Operazione ''Zeus'' in Valle Caudina, 8 arresti e un divieto di dimora. I nomi In primo piano

A seguito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura, questa mattina, i carabinieri della Compagnia di Montesarchio - nell’ambto dell’operazione denominata “Zeus” - hanno dato esecuzione a una ordinanza, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli, con la quale è stata disposta l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere a carico di 8 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati, in concorso, di tentata estorsione aggravata, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da fuoco e ordigni rudimentali, con le ulteriori aggravanti di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e omertà previste dall’art. 416-bis 1 c.p. (reati connessi ad attività mafiose).

A carico di un altro soggetto, è stata emessa ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di dimora in tutto il territorio della Regione Campania.

In particolare, in manette sono finiti:

il 27enne pregiudicato Antonio Buonanno di Moiano;

il 28enne pregiudicato Francesco Buono di Airola;

il 26enne Alessandro Massaro di Airola;

il 27enne pregiudicato Biagio Massaro di Airola;

il 22enne pregiudicato Pasquale Massaro di Airola;

il 43enne pregiudicato Pietrantonio Morzillo di Moiano;

il 20enne Luca Truocchio di Moiano;

il 37enne pregiudicato casertano Umberto Zampella.

Divieto di dimora infine per il 49enne pregiudicato Giovanni Testa, di Montesarchio.

Il provvedimento in questione trae origine dalle attività poste in essere dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Montesarchio, i quali, da agosto 2018, avvalendosi anche di attività di intercettazione telefonica, cui si è affiancata un’attività di polizia di tipo tradizionale (appostamenti su strada consequenziali all’ascolto delle conversazioni sulle utenze degli indagati, controlli di persone, pedinamenti, osservazioni, accertamenti sulle utenze telefoniche, perquisizioni e sequestri di armi, munizionamento e ordigni esplosivi ecc.), hanno raccolto riscontri oggettivi dell’attività posta in essere dal sodalizio criminale.

In particolare, le indagini hanno consentito di ricostruire e provare l’esistenza e l’operatività di un ben organizzato gruppo criminale dedito a una insistente attività estorsiva in danno di imprenditori e commercianti della Valle Caudina. Gli atti intimidatori, accertati da settembre 2018 fino al mese di maggio 2019, avevano anche lo scopo di mostrare l’esistenza e la forza di una nuova consorteria criminale sul territorio, attraverso azioni violente e minacciose con intrinseca carica intimidatrice, con l’obiettivo di determinare assoggettamento e omertà.

Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la casa circondariale di Napoli-Secondigliano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.