Il Codacons su Città Spettacolo 2021, Zeoli: ''Un ibrido tra una rassegna canora ed una sagra'' In primo piano

Esattamente un anno orsono - scrive Maurizio Zeoli, responsabile del Codacons di Benevento - i concerti programmati nel contesto di Città Spettacolo 2020 dei cantanti per teenagers Geolier e Ghali, vennero annullati per il pericolo Covid-19 su iniziativa del Codacons di Benevento ed ordine della Regione Campania, nonostante la ferma volontà del sindaco Mastella di consentirne lo svolgimento in quanto, a suo dire, “i giovani avrebbero meritato fiducia” a prescindere dall’epidemia.

Questo ha probabilmente salvato qualche vita, certamente molto di più delle moleste telefonate che i concittadini beneventani subiscono da qualche anno.

Quest’anno, evidentemente per evitare in radice il problema, il sindaco Mastella ha ritenuto di organizzare un festival della terza e quarta età con Massimo Ranieri, Gianna Nannini, Eugenio Bennato, i Collage; sembrava di essere tornati ai tempi della mia ahimè lontana infanzia, negli anni ‘70, quando imperava la DC e l’allora giovane ed ancora non on.le Clemente Mastella si esercitava nell’arte della politica, non telefonando di persona a casa della gente ma, sembra, facendo telefonare dalle telefoniste della Rai, dove lavorava, agli elettori del suo collegio per farsi campagna elettorale in occasione delle elezioni politiche che lo avrebbero visto entrare per la prima volta in Parlamento (se non è vero il sindaco dovrebbe compulsare Wikipedia perché cancelli questa imbarazzante notizia dalla voce a lui dedicata).

Niente di male riguardo alle scelte artistiche d’antan che hanno caratterizzato Città Spettacolo 2021; anzi dal punto di vista geriatrico ci sembrano scelte in linea con l’età media che la popolazione di Benevento si avvia ad avere sempre di più. Ci chiediamo però se una rassegna nata ed impostasi a livello nazionale come essenzialmente teatrale possa ancora identificarsi con questo evento annuale ibrido, una via di mezzo tra una rassegna canora ed una sagra.

Un tempo a Città Spettacolo si svolgevano prime teatrali degli spettacoli più significativi a livello nazionale. I giovani potevano respirare ed essere coinvolti in eventi di assoluta qualità negli spazi teatrali coperti o all’aperto di cui la Città è ricca; non si trattava certo di invero poco formative ripetizioni di spettacoli televisivi.

Adesso pare diventata una rassegna canora, un evento balneare.

Di teatro puro e di respiro nazionale si ricorda lo spettacolo di Musella, peraltro non certo nuovo, e l’eterno grandissimo Peppe Barra che merita l’applauso a prescindere. Per il resto si è trattato in massima parte di rappresentazioni teatrali che, viste le risorse minime residuali rispetto alle preponderanti esibizioni canore, valorizzavano pur encomiabili esperienze localistiche.

Ma la valorizzazione del teatro?

Il pubblico è stato dirottato piuttosto verso la facile attrazione suscitata dalla musica leggera non certo verso la complessità affascinante del palcoscenico.

Si tratta di scelte coraggiose od opportunistiche? Al di là dei gusti di ognuno se la ragione per la quale è nata ed ha acquisito prestigio e peculiarità la rassegna dovesse venire meno il pericolo è che gli Enti finanziatori potrebbero a lungo andare privilegiare altre e diverse manifestazioni sul territorio.

Qualcuno dei candidati alle prossime elezioni vuole prendere posizione critica sul futuro della rassegna che tanto è valsa al prestigio della città negli ultimi 40 anni?”.