Alla confluenza del Serretelle il fiume Calore, ricevuto il contributo del Sabato, ha invaso la parte bassa della contrada Pantano. Le due immagini a distanza di un ora: 14,40 e 15,40. Si teme un ''contributo'' del Calore. L'elicottero VV.FF. vola in perlustrazione dei corsi d'acqua della città di Benevento alle ore 16,50 del 1 aprile 2026.
Presso il Tempio di Vibia Sabina e Adriano, luogo straordinario nel cuore del centro storico di Roma e sede della Camera di Commercio, sono stati annunciati ufficialmente questa mattina la dozzina dei libri candidati al Premio Strega 2026, in corsa per la LXXX edizione del prestigioso riconoscimento letterario, e la cinquina dei volumi che concorrono alla XIII edizione del Premio Strega Europeo.Questi i dodici libri scelti tra i 79 proposti dagli Amici della domenica e selezionati dal Comitato direttivo del Premio Strega, composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Melania G. Mazzucco, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine:1 - Maria Attanasio, La Rosa Inversa (Sellerio), proposto da Ottavia Piccolo.2 - Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia (Quodlibet), proposto da Massimo Raffaeli.3 - Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori), proposto da Roberto Saviano.4 - Mauro Covacich, Lina e il sasso (La nave di Teseo), proposto da Edoardo Nesi.5 - Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi), proposto da Vittorio Lingiardi.6 - Matteo Nucci, Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), proposto da Giancarlo De Cataldo.7 - Alcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi), proposto da Donatella Di Pietrantonio.8 - Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani), proposto da Roberta Mazzanti.9 - Christian Raimo, L’invenzione del colore (La nave di Teseo), proposto da Luciana Castellina.10 - Elena Rui, Vedove di Camus (L’orma), proposto da Lisa Ginzburg.11 - Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca (Einaudi), proposto da Gaia Manzini.12 - Marco Vichi, Occhi di bambina (Guanda), proposto da Laura Bosio.Ecco, invece, la cinquina in lizza per il Premio Strega Europeo:1 - Nathacha Appanah, La notte nel cuore, tradotto da Cinzia Poli (Einaudi), Prix Femina e Prix Goncourt des Lycéens 2025.2 - Leila Guerriero, La chiamata. Storia di una donna argentina, tradotto da Maria Nicola (SUR), Premio Zenda 2023-2024.3 - Isabella Hammad, Entra il fantasma, tradotto da Maurizia Balmelli (Marsilio), Encore Award 2024.4 - Tonio Schachinger, In tempo reale, tradotto da Francesca Gabelli (Sellerio), Deutscher Buchpreis 2023.5 - Yael van der Wouden, Estranea, tradotto da Roberta Scarabelli (Garzanti), Women’s Prize for Fiction 2025.Nella conferenza stampa sono intervenuti Pietro Abate, segretario generale della Camera di Commercio di Roma; Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci; Giuseppe D’Avino, presidente Strega Alberti Benevento; Serena Morgagni, responsabile direzione communication BPER Banca; Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale.I candidati sono stati annunciati da Tommaso Giartosio e Giulia Caminito (Premio Strega Europeo) e Melania G. Mazzucco (Premio Strega 2026).Ha coordinato Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci.La frase guida della LXXX edizione del Premio Strega è Quasi una vita, omaggio al titolo del memoir di Corrado Alvaro, vincitore del premio letterario nel 1951.Le prossime tappe del Premio Strega 2026Il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento sarà selezionata la cinquina finalista, mentre l’8 luglio, sarà decretato il vincitore del Premio Strega 2026 in una sede d’eccezione per gli ottanta anni del premio letterario, ovvero, Piazza del Campidoglio.ANNAMARIA GANGALEannamariagangale@hotmail.it
In considerazione dell’evoluzione del quadro meteo e delle valutazioni del Centro Funzionale, la Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato di ulteriori 24 ore la vigente allerta meteo. Fino alle 14.00 di domani, 2 aprile, proseguiranno infatti le condizioni di instabilità con piogge e temporali anche intensi e con la sussistenza di vento forte con raffiche da Nord-Nord-Est. Lo scenario riguarda tutta la Campania con alcune differenze.Dalle 14.00 di oggi l’allerta con criticità Gialla interesserà esclusivamente le zone:▪ 2 Alto Volturno e Matese; ▪ 3 Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; ▪ 4 Alta Irpinia e Sannio; ▪ 5 Tusciano e Alto Sele dove sono possibili fenomeni connessi al rischio idrogeologico da temporali (allagamenti, esondazione, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, frane e caduta massi).L’allerta per vento forte con raffiche e conseguente moto ondoso con possibili mareggiate continuerà invece ad interessare tutta la Campania.Alle autorità competenti è raccomandato di attuare tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti in linea con i rispettivi piani comunali di protezione civile, di monitorare la corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni atmosferiche nonché di prestare attenzione alle comunicazioni della Sala Operativa.
L’annuncio dell’uscita della sanità campana dal regime di commissariamento rappresenta un nuovo inizio per il sistema sanitario regionale, a sottolinearlo è il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Benevento, Luca Milano: “È un traguardo che aspettavamo da anni - afferma Milano - che si spera possa mettere fine ad un lungo periodo di sacrifici che ha coinvolto sia i cittadini che il personale sanitario. In questi 19 anni di commissariamento medici, infermieri e operatori hanno continuato a garantire assistenza e qualità delle cure anche nelle fasi più difficili. Mi sembra giusto ricordarlo e rivolgere a tutti loro un doveroso ringraziamento per aver reso possibile oggi il raggiungimento di questo risultato”.Secondo l’Ordine dei Medici di Benevento l’uscita dal commissariamento può ora consentire alla Regione Campania di gestire la sanità campana rispettando i criteri più volte dichiarati: “All’insediamento di Fico - dichiara Milano - ho molto apprezzato la sua netta posizione contro l’ingerenza della politica nella sanità. Fico ha più volte sottolineato che la gestione della sanità deve basarsi esclusivamente su criteri di merito e trasparenza, competenza e curriculum, non su appartenenze partitiche o nomine politiche. Ha precisato anche che il ruolo della politica deve essere quello della programmazione, degli investimenti e dell’ascolto degli addetti ai lavori, indicando come priorità assoluta la cura delle persone. In sintesi, Fico ha promesso una separazione netta tra la governance sanitaria (tecnica) e la gestione politica (strategica), per poter garantire etica, qualità e sicurezza delle cure. Spero che su queste direttive trovi pieno appoggio e sostegno”.In quanto organo sussidiario dello Stato, l’Ordine dei Medici di Benevento dal suo insediamento sta cercando di esercitare una funzione di mediazione istituzionale, orientata all’interesse generale, alla protezione dei cittadini e alla dignità della professione medica. “Il nodo centrale della crisi della sanità - continua Milano - resta il capitale umano sanitario. L’emorragia di medici e infermieri, dovuta a pensionamenti, dimissioni volontarie, mobilità verso l’estero e il privato, supera ampiamente la capacità di reclutamento. Uno degli effetti più gravi è sicuramente l’aumento delle disuguaglianze territoriali, con le aree interne sempre più penalizzate. Oggi il luogo di residenza rischia di determinare più del bisogno clinico, le effettive possibilità di accesso alle cure, in aperto contrasto con i principi costituzionali. Noi, come Ordini dei Medici, siamo dalla parte della sanità pubblica, dei professionisti, dei cittadini e della Costituzione. Serve una sanità giusta, moderna, unita nei diritti e non divisa dalle differenze territoriali. Il Servizio Sanitario Pubblico è uno dei più grandi patrimoni sociali: difenderlo non è solo una questione tecnica, ma un atto politico che riguarda la qualità stessa della democrazia. In questo contesto, il nostro ruolo come Ordine dei Medici è quello di fungere da cerniera tra cittadini, professionisti e istituzioni, promuovendo dialogo e soluzioni condivise”.Medici e cittadini sono due facce della stessa medaglia, entrambi subiscono le criticità del sistema sanitario. Per questo è necessario un impegno sinergico che spinga i decisori politici a superare una visione della sanità come semplice voce di spesa, riconoscendola invece come investimento strategico, oltre che come diritto costituzionalmente garantito. “In questa nuova fase - puntualizza Milano - l’uscita dal commissariamento non deve essere considerata come un punto di arrivo, ma come l’inizio di un percorso che richiede responsabilità nelle scelte. È importante che l’autonomia ritrovata si traduca in azioni concrete e verificabili, con particolare attenzione alla qualità dei servizi, alla riduzione dei tempi di attesa, alla reale accessibilità alle cure e alla sicurezza. Diventa fondamentale rafforzare la sanità territoriale, aumentare i posti letto, migliorare l’integrazione ospedale-territorio, garantendo una risposta più vicina ai bisogni dei cittadini, soprattutto nelle aree interne, come quella sannita, che continuano a vivere maggiori difficoltà. Gli investimenti in strutture e innovazione potranno produrre risultati duraturi solo se accompagnati da una programmazione mirata sul personale sanitario, che, ripeto, resta il vero punto di forza del sistema. In questo percorso, il contributo dei professionisti, in un clima di collaborazione istituzionale, può favorire scelte condivise e orientate alla costruzione di una sanità pubblica più equa, efficiente e realmente vicina alle persone”.Infine, il presidente Milano rivolge un appello accorato a tutte le forze politiche: “Bisogna superare i confini dei partiti; è necessario considerare la sanità un tema trasversale da rilanciare con un documento programmatico regionale che richieda traduzione in politiche concrete e allocazione di risorse adeguate al bene salute. Serve un segnale d’insieme forte e chiaro, che imponga scelte rapide e condivise, prima che il sistema sanitario perda definitivamente capacità di risposta. La salute non aspetta, il tempo non perdona”.
Nel tardo pomeriggio di ieri, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento hanno eseguito l’arresto in flagranza di reato di un dirigente del Comune di Benevento, il 63enne Gennaro Santamaria, gravemente indiziato del delitto di concussione.“In ossequio alle vigenti disposizioni di legge e a tutela delle garanzie costituzionali - scrive il procuratore della Repubblica Nicola D’Angelo nella nota inviata alla Stampa -, si rende necessario evidenziare, con la massima fermezza, che il provvedimento eseguito è una misura pre-cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, per l'indagato vige il principio di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.Allo stato attuale delle investigazioni, preme chiarire che le condotte contestate attengono esclusivamente al profilo di responsabilità individuale del dirigente e non risultano estese, né riconducibili, ad altri settori o dinamiche gestionali della macchina amministrativa dell’Ente. L’attività d’indagine ha inteso cristallizzare la condotta isolata di uno specifico e circoscritto centro di interessi, senza che siano emersi elementi di connessione con la restante struttura comunale.L’operazione, coordinata da questa Procura della Repubblica, trae origine dalla coraggiosa e dettagliata denuncia sporta da un libero professionista, amministratore di una società di progettazione locale. Il professionista ha riferito agli inquirenti una reiterata serie di condotte vessatorie poste in essere dal pubblico ufficiale il quale, abusando della propria posizione apicale, avrebbe indebitamente preteso un’ingente somma di denaro in cambio dello sblocco di procedimenti amministrativi e pratiche edilizie.Le istanze della vittima erano state artatamente sottoposte a un’anomala stasi istruttoria - tra ritardi burocratici e pretestuose richieste di integrazione documentale - finalizzata a indurre uno stato di soggezione e asfissia economica. Questa escalation è culminata nella richiesta esplicita di 70.000,00 euro per sbloccare l’iter delle pratiche.I carabinieri sono intervenuti d’iniziativa subito dopo la consegna di una prima tranche di 4.000,00 euro in contanti (denaro precedentemente censito dalla Polizia Giudiziaria e già restituito all’avente diritto). Nel corso della successiva perquisizione presso l’abitazione dell’indagato, oltre al sequestro di vari orologi di pregio (del valore stimato in circa 100.000,00 euro), i carabinieri si sono trovati di fronte a un vero e proprio “archivio” del contante: 157.400,00 euro in banconote (principalmente da 50 e 100 euro) suddivisi con chirurgica precisione in mazzette da 5.000,00 euro ciascuna. Ogni mazzetta era inserita in una busta di carta recante all’esterno l’indicazione a penna della cifra contenuta.Questo risultato investigativo dimostra plasticamente come la legalità non possa essere delegata esclusivamente all’azione repressiva della Procura della Repubblica o delle Forze dell’Ordine. Il vero e insuperabile argine contro ogni forma di sopruso, concussione o condizionamento illecito risiede nel sentimento di legalità dei cittadini e nella loro determinazione a non piegarsi alle logiche del malaffare.Il rinvenimento di somme di denaro così ingenti e - allo stato - non giustificate, richiama l’urgenza di fare fronte comune contro ogni forma di prevaricazione. Per questo motivo, la Procura della Repubblica di Benevento invita fermamente cittadini, professionisti e imprenditori a non subire in silenzio, ma a denunciare tempestivamente qualsiasi episodio di concussione, estorsione o comunque di pressione illecita di cui siano stati vittime o testimoni. Si rivolgano con fiducia alle istituzioni dello Stato.L’obiettivo non è solo fare piena luce su specifici fatti reato, ma innescare una svolta culturale in cui la denuncia diventi la normalità: l'unico modo per bonificare il mercato da illecite rendite di posizione, liberare il contesto sociale dal giogo delle estorsioni e da ogni altra forma di asfissia criminale, garantendo così sicurezza, dignità e pari opportunità a tutti i cittadini ed agli operatori economici onesti”.
Un’altra giornata che scorre, un’altra gara senza successo per la Strega. Dopo Monopoli, altro piccolo passo falso in casa contro il Cosenza. Non grave, visto il pari per 1-1, con entrambi i gol nel primo tempo. Ma comunque una parentesi di velato ed ingiustificato malumore che continua ad abbracciare il popolo giallorosso che, da quando si è avvicinato a millimetri dal traguardo matematico, ha cominciato ad avvertire timore, trasmettendolo in campo.Eppure, stavolta sembra potesse andare tutto per il verso giusto, vista un’ottima prima metà di gara, di fatto rovinata da una caotica ed altalenante ripresa. Floro Flores corre meno rischi possibili. Nel solito 4-4-1-1, Caldirola sostituisce Saio. Torna il tandem Tumminello-Salvemini, con Prisco in mezzo al campo a dettare geometrie. Il Cosenza di Buscè si affida a Beretta davanti, sostenuto da Emmausso.Scoppiettante inizio della Strega, subito pericolosa in area avversaria. Al 3’ colpo di testa di Tumminello su sviluppo di corner: palla che scheggia il palo e termina fuori. Dopo due giri d’orologio, Caldirola alza bandiera bianca per un colpo alla testa: dentro al suo posto Saio. Intorno al 10’ altra doppia occasione enorme per la Strega, sempre a firma di Tumminello. Un diagonale rasoterra, su assist di Lamesta, che si schianta sul solito palo interno; segue un esterno mancino del 93 ottimamente respinto da Pompei. Benevento di nuovo ad un passo dal vantaggio. Ma la disperazione dura solo un attimo: al 15’ la Strega sfonda in area. Rimpallo vinto da Ceresoli, cross teso per la conclusione di Tumminello, ostruita; la palla carambola a Salvemini che, come un rapace, incrocia col mancino e gonfia la rete. Giallorossi meritatamente in vantaggio: dodicesimo centro stagionale per Ciccio Salvemini!Ma i padroni di casa non si fermano, non rinunciando ad attaccare. Al 27’ altra palla gol con la discesa di Pierozzi a destra; palla arretrata per Tumminello: tiro a botta sicura da distanza ravvicinata clamorosamente salvato da un intervento prodigioso della difesa rossoblù. Dopo il 40’ episodio dubbio in area ospite: Salvemini ha sul mancino un colpo a botta sicura dentro l’area piccola, ma liscia il pallone essendo ostacolato da Moretti. Nessun fischio da parte dell’arbitro Dorillo, ma la panchina giallorossa gioca comunque invano la prima card FVS, invocando la revisione dell’episodio (che non arriva).E così che, come un fulmine a ciel sereno, quando le squadre sembravano avviarsi verso gli spogliatoi, il Cosenza pizzica la Strega a recupero inoltrato. Punizione di Emmausso sulla testa di Beretta, che svetta in area anticipando il colpevole Saio e indirizza all’angolo, battendo Vannucchi. È tutto da rifare al ‘Vigorito’: immeritatamente è 1-1. Nella ripresa nuovo avvio roboante della Strega, vogliosa di rifarsi. Dopo neanche due minuti, Salvemini sgancia un bolide dall’interno dell’area, la conclusione centrale ma potente viene respinta in corner da Pompei. Prima, però, contatto dubbio su Della Morte: la panchina giallorossa gioca la seconda card chiedendo la revisione all’FVS e reclamando un fallo prima che la palla sfilasse al 9. L’arbitro Dorillo cambia la decisione, ma in peggio: è fuorigioco; nemmeno corner. Strega senza più jolly. Nuovo squillo al 64’: destro strozzato di Della Morte in girata, inglobato da Pompei. È, di fatto, l’ultima vera occasione del match. Il Cosenza di Buscè, squadra teoricamente fluida e propositiva, oltre che ricca di elementi di tutto rispetto per la categoria, rinuncia a giocare, schiacciandosi in undici dietro la palla. Timore reverenziale per la capolista? Ne consegue un Benevento caotico, sicuramente stanco ed in difficoltà con la palla tra i piedi. Neanche i cambi, tardivi e gestiti male negli slot, di Floro riescono a scuotere l’inerzia del match. Manconi e Carfora rilevano Tumminello (comunque tra i migliori) e Della Morte, ormai prevedibile a sinistra. Dopo neanche 5’, però, il tecnico manda in campo anche Mignani, prelevando Salvemini. Slot esauriti in un battibaleno, tandem offensivo completamente riformato e confusione tattica a non finire, fino al triplice fischio dell’arbitro.La notizia negativa, però, non è insita nei due punti sfumati o nel pari interno. Si annida, piuttosto, nei mugugni provenienti dagli spalti - peraltro non particolarmente gremiti - del ‘Vigorito’. Nella “giornata giallorossa” indetta, forse qualcuno si aspettava il carro per la sfilata per l’aritmetica promozione in cadetteria. Senza capire che, nel girone C, c’è da sporcarsi le mani e da gettare il sangue fino alla fine, perché non c’è nulla di scontato. E tale incomprensione ha sicuramente inficiato il morale della squadra, andato in calando fino al termine del match.Gli scenari che si aprono per la prossima sfida della Strega, prevista il 6 aprile (Pasquetta), nel derby contro la Salernitana all’‘Arechi’, sono vari. Il Benevento potrebbe essere matematicamente promosso in B nel caso in cui il Catania non dovesse vincere in contemporanea contro il Picerno (in Sicilia) e la Strega dovesse sconfiggere i granata. Altresì, la Strega volerebbe in B se il Catania dovesse perdere e all’‘Arechi’ dovesse finire in parità. Se Benevento e Catania dovessero fare lo stesso risultato (sconfitta, parità o vittoria), il distacco in classifica - divenuto di 9 punti - rimarrebbe invariato a tre giornate dalla fine. Dati gli scontri diretti in parità, ma una differenza reti incolmabile tra le due forze (+46 il Benevento; +32 il Catania), i giallorossi sarebbero virtualmente - ma non matematicamente - promossi in serie B.Senza troppi calcoli, però, la squadra di Floro Flores dovrà ripartire da un obiettivo: ritrovare entusiasmo. Dovrà ricominciare dall’ottima prima metà di gioco contro il Cosenza, cercando di limare i dettagli caotici della ripresa. Servirà gettare ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo, ignorando la lampante stanchezza fisica accusata nelle ultime settimane. Il traguardo è sempre dietro l’angolo: il Benevento è a tanto così dallo scrivere un’altra preziosa pagina di storia. Basta crederci.TABELLINOBENEVENTO (4-2-3-1): Vannucchi; Pierozzi, Scognamillo, Caldirola (9′ Saio), Ceresoli; Prisco, Maita; Lamesta, Tumminello (73′ Manconi), Della Morte (73′ Carfora); Salvemini (78′ Mignani). All.: Floro Flores.COSENZA (4-3-3): Pompei; Cannavò (63′ Baez), Moretti, Dametto, Caporale; Ciotti, Garritano (46′ Palmieri), Contiliano; Emmausso (46′ Langella), Beretta (77′ Perlingieri), Florenzi. All.: Buscè.Arbitro: Dorillo di Torino.Assistenti: Taverna - Capriuolo. IV ufficiale: Liotta. Operatore FVS: Ciannarella.Ammoniti: Florenzi (CS), Beretta (CS), Carfora (BN), Lamesta (BN), Manconi (BN), Perlingieri (CS).Marcatori: 15′ Salvemini (BN), 45+4′ Beretta (CS).FRANCESCO MARIA SGUERA