La bellezza è terapeutica In primo piano

La pelle, i capelli, gli occhi, la bocca sono il nostro biglietto da visita più immediato, cornice dell’essenza che si cela dietro l’io.

Fin dalla notte dei tempi, uomini e donne hanno impiegato del tempo prezioso (molto o poco che sia) a curare la propria immagine, per vedersi bene, per sentirsi - come si direbbe oggi - confident con il proprio aspetto, per essere gradevoli agli occhi degli altri.

Tutta questa attenzione di sé è sempre stata etichettata con una parola armoniosa e suadente: VANITA’!

Quante volte abbiamo sentito la frase: “Come sei vanitoso/a…!”, che sia stata rivolta a noi oppure agli altri...

Siamo nel terzo millennio, alle prese con una pandemia mondiale e una crisi economica galoppante, le industrie della bellezza, però, al contrario di altre, non alzano bandiera bianca, anzi continuano a moltiplicarsi, basta vedere solo quanti brands sono nati l’anno scorso e ad inizio di questo: il makeup e la skincare hanno sempre il vento in poppa.

Vanità e bellezza: due facce della stessa medaglia, due motori attivati da un unico cuore pulsante.

Qualcuno sull’argomento potrebbe storcere il naso e pensare che si tratti di semplici debolezze dell’essere umano e invece, nel nostro piccolo e dopo esserci documentati, vogliamo dimostrarvi che non è così.

Non stiamo parlando di una scatola vuota e senza anima, né di una stupidaggine, men che mai di una frivolezza di cui possiamo fare a meno, oppure di una perdita di tempo e soldi… Del resto anche i più riottosi all’argomento come minimo si lavano e si pettinano tutti i giorni, almeno si spera.

Semplicemente: si tratta di una pratica terapeutica.

E’ scientificamente provato che prendersi cura di sé infonde un immediato senso di appagamento e accende emozioni positive.

Viviamo in una società basata sull’immagine… ma mica solo da qualche decennio.

Generazioni di studiosi hanno cercato di indagare il motivo per cui la “bellezza” funziona, perché il “bello” è così in grado di attrarre l’uomo e di infondergli una sensazione di benessere: dal campo dell’arte alla letteratura, dalla musica fino alla fisica.

Sono state così intercettate, ad esempio, proporzioni armoniche e simmetrie nei fiori di ninfea, nel volo spiraliforme di un rapace, nella crescita elicoidale delle piante e, perché no… nelle fattezze simmetriche di un volto umano.

Leonardo da Vinci chiamò queste proporzioni - presenti e presunte in tutto il cosmo - “Sezione Aurea”, per andare alla radice dell’armonia e della bellezza.

Policleto (scultore classico dell’antica Grecia) aveva fissato nei suoi “canoni” la struttura, le forme e le proporzioni di un uomo ideale, un modello estetico che poi fu sviluppato, com’è noto, dall’architetto romano Vitruvio, ispiratore dell’uomo vitruviano di Leonardo.

Qualche anno fa, un team di scienziati del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma - guidato dal prof. Rizzolatti, divenuto famoso per la scoperta dei “neuroni specchio” - ha studiato attraverso la risonanza magnetica funzionale l’attivazione del cervello di persone poste di fronte ad opere d’arte di scultori greci, le quali opere erano state anche opportunamente modificate al fine di renderle un po’ più brutte.

Ebbene, lo studio ha dimostrato come le opere greche originarie (quelle belle) avessero attivato il cervello molto più di quelle modificate (le opere imbruttite), ma la cosa più interessante è che le opere belle avevano attivato le aree emozionali dove ci sono i “neuroni specchio” dell’empatia.

Nel 1869 lo scrittore russo Fëdor Dostoevskij fa dire al personaggio protagonista del romanzo “L’idiota” una frase davvero incredibile, che induce ad una riflessione immediata: “La bellezza salverà il mondo”.

E dunque non ci meravigliamo se l’industria della bellezza nel 2020 ha resistito al Covid.

In Italia, ad esempio, il settore della cosmetica ha registrato un livello di resilienza considerevole e l’investimento per quanto riguarda ricerca e sviluppo si è mantenuto sul 6% che è il doppio dell’investimento delle aziende manifatturiere italiane, come afferma Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italiana.

A causa del Coronavirus si è registrato un aumento delle vendite di saponi, tinture per capelli, creme e maschere per il viso ed in generale di tutti i prodotti skincare in quanto - stando maggiormente in casa - le persone hanno avuto ed hanno tuttora più tempo per utilizzare i prodotti cosmetici.

Ed i cosmetici - dal punto di vista psicofisico - non sono altro che delle coccole con cui ci prendiamo cura di noi stessi, teniamo a bada le nostre ansie ed usarli ci fa sentire bene, belli e in armonia con il nostro corpo e la nostra immagine.

Vanitas vanitatum et omnia vanitas (Vanità delle vanità, tutto è vanità).

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it