrettanto ci capiterà per la presidenza della Provincia. Difficilmente avremo una maggioranza draghiana alla guida della città, e ciò non perchè l’attuale sindaco sia inamovibile ma sicuramente perchè né Mastella, né alcuno dei suoi competitor, ha il pensiero e la postura di Mario Draghi. Ma, a prescindere dalle figure che occuperanno Palazzo Mosti e Rocca dei Rettori, in questo preciso momento storico-politico dovremmo dotarci di amministratori provinciali e cittadini che, in ogni caso, sapessero non solo dire ma anche fare cose nuove.

Intanto sarà necessario disegnare un più incisivo posizionamento amministrativo e politico della città sul territorio sannita e della Provincia nell'ambito regionale. Se con il governo Draghi entriamo in un’epoca politica ispirata e guidata dal pragmatismo e dall’efficienza dobbiamo smettere di divagare su progetti di differenti assetti istituzionali, che sebbene affascinanti, comunque non sono di facile realizzazione. La battaglia per la storica Regione Sannio l’abbiamo persa nel 1947, quando Bosco Lucarelli e De Caro non riuscirono ad inserirla nella Carta costituzionale.

In Campania la principale città dell’area appenninica è indiscutibilmente Benevento. Certamente ne hanno piena coscienza i protagonisti della tornata elettorale amministrativa; ed indubbiamente ne terranno conto anche i consiglieri regionali appena chiamati a far parte della neo-commissione Speciale Aree Interne.

E se è vero che stiamo entrando nell’epoca del massimo impegno europeo e nazionale sulla transizione ecologica ed energetica vuol dire che per Benevento ed il Sannio si aprono sfide e prospettive eccezionali, visto che siamo la prima provincia campana, e tra le prime italiane, in quanto a fonti energetiche rinnovabili. Con questo non si vuole sottovalutare l’importanza dei temi ormai al centro del dibattito elettorale, che sono certamente molto attuali: come la contestazione al biodigestore e all’ulteriore cementificazione del centro cittadino; l’impegno per la riqualificazione urbana, la cura del verde cittadino. Sono tutti passaggi indubbiamente importanti ed irrinunciabili: ottimi contorni, però, in un menù di più ampio respiro, i cui piatti forti sono altri. A cominciare dal modo di essere e di fare tra Sannio e Irpinia: deve essere un rapporto di condominio o di parentela. Saranno due aree geografiche aggregate o due comunità civili integrate?

Vi sono opere infrastrutturali che attraversano e animano il Sannio e di conseguenza ne possono fare uno snodo economico e politico interregionale, e che pertanto non possono non essere in cima ai propositi delle attuali compagini elettorali. A cominciare dalla utilizzazione del patrimonio idrico della diga di Campolattaro, del cui valore non sempre dimostriamo di avere piena coscienza; e quindi il raddoppio della Benevento-Caianello; l’ammodernamento della Ferrovia Valle Caudina; e soprattutto il riconoscimento dell’incrocio strategico nella nostra città tra le linee Roma-Bari, Napoli-Bari, Termoli-Campobasso-Benevento-Avellino-Salerno: sebbene questo ruolo strategico sia stato in qualche misura declassato dalla costruenda Stazione Hirpinia nell’area di Grottaminarda. Ma non tutto è perduto.

Certamente la cura dei pini di Viale degli Atlantici non sarà una distrazione dopolavoristica, né la polemica sul biodigestore esaurirà la cultura ambientalista dei beneventani, anche perchè la terza fase del Covid ci farà capire che una città con questa posizione sarà presto coinvolta in varie transizioni oltre quelle ecologiche, energetiche e digitali, dal campo sanitario a quello sociale, all'agroalimentare e al turistico. Ruoli e guide che in avvenire dovranno essere concepiti e gestiti in termini mai immaginati prima.

E infine non possiamo non assegnare massima attenzione ai destini di Unisannio, l’università intelligentemente ramificata nei principali quartieri cittadini: caso unico nel Mezzogiorno. Ma Unisannio si sente dentro la città, e la città si sente dentro Unisannio?

ROBERTO COSTANZO