Incarichi dirigenziali e corruzione, Corona (Altrabenevento): ''La lotta al marcio non si fa con il libro dei sogni'' In primo piano

L’ANAC annulla la nomina del Direttore Generale della Provincia e si scoperchia il pentolone degli incarichi dirigenziali al centro del sistema politico-clientelare ma i responsabili Anticorruzione e i politici di maggioranza ed opposizione fanno finto di non sapere”. E’ quanto sostiene mediante nota stampa Gabriele Corona per Altrabenevento, l’Associazione per la città sostenibile contro il malaffare.

Ecco di seguito quanto asserito da Corona.

«L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha dichiarato illegittima e nulla la nomina di Nicola Boccalone quale Direttore Generale della Provincia di Benevento ed ha stabilito che il presidente Di Maria per tre mesi non può firmare atti per incarichi.

Boccalone si è dimesso ma Di Maria, nonostante il divieto dell’ANAC, ha conferito l’incarico di Direttore Generale alla Segretaria Generale dell’Ente che di sicuro non lo può accettare, essendo anche Responsabile Anticorruzione della Provincia.

Hanno denunciato i fatti e protestato i consiglieri di opposizione alla Rocca dei Rettori ma il “mondo politico” mostra tutto il suo imbarazzo quando si parla di nomine dei dirigenti negli Enti Locali, il vero fulcro del sistema clientelare nel Sannio.

Si pensi, ad esempio, a quanto accade al Comune di Benevento dove le tensioni tra dirigenti stanno esplodendo.

Recentemente tre di loro si sono denunciati reciprocamente con formali esposti alla Procura della Repubblica per compensi e distribuzione di incentivi; un dirigente è sottoposto a provvedimento disciplinare per gravi violazioni; un altro è stato segnalato per “inconferibilità e incompatibilità”; alcuni atti per incarichi e assunzioni di personale sono all’attenzione della Corte dei Conti e della magistratura penale; una lettera anonima segnala una “triade di tecnici” che gestirebbe incarichi anche da parte di costruttori privati.

La Segretaria Generale del Comune - Responsabile Anticorruzione del Comune capoluogo non ce la fa più a “gestire gli scontri” tra alti funzionari, tutti consapevoli di avere in mano un potere enorme, soprattutto al tempo di Mastella sindaco.

Ma i consiglieri di opposizione tacciono (tranne qualcuno che tenta timidamente di capire) e pure la cosiddetta “coalizione di centro-sinistra allargata”, soprattutto quella con grande esperienza di gestione politica, fa finta di non sapere che la lotta alla corruzione non si fa con il programma “libro dei sogni”».