Coronavirus: morte di una vecchia Signora In primo piano

È stata una delle prime ad ammalarsi di Coronavirus e alla fine ci ha lasciati tra sgomento e dolore, ma forse con troppe approssimazioni. In questa intervista la vita e la storia di questa vecchia Signora scomparsa per Coronavirus, ma non di Coronavirus.

Lei che la conosceva bene, ci può dire qualcosa della povera Signora scomparsa?

Era una signora di una certa età, ma molto attiva, e nonostante le contrarietà degli ultimi anni si dedicava a tutto: arte, architettura, canzoni, spettacoli, cucina…e negli ultimi tempi al turismo. Il turismo era il suo principale interesse. Roma, Venezia, Napoli, Milano e tante altre mete erano il suo motivo di vita.

Aveva problemi di salute?

No, non aveva nessuna patologia grave, solo quelle legate alla sua età, ma proprio per la sua vecchiaia era per tutti un punto di riferimento. Non per immodestia, ma credo che la conoscessero e la apprezzassero veramente in tutto il mondo. Ha solo avuto, ed aveva ancora, un problema abbastanza grave, ma che risale a tantissimi anni addietro. Non è cosa recente. Anzi lo aveva dalla nascita. Era una sorta di mancato coordinamento tra arti superiori e arti inferiori. A volte diceva che col suo cervello avrebbe camminato anche senza gambe, diceva che la testa, la parte superiore, doveva pensare a tutto, e arrivava così quasi a odiarle la parte di sotto …ma alla fine erano le gambe che la tenevano in piedi. Era come se non si rendesse conto, a volte, che il suo era un unico corpo.

I medici come l’hanno curata?

Abbiamo sentito il parere di tutti. Dei più grandi luminari e pure dei medici che non si occupavano del tipo di patologia di cui soffriva, ma anche degli infermieri. Un po’ di tutti, insomma. Poi sin dal primo momento abbiamo dato ugualmente retta ai vicini di casa, alla gente comune, a internet. Anche sui social tutti ci davano consigli utili. Sa, alla fine in questi casi sembra che tutti possano aver ragione. Sapevamo che fosse una cosa grave, e quindi non abbiamo mai ascoltato chi diceva il contrario.

Abbiamo visto molta ma molta televisione. Di questa malattia del resto se ne parla in tutti i programmi. La tv ci ha fatto capire tutto. Certo ci ha caricati di stress, forse troppo. Ma è un servizio pubblico, fa il suo mestiere. Abbiamo iniziato anche a leggere di nuovo i giornali. Ma il parere era sempre uguale.

Certo povera Signora, la tv magari l’avrebbe distratta. I primi tempi è stato così. Guardava il Festival di Sanremo con molto interesse. Poi però non le interessava più nulla, ma solo i programmi sulla pandemia. D’altronde non c’era scelta.

E le istituzioni cosa hanno fatto per voi?

Hanno fatto moltissimo. Poveri ministri si sono riuniti nella sede della Protezione Civile per questa emergenza, anche di notte. Come si fa con le catastrofi. Conte, Mattarella…ognuno ha fatto il suo. Il povero Fontana con la mascherina e Zingaretti ammalato ci hanno fatto capire che la cosa era grave. Molto grave. Ci siamo rassegnati.

I nostri parenti, alcuni che lavoravano fuori, hanno perso il lavoro subito, già dai primi giorni. Non avevano i soldi per tornare o li hanno bloccati nelle zone rosse, e ci hanno lasciati soli. Ma abbiamo provato a farcela. Un nostro parente qui in paese ormai è socialmente isolato. Sa, era stato a Codogno. Il sindaco lo ha denunciato. Ah… ma ha fatto bene, ci tengo a dirlo. Ha tutelato i concittadini, che sapendo chi era lo hanno anche minacciato. Ma ha fatto bene. Altri sono scappati di sera, all’improvviso…anche loro non sapevano cosa fare.

Dovrebbero arrestarli, ma ora che la povera Signora non c’è più cosa vuole che mi importi?

La signora per l’età che aveva…ne aveva viste tante davvero… Giusto?

Giustissimo. Due guerre mondiali, il vaiolo, il colera, l’aviaria, la mucca pazza, la Sars, la suina,,,e poi ogni anno - ancora oggi - quei due o tremila morti di influenza stagionale, centinaia e centinaia di meningite, di polmonite. Lei, anzi, si ricordava che negli anni Sessanta e Settanta l’influenza si portava via anche cinquemila persone in pochi mesi nella sola Italia. Cinquemila morti solo in Italia… Poi si ricordava la febbre spagnola…cento milioni di morti nel mondo. Un male incurabile e inarrestabile.

Ma ora è diverso, ora di influenza in Italia ne muoiono duemila all’anno. E il Coronavirus è molto diverso. In Cina adesso si viaggia sui tremila morti…In Italia sono oltre duecento…tutti anziani e malati, esattamente come la povera Signora, che in questi morti si è subito riconosciuta, anche se sapeva e le dicevano di continuo che sarebbero morti comunque, mentre lei stava benino e ce l’avrebbe fatta senza problemi.

Lei, devo dire, per carattere solitamente non si scoraggiava. Ce l’ha fatta ogni anno con l’influenza stagionale… Lei non era tra i due o tremila morti che l’influenza ci porta via ogni anno. E invece stavolta si è subito allarmata… Le hanno detto che doveva farlo, e così ha iniziato a comportarsi in maniera strana. Sembrava che desiderasse proprio di morire. Ha abbandonato tutto quello che aveva, tutto il suo patrimonio, quasi come se lo volesse distruggere….

Ci sono altri casi in famiglia?

Sì. Parenti in tutto il mondo, ma soprattutto le cugine che abitano proprio affianco a noi …Hanno lo stesso virus, ma sono più serene. L’hanno presa meglio, o almeno non desiderano la loro stessa morte. Certo con noi non si sono comportate bene…una in particolare, appena ha saputo che la Signora si è ammalata ha fatto fare un video per criticare la pizza che cucinava lei.

La pizza era la specialità della Signora. La sapeva fare benissimo e ci è rimasta male, molto male.

Quando alla cugina le si incendiò tutta la casa lei invece le fu molto vicina…non si aspettava insomma una reazione così cattiva.

Ma del resto la Signora era stata sempre buona con tutti. Aiutava tutti e le porte della sua casa erano sempre aperte. Magari alcuni non volevano, si discuteva, si litigava, ma lei… nulla. Li aiutava. E ogni qualvolta accadeva qualcosa di brutto, mandava soldi a chiunque. Non è stata ricambiata.

Dove l’avete curata?

A casa. Qui una volta avevamo moltissimi ospedali e tantissimi medici, ma poi sa com’è…molti li hanno chiusi e medici non ne hanno più assunti. Ma cosa vuole? È normale. Oggi le priorità sono altre. C’è lo spread, c’è l’Europa, bisogna seguire queste leggi che sono molto più importanti di quelle umane. Alla fine sa cosa le dico? Ha fatto male la Signora ad ammalarsi. Poteva stare più attenta. Ci poteva pensare prima.

La Signora lascia però una bella eredità…

Sì. Un patrimonio immenso di arte e di cultura. Era molto colta. E devo dire anche molto ricca. Aveva alberghi, ristoranti, bar, palestre e finanche musei, cinema e teatri. Per lei lavoravano tantissime persone che ora sono tutte senza lavoro e senza futuro. La Signora è sempre stata ricca … in passato aveva anche industrie e aziende agricole, ma poi man mano i suoi parenti, in gran parte le cugine vicine, si sono presi tutto. Aveva affidato tutto ad alcuni amministratori… ma non ci hanno saputo fare. Le hanno rubato quello che potevano.

Ora è appena morta, ma è il futuro che ci preoccupa. Verrà qualcuno da fuori e si prenderà tutto. Noi da soli ormai non ce la faremo a rimettere tutto in piedi com’era fino a venti giorni fa.

La Signora è morta di Coronavirus?

No. È morta per lo stress. Si è lasciata morire, anzi direi che l’hanno aiutata a morire: le hanno messo troppa paura addosso e alla fine non ha retto.

Sa, era anziana, sola, con tante responsabilità…temeva di non farcela, era sicura che avrebbe contratto anche lei questo virus. Lavava le mani mille volte al giorno, stava a un metro di distanza da tutti, sempre con la mascherina…fino all’ultimo…eppure glielo dicevamo che non essendo malata non serviva…Ma alla fine è morta per paura e per consunzione. È morta davanti alla tv. Quasi un mese di agonia. A una certa età succede. Ti lasci morire soprattutto se non hai chi ti cura come si dovrebbe. I suoi stessi anticorpi, con cure sbagliate, sono come impazziti al suo interno. È una bruttissima malattia… la chiamano stigma, panico, delirio…non ha un nome preciso, ma colpisce tutti. Colpisce soprattutto noi… noi che alla povera Signora volevamo tanto bene.

Come si chiamava la povera Signora?

Si chiamava Italia. Era nata a Torino il 17 marzo del 1861…

ANDREA JELARDI