LE DONNE SANNITE IN POLITICA: MOLTA DEDIZIONE, POCHI RICONOSCIMENTI In primo piano

Un mese fa lessi con grande interesse il libro di Romano Cappelletto e Angela Intoscia, dal titolo “Ventuno, le donne che fecero la Costituzione”; nei giorni scorsi sono rimasto sorpreso ed anche deluso nel leggere un aspetto dei risultati delle elezioni del Consiglio Provinciale di Benevento. Una facile riflessione e ammirazione per quello che fecero le donne italiane alla votazione per la Costituente ed il Referendum del 1946, ma rammarico per quello che non è stato consentito alle donne sannite in questa tornata elettorale per il Consiglio Provinciale: nessuna donna è risultata eletta.

Cioè avremo un Consiglio Provinciale totalmente maschile. Qualcuno dovrebbe farsene una ragione, proprio in questa provincia dove abbiamo avuto vari esempi di presenza e affermazione dell’intelligenza femminile in campo istituzionale.

Basterebbe ricordare che recentemente abbiamo avuto una donna alla presidenza del Tribunale; oggi la Prefettura è retta da un’ illustre personalità femminile; abbiamo inoltre un’espressione del gentilsesso alla guida del rettorato dell’Università del Sannio; e una donna è passata dalla Giunta comunale di Benevento alla Giunta regionale della Campania, con l’incarico di assessore all’agricoltura; e finalmente anche nel mondo dei partiti una donna è stata chiamata alla guida del PD. Tuttavia, solo negli ultimi tempi, nel sistema politico elettorale, le donne non sempre sono riuscite ad affermarsi. Difatti, tra i 78 comuni della Provincia di Benevento, solo in un caso vi è stata l’elezione di una donna a sindaco; ed ora non abbiamo nessun parlamentare donna, tantomeno consigliere regionale o parlamentare europeo.

Dopo aver letto il libro di Cappelletto e Intoscia mi sono sentito sollecitato a leggere, soprattutto nella memoria, la storia di quelle sannite che si videro impegnate in politica nella seconda metà del secolo scorso; e non soltanto nelle pubbliche istituzioni. Difatti alle prime elezioni amministrative della città, il 24 novembre del 1946, risultarono elette tre donne (Clarice Bifano, Maria De Caro, Virginia Lombardi); anche nelle successive elezioni del 1952 furono elette tre donne, però in seguito la presenza femminile al Consiglio comunale si ridusse ad una sola consigliera nel 1956 (Clorinda Liguori Moscati), mentre nel 1960 non fu eletta alcuna donna. In seguito vi furono alcune illustri rappresentanti del mondo femminile cattolico elette al Comune, come Gaetana Intorcia e quindi Giuseppina Bartolini Luongo. Dobbiamo arrivare agli anni ’90, quando ormai i partiti tradizionali (DC, PCI, PSI, PLI) non esistono più, per rilevare un avanzamento della presenza femminile nello scenario politico sannita, con l’elezione di due consiglieri regionali, Rosetta De Stasio ed Erminia Mazzoni.

Nel nuovo secolo Erminia Mazzoni diventerà parlamentare nazionale ed europea e Sandra Lonardo Mastella sarà impegnata a livello regionale e poi parlamentare nazionale.

Nel nuovo secolo vi è stata l’affermazione di Nunzia De Girolamo come parlamentare e ministro. Ma il dato più significativo è stato quello del Movimento 5 Stelle con l’elezione di tre parlamentari donne (Danila De Lucia, Sabrina Ricciardi e Angela Ianaro).

Tuttavia la donna si è vista impegnata soprattutto come elettrice e poco come eletta, appunto secondo la logica del Decreto del Governo Bonomi del 1945, che stabiliva per le donne soltanto il diritto all’elettorato attivo e non a quello passivo. Tale decisione fu comunque modificata il 10 marzo 1946 dal Governo De Gasperi che emanò un decreto legislativo con il quale si estendeva alle donne anche il diritto ad essere elette negli organi istituzionali locali e nazionali.

Va pure detto che il successo elettorale della DC nel Sannio, che andò sempre più crescendo dal 1946 al 1994, era stato determinato in particolar modo dalle donne militanti del partito e nelle associazioni socio- culturali, come il CIF (Centro Italiano Femminile), l’Azione Cattolica, le ACLI, la Coldiretti; mentre nell’area di sinistra le donne che facevano politica operavano con l’UDI (Unione Donne Italiane). La prima presidente del CIF fu la professoressa Anna Severini Lepore, quindi la signora Fernanda Bocchini di San Giorgio del Sannio e Clotilde Liguori Moscati. Particolari capacità politiche e organizzative mostrava Giulia Montella-Bartoli di Airola.

Tante donne rimasero legate alla storia ed al pensiero della DC, come Concetta Gallo, Rosetta Cocchiarella, Domenica Zanin ed altre. Si videro impegnate anche quando il partito era oramai in declino, spesso senza assumere cariche istituzionali. Soprattutto erano state loro a condurre le grandi campagne elettorali che portarono all’elezione al Parlamento di Maria Iervolino nel 1953 e 1958 e di Franca Falcucci nel 1983 e 1987, ambedue diventate ministro.

Detto questo non può restare senza riflessione e preoccupazione l’attuale situazione politico-elettorale del Sannio: risulta difatti eletto un solo Sindaco donna, nessuna consigliera provinciale e regionale, nessuna parlamentare nazionale ed europea. Non dobbiamo preoccuparcene? La memoria della dedizione alla politica di tante donne sannite nei primi decenni della Repubblica e la costatazione della disponibilità che esse mostrano oggi, benché poco valorizzate, mi spingono a suggerire a qualche Centro Studi o Circolo Culturale di avviare una ricerca su quella che fu la stagione politica, sociale e culturale di molte nostre concittadine sia del mondo cattolico che di quello laico per confrontarla con l’attuale incerta stagione.

Le donne sannite hanno finora dimostrato molta dedizione in campo politico ma non sempre hanno ottenuto adeguati riconoscimenti.

ROBERTO COSTANZO

FOTO: Alcide De Gasperi con la moglie ad un seggio elettorale