Benevento in corsa per il titolo di ''Capitale italiana della Cultuta'' 2028 In primo piano
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“Nulla in Italia è più antico di Benevento”, ebbe l’audacia di affermare Edward Hutton, ammaliato dal fascino della città e dalle sue leggende, una su tutte quella della presunta fondazione per mano di Diomede in fuga dalle devastazioni della guerra di Troia.
Neanche gli storici più quotati, però, sono in grado di confermare le incantevoli suggestioni dei miti che riguardano questo territorio. Ma i miti non hanno bisogno di conferme, decantano le gesta di eroi e dèi per tracciare un solco in cui archetipi pregni di sacralità definiscono l’architettura e lo spirito di intere civiltà, superando anche il loro tempo e ogni nuova posterità.
Tracce che continuano ad aleggiare trascinate da quegli stessi venti del passato e che orientano, in silenzio, quegli stessi luoghi, influenzando i loro impermanenti ospiti.
Questa, in buona sostanza, è la cultura. Proprio come la tradizione immateriale del mito, le tracce tangibili lasciate dai sanniti, dai romani e dai longobardi, l’influenza pontificia, le storie delle Janare, il culto della Dea Iside, il canto beneventano, i bellissimi borghi del Sannio, continuano imperterriti nei secoli a disegnare cartografie millenarie che indirizzano la superficie del presente.
Quante volte chi è nato e cresciuto a Benevento si è sentito dire “Questa città potrebbe vivere soltanto di turismo, per le ricchezze che ha”, sicuramente non si contano. Sebbene, probabilmente, sotto un profilo macroeconomico anche questa affermazione è difficile da dimostrare, un’apertura in questa direzione c’è stata: tra i 25 comuni che hanno manifestato il proprio interesse a candidarsi al titolo di “Capitale italiana della Cultura”, c’è anche Benevento.
Questo riconoscimento nasce nel 2014, dall’allora Ministro Dario Franceschini, che ebbe l’idea a seguito della proclamazione di Matera a capitale della cultura europea per il 2019.
Come dimostrano i dati relativi alle esperienze degli anni passati, questa particolare designazione apporta alla città selezionata dei benefici concreti.
In primo luogo, un finanziamento diretto di 1 milione di euro da parte del Ministero, accompagnato poi da ulteriori co-finanziamenti di privati, fondazioni e sponsor. Inoltre, la visibilità così acquisita genera un aumento dei flussi turistici, che vengono destagionalizzati, ovvero non isolati ai periodi in cui mediamente le persone scelgono di spostarsi per viaggiare, ma spalmati in tutto l’arco dell’anno.
Mantova, dopo la nomina del 2016 ha visto un aumento dei visitatori del 19%, Parma del 12%, con un fortissimo impatto riflesso anche sul settore alberghiero e della ristorazione.
Ma al di là del turismo, un simile riconoscimento potrebbe essere una concreta occasione per migliorare il prestigio internazionale del territorio, così come un’opportunità per artisti, professionisti e imprese.
Insomma, nella corsa per diventare la capitale della cultura italiana nel 2028, Benevento è in prima fila, ma non è da sola: c’è anche Pietrelcina. Le rispettive amministrazioni comunali hanno annunciato infatti la costruzione di un dossier congiunto. Dopo la manifestazione d’interesse, l’invio di un apposito dossier in cui comprendere, tra le varie, il progetto culturale, il cronoprogramma, la struttura responsabile e gli obiettivi, rappresenta la seconda fase della procedura prevista.
Questa scelta dei due comuni è stata sancita da un protocollo d’intesa sottoscritto il 13 giugno, volto a strutturare un percorso in grado di far emergere l’eccezionalità della vicenda storica del capoluogo sannita e l’eredità spirituale di San Pio.
Lo scopo condiviso è costruire una proposta che valorizzi le peculiarità di entrambi i centri all’insegna del dialogo e dell’alleanza per il bene comune dell’intero territorio sannita. Nasce quindi un tavolo di co-progettazione, finalizzato a co-creare un dossier condiviso, innovativo e sostenibile che valorizzi le vocazioni identitarie e spirituali del territorio, con mappatura dei luoghi e definizione di interventi e risorse.
Oltre al Comune di Benevento e Pietrelcina, al tavolo parteciperanno anche la Fondazione di Comunità di Benevento ETS, capogruppo della costituenda ATS con Fondazione MeNO ETS, ed eventuali ulteriori stakeholder locali (istituzioni culturali, imprese creative, enti ecclesiastici,
associazionismo giovanile).
Proprio alla Fondazione Comunità di Benevento, che ha come soci fondatori il Consorzio “Sale della Terra”, la Croce Rossa Italiana, il Comitato di Benevento e l’Associazione “La rete sociale”, il
comune ha deciso di affidare il compito della stesura del relativo dossier. La Fondazione è nata con l’intento di sviluppare e valorizzare il territorio sannita, nel tentativo di migliorare la qualità della vita delle comunità locali attraverso progetti specifici. In passato ha già collaborato con il comune di Palermo e di Agrigento, città che sono state nominate capitali italiane della cultura nel 2018 e nel 2025.
L’amministrazione comunale, quindi, ha scelto di designare proprio la Fondazione anche perché dotata di un modello metodologico già collaudato, oltre a disporre di un’importante rete di partnership istituzionali e internazionali.
Una volta completato il dossier, da presentare entro il 25 settembre, partirà una terza fase, in cui la parola passerà a una Giuria di 7 esperti del mondo editoriale e culturale, cui spetterà la valutazione delle candidature e la selezione di 10 finaliste da sottoporre ad audizioni pubbliche.
Al termine del processo, la Giuria proporrà una città che il Ministro della Cultura presenterà a Palazzo Chigi, dove la nomina verrà ufficializzata. In ogni caso, la qualità e la coerenza del progetto giocheranno un ruolo chiave sulla decisione finale della Giuria.
Il territorio sannita, con il suo glorioso passato e le potenzialità del suo presente, ha così l’opportunità di estendere i propri confini, attirando un’immensa platea che difficilmente riuscirà a non farsi ammaliare dalle leggende e da quegli stessi miti che, da secoli, continuano ogni giorno a insegnare sempre qualcosa di nuovo a chiunque sia disposto ad ascoltarli.
RAFFAELE DE BELLIS

20/07/2025