CAPITALE DELLA CULTURA 2028: BENEVENTO E PIETRELCINA E I COMUNI DELLA CITTA' CAUDINA NON RIENTRANO NELL'ELENCO DELLE 10 FINALISTE In primo piano

Fra le 23 città iniziali candidate al titolo di Capitale italiana della Cultura 2028, sono state selezionate 10 città che si contenderanno il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Le candidature presentate al Ministero della Cultura hanno offerto un panorama ricco e variegato di progetti culturali capaci di valorizzare il patrimonio artistico e rafforzare l’identità dei territori. Le Città Identitarie entrate nella rosa delle 10 candidate sono Anagni (borgo che ha anche ospitato il III Festival delle Città Identitarie nel 2020), col programma “Hernica Saxa, dove la storia lega, la cultura unisce”; Ancona con “Ancona. Questo adesso” e Catania con “Catania continua”, Colle di Val d’Elsa (SI) “Colle28. Per tutti, dappertutto”; Forlì – “I sentieri della bellezza”; Gravina in Puglia (BA)- “Radici al futuro”; Massa – “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”; Mirabella Eclano (Av) – L’Appia dei popoli; Sarzana (SP) “L’impavida. Crocevia del futuro”; Tarquinia (VT) “La cultura è volo” Grande delusione per le escluse fra cui i comuni della Città Caudina. Montesarchio, Cervinara, Airola, Sant'Agata de' Goti, Bucciano, Arpaia, Pannarano, Roccabascerana, San Martino Valle Caudina, Forchia, Paolisi, Moiano, Bonea e Rotondi, che mirano a fondare una città diffusa che vada oltre la semplice indicazione geografica di “Valle Caudina” per diventare progetto collettivo.

La stessa Benevento, nonostante il patrimonio artistico, archeologico e culturale e la capacità ricettiva della città con alberghi e ristoranti, è stata esclusa in prima battuta. Le motivazioni di queste esclusioni, in particolare per Benevento, l'assenza di un progetto di un valore economico importante. Per i comuni della Città Caudina, le motivazioni sono state molte, fra cui la mancanza di alberghi, un progetto culturale valido, difficoltà di collegamenti, e per Montesarchio, nonostante il bellissimo Castello e la Torre, è stato rilevato l'isolamento dello stesso rispetto alla città sottostante, e la mancanza di un'ampia sala per ospitare manifestazioni.

Il titolo del Dossier “Città Caudina. Terra Futura. Europa abita qui” è stato curato da Alessandra Panzini di Marchingegno, Leandro Pisano e Giacomo Porrino. Dopo l’adesione della Reggia di Caserta, il progetto aveva ricevuto anche il sostegno di importanti istituzioni come l’Archivio di Stato di Benevento e di Caserta, il Museo Nazionale el Sannio Caudino, il Conservatorio di Musica di S. Pietro a Majella, la Fondazione Pietà de Turchini, i Parchi Regionali li del Taburno-Camposauro e del Partenio, e la partecipazione di Università europee e Italiane. Tanta delusione, ovviamente da parte di chi ha preparato e creduto nel progetto. I dossier sono stati valutati da una commissione di sette esperti indipendenti nei settori della cultura, dell’arte e della valorizzazione territoriale.

Giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026 le 10 finaliste parteciperanno ad audizioni pubbliche durante le quali presenteranno i loro progetti e risponderanno alle domande della giuria.

La scelta definitiva sarà annunciata entro il 27 marzo 2026, quando la Commissione indicherà al Ministro della Cultura la città vincitrice.

LUCIA DE NISI