Ciro Experience 4.0. Al via il percorso didattico di scoperta del fossile di dinosauro più studiato al mondo In primo piano
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Già trecento prenotazioni da parte delle scuole per la nuova Ciro Experience 4.0, percorso didattico di scoperta del fossile di dinosauro più studiato al mondo, custodito nel centro operativo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Benevento in viale Atlantici 12.
Dal 10 marzo la Realtà Aumentata e il ricorso alla scrittura braille promettono di aumentare anche l’interesse verso il cucciolo proveniente da Pietraroja, nel Sannio, studiato a Milano e tutelato a Benevento.
Soddisfatto il sindaco Clemente Mastella, intervento alla presentazione, che ha dichiarato: L'innovazione per ridurre gli spazi, ridurre i tempi, fa sì che riavvolgendo un nastro ci porti a 80 milioni di anni indietro. È stata ridotta questa distanza, ma soprattutto il progetto permette un'inclusione dove tutti possono percepire, tutti possono leggere il patrimonio culturale. In particolare, Ciro sarà riconosciuto anche da chi non udente, non vedente. Se proprio non lo possiamo liberare per ragioni di sicurezza, quantomeno tutti lo possono leggere e vedere.
Presente anche Nino Lombardi presidente della Provincia di Benevento che ha aggiunto: Noi siamo sempre molto inclusivi rispetto anche alla provincia perché un presidio anche culturale mantiene l'identità del nostro territorio. Deve primeggiare quello che è il valore culturale, il patrimonio culturale, in modo particolare Ciro, che è trainante per noi.
Durante la presentazione al pubblico il Soprintendente Mariano Nuzzo ha ringraziato Invitalia per aver reso possibile il progetto nato nel 2023 ma portato a compimento solo oggi. Il progetto di ricerca ha dovuto attendere un po' ma meritava di essere presentato e lo abbiamo voluto fare nel miglior modo possibile, coinvolgendo il comune, la provincia, la comunità, perché tutti quanti potessero cominciare a fruire di questo interessante intervento.
Ha poi spiegato: Ciro 4.0 è un progetto che, come Soprintendenza, abbiamo sposato e riteniamo possa accompagnare il nostro mestiere: noi ci occupiamo di tutela, insieme agli altri enti pubblici e privati che si occupano di valorizzazione. Quello che stiamo facendo oggi, tutti insieme in questa sala, non è solo presentare l'esito di un progetto di studi e di ricerca, ma anche valorizzare un merito che appartiene a tutti. Oggi Ciro è collocato nel centro operativo dell'evento, proviene dal territorio sannita ma nessuno pensi che sia una proprietà privata – ha tenuto a precisare Nuzzo - È collocato in questo sito ma, non è il nostro, è di tutti. Quindi l'obiettivo, anche attraverso questo progetto, è di metterlo a disposizione di tutti. E in questo progetto si potranno far conoscere, anche sotto il profilo scientifico, con una peculiarità didattica, approfondimenti legati a questo piccolo oggetto che vediamo in quella vetrina, di 113 milioni di anni più gli ultimi 46, perché è stato rinvenuto nel 1980. Tutto ciò innesca un meccanismo di interesse che porta la visibilità, la conoscenza non solo alla comunità scientifica, ma anche ai territori.
Ha poi aggiunto: Ci si immagina che possa essere collocato in un museo molto più ampio, ma il reperto di Ciro è un cucciolo di territorio; in questo momento, in questo sito viene coccolato soprattutto dai bambini che arrivano quotidianamente e assieme al dottore Foresta e ai collaboratori che sono presenti vivono un'esperienza immersiva e di contatto. Qui abbiamo anche delle aule didattiche dove i bambini fanno una piccola esperienza di scavo avvicinandosi al mondo dell'archeologia, in questo caso della paleontologia. Grazie a questa nuova esperienza, abbiamo la possibilità di trasmettere a un pubblico molto più ampio le caratteristiche del nostro reperto paleontologico. Chiaramente noi puntiamo anche a un Ciro 5.0 quindi questo per noi è un passaggio per andare oltre, raggiungere anche altri territori perché il reperto sia davvero di tutti.
Augusto Ozzella CTO Cyclopes srl, autore del progetto tecnologico ha spiegato: il progetto ha seguito un percorso partito diversi anni fa, quindi quello che vediamo oggi è solo l'ultimo anello di una catena che in effetti siamo costruendo da tempo. E su questo mi pregio appunto ringraziare anche tutte le figure che hanno collaborato: tutto il team della Cyclopes è stato validissimo nella consulenza scientifica. Ovviamente tutto è stato possibile grazie all'incentivo pubblico, e su questo voglio ringraziare anche la Progenia, società che ci ha supportato e ci ha seguito nella procedura burocratica per accedere ai finanziamenti. Si tratta infatti di progetti impegnativi da un punto di vista economico, ma ci è sembrato opportuno porre nuova luce, nuovo accento su questo fantastico reperto che ancora non è conosciuto a tutti. Ringrazio la dirigente, gli studenti e i docenti che con piacere abbiamo invitato a questa presentazione; stiamo già lavorando con la Soprintendenza per individuare altre date, per ospitare altre scuole. Gli studenti del Liceo Scientifico Alberti che hanno inaugurato la fruizione 4.0 di Ciro hanno accolto con entusiasmo l’incontro col dinosauro possibile grazie alla Realtà Aumentata. Ma anche i disabili non vedenti potranno farlo: Il progetto è stato sviluppato su tre versanti. – spiega Ozzella - Quello della realtà aumentata, quindi fruibile attraverso visori dove l'utente viene teletrasportato in quello che è l'ambiente primordiale, dove Ciro cammina insieme a lui. Sono stati ricostruiti in maniera fedele anche dei movimenti in base ad uno studio il più fedele possibile alla verità scientifica. Poi c'è una installazione interattiva con una ricostruzione in scala reale attraverso la stampa 3D del fossile di Ciro: non potendolo toccare per ovvi motivi, visto che è all'interno della teca, è possibile toccarlo attraverso questa tavola. Infine, un’installazione interattiva in italiano e in inglese anche con linguaggio braille, perché l'obiettivo è realizzare una tecnologia inclusiva anche per persone con disabilità visiva: attraverso dei punti interattivi è possibile fruire di proiezioni bilingue che pongono l'accento su alcuni aspetti sul fossile. Iniziativa approvata da Clelia de Falco Presidentessa Unione Italiana Ciechi di Benevento presente all’evento, che ha dichiarato: La descrizione in braille è molto importante perché le connessioni cerebrali tra il dito e il tatto del non vedente vengono automaticamente trasformate in linguaggio visto, quindi vorrei dire anche alle scuole che sono presenti in questo momento che sarebbe bellissimo da parte loro, da parte dei dirigenti, provare a costituire anche dei percorsi, dei laboratori per i ragazzi, proprio per far conoscere queste realtà che noi dobbiamo vivere tutti i giorni e che possiamo godere grazie a progetti come questo.
Collegati in videocall sono intervenuti anche Vittorio Fresa Responsabile Unità Organizzativa ‘Imprese Culturali e Creative’ di Invitalia Spa, Cristiano Dal Sasso paleontologo del museo di Storia Naturale di Milano e Simone Maganuco paleontologo collaboratore.
Abbiamo sviluppato il progetto grazie ai fondi del PNRR – precisa Fresa - l’idea di fondo era provare a dare una narrazione dei nostri beni storici culturali e di tutto il patrimonio identitario dei territori attraverso una serie di modalità diverse ed innovative. Qui c'è una compagine ad altissima valenza giovanile che ci riesce a portare esattamente dentro questo discorso e lo fa in un territorio che ha davvero profondamente bisogno di questa tecnologia di innovazione e di un ulteriore rafforzamento e sviluppo dei percorsi per le imprese della filiera culturale e creativa. Utilizzare i Media per entrare nella loro idea di produzione è un'idea sempre vincente; qui ci siamo spinti addirittura oltre allargando anche a nuovi soggetti del terzo settore e arrivando a un discorso che metteva proprio al centro l'elemento dell'attrazione ecologica e digitale. Questo aspetto è diventato fondamentale in quello che facciamo per una serie di motivi oltre quelli strettamente ambientalistici.
Dal Sasso ha fatto alcune precisazioni scientifiche, di cui il progetto è impregnato: La nostra parte di lavoro è stata riprodurre i momenti di questo piccolo dinosauro in maniera più possibile realistica e credibile utilizzando gli strumenti che ha il paleontologo a disposizione. quindi la comparazione con animali viventi con quelli del passato in modo da poter vedere anche quello che i fossili non ci dicono direttamente. Studiando i dinosauri sappiamo che tra gli animali di oggi quelli più strettamente collegabili sono i coccodrilli e gli uccelli loro discendenti; per poter ricostruire quello che avviene all'interno del filmato abbiamo guardato questo tipo di animali sia per la riproduzione dei suoni, come il verso di Ciro prodotto dalla laringe, sia per le movenze, per le quali ci siamo basati sugli uccelli. Abbiamo cercato poi di far interagire il Ciro virtuale con gli ambienti in maniera realistica e di ricostruire anche l'ambiente sulla base dei fossili che sono stati ritrovati; quindi, su una spiaggia che assomiglia un po' alle Bahamas di oggi, probabilmente Ciro visse pochi giorni di vita prima di essere poi trascinato in acqua da una tempesta tropicale che ne ha causato la morte; incidente che lo ha reso uno dei fossili più importanti al mondo. Il rigore scientifico del progetto si è avvalso anche del contributo di Maganuco, che ha precisato: Ciro è un rarissimo esemplare, un cucciolo di dinosauro carnivoro, che in natura è presente in numero minore degli erbivori; trovare un fossile di dinosauro carnivoro è sempre un fattore eccezionale e trovare le ossa di un cucciolo, che sono molto più delicate di quelle di adulti, è un fatto ancora più eccezionale. Questa combinazione è quasi l'unica al mondo. Soprattutto sono conservate tracce degli organi interni, che ci permettono di vedere come era fatta l'intestino, gli organi della trachea, le unghie, le tracce di sangue, di ciò che resta del cuore.
Importante la precisazione di Simone Foresta funzionario archeologo della Soprintendenza e responsabile del Centro Operativo di Benevento: Ciro è stato scoperto da un ricercatore di fossili che proveniva dalla provincia di Verona, poi è stato studiato a Milano, è stato divulgato, poi è ritornato a casa e adesso è una start-up tutta beneventana; tra le tante azioni di tutela e cura del reperto, come Soprintendenza garantiamo la maggiore possibilità di ricerca. Infatti, rilasciamo ogni mese una numerosa quantità di autorizzazioni agli studiosi, tra cui l'Università del Sannio e l'Università di Napoli. Ma non possiamo limitarci a uniche esperienze; siamo sempre pronti a estendere rapporti di collaborazione proficua, utilizzando Ciro come uno spazio di confronto, di varie occasioni, di varie realtà, di varie proposte, di vari ambiti scientifici. Per qualsiasi cosa riguardi questo fossile, la Soprintendenza si è assunta grandi responsabilità nel più lungo modo possibile, per esempio quando ha viaggiato, o quando è stato oggetto di studio da parte di un'università medicale. Una grande responsabilità che però dà sempre grandi soddisfazioni; l’obbiettivo ora è quello di farlo conoscere nel più lungo modo possibile, ma di custodirlo sempre in maniera più attenta. Nelle intenzioni della Soprintendenza ci sono anche interventi di restauro dei fossili che hanno bisogno di sistemazione, sempre per garantire la più lunga possibilità di visita e di racconto.
ROSANNA BISCARDI

11/03/2026