Per le regionali è cominciato il mercato delle vacche In primo piano

Una solo cosa, allo stato, è certa: nel mese di settembre si tornerà al voto per un election day che riguarderà Regionali (in Puglia, Liguria, Veneto, Campania e Marche), Comunali, ed anche il Referendum sul taglio dei parlamentari previsto per il 29 marzo e poi rinviato.

Per la data è sfida, anzi rottura, tra attuali governatori e Governo centrale, ed almeno per ora il ministro dell’Interno Lamorgese non è riuscita a trovare una intesa. Che, comunque, non dovrebbe andare per le lunghe dal momento che i tempi sono più che mai stretti.

Queste le posizioni che si contrappongono: da una parte il Governo che, su parere del Comitato Tecnico Scientifico, ha scelto le date del 20 e 21 settembre; dall’altra le Regioni, invece, che dopo aver oramai abbandonato la data dell’ultima domenica di luglio (i tempi sarebbero davvero stretti per tutti gli adempimenti) vorrebbero andare alle urne, come hanno chiesto anche al presidente Mattarella in una lettera, il 6 o al massimo il 13 settembre. Perché questo? Per evitare la chiusura delle scuole soltanto qualche giorno dopo la riapertura. Evidentemente, però, ci sono anche motivi politici, dal momento alcuni governatori (primi tra tutti il “nostro” De Luca) vorrebbero sfruttare l’attuale momento loro favorevole per le decisioni prese nella lotta al coronavirus.

Il “nodo”, però, presto dovrebbe essere sciolto soprattutto dopo il “libera tutti” in Italia, anche se si resta sempre sul chi va là.

Una cosa, però, è certa: al voto si andrà secondo alcuni precisi consigli (o prescizioni?) del Comitato Tecnico Scientifico: alle urne in due giorni per evitare assembramenti e file ai seggi; rispetto e garanzia, garantendo la disponibilità e l’utilizzo di mascherine e guanti presso i seggi con areazione frequente degli ambienti; distanziamento sociale di almeno un metro tra elettori e componenti del seggio elettorale; durante le operazioni di voto le schede dovranno essere ripiegate ed inserite nell’urna direttamente dall’elettore senza toccare la feritoia dell’urna. Naturalmente tutti dovranno avere la mascherina ed i guanti, mascherina da abbassare soltanto al momento dell’identificazione dall’elettore. Insomma un vero e proprio voto blindato dal punto di vista igienico, ma, del resto, non poteva essere altrimenti. Come pure dovrà essere assicurata una presenza maggiore delle Forze dell’Ordine all’interno dei seggi.

Al voto, nel Sannio, nell’election day di settembre non solo per Regionali e Referendum sul taglio dei parlamentari, anche nove o dieci Comuni interessati dal rinnovo amministrativo. Tutto dipende da cosa succederà a Sant’Agata dei Goti, dove frattanto si è già insediata il commissario prefettizio Olimpia Cerrata dopo le dimissioni di 13 su 16 consiglieri che hanno interrotto il cammino del sindaco Giovanna Piccoli. Si riuscirà ad andare al voto anche a Sant’Agata dei Goti? E’ tutto da vedere, ma i tempi sono più che mai stretti.

L’estromissione della sindaca Piccoli a Sant’Agata dei Goti, per come si sono svolti i fatti ha fatto molto scalpore. All’improvviso e nottetempo 13 consiglieri si sono recati dal notaio per firmare la sfiducia che ha visto come artefice l’ex sindaco Valentino che è anche segretario provinciale del PD, lo stesso partito della Piccoli. Qualcuno ha visto in tutta la vicenda lo zampino di Mastella. Una vicenda tutta da chiarire e che è stata oggetto di una dichiarazione dell’avv. Raffaele del Vecchio per denunciare senza mezzi termini fatti e persone che hanno agito nell’ombra con scopi poco nobili. Sullo stesso argomento si registra in queste ultime ore anche un intervento del leader della Lega nel Sannio, Luca Ricciardi, che in quel comune ha un seguito notevole.

Intanto ecco i comuni dove si voterà per l’elezione del sindaco: di Calvi (sindaco Armando Rocco), Campoli Monte Taburno (sindaco Tommaso Nicola Grasso), Castelfranco in Miscano (sindaco Antonio Pio Morcone), Castelpoto (sindaco Vito Fusco), Foiano Valfortore (sindaco reggente Giuseppe Antonio Ruggiero dopo la scomparsa nell’aprile 2019 del sindaco Michelangelo Maffeo), Guardia Sanframondi (sindaco Floriano Panza), Paduli (sindaco Domenico Vessichelli), Reino (sindaco Antonio Calzone), Telese Terme (sindaco Pasquale Garofano).

Naturalmente occhi tutti puntati sulle Regionali, per il rinnovo del Consiglio, ma soprattutto per la scelta del nuovo governatore.

E questi sono momenti non caldi ma caldissimi in tutti gli ambienti politici, con “tele” che si fanno e si disfanno (altro che Penelope!), e tantissimi nomi che circolano un po’ in tutti i partiti.

Comunque, i giochi sono ancora tutti aperti, soprattutto per quanto riguarda la “corsa” alla successione dello “sceriffo” De Luca.

Soltanto il centrosinistra (ma proprio tutto?) allo stato sembra essere compatto sulla corsa bis di De Luca, anche perché gli ultimi sondaggi lo danno in forte crescita. E nelle ultime ore De Luca ha anche avuto l’appoggio, non indifferente, di Mario Ascierto Della Ratta che sarà al proprio fianco con una propria lista. Non dobbiamo dimenticare che Mario Ascierto Della Ratta era un uomo di primo piano di Fratelli d’Italia, e da sempre è stato nell’ambito del centrodestra. A questo punto c’è da chiedersi: Mastella e le sue “truppe” saranno sempre per De Luca nel capoluogo e nel Sannio? Una cosa sembra certa: da noi il nuovo corso di Forza Italia stenta a decollare, il ritorno di Fulvio Martusciello non da tutti è stato bene accolto, poi tra Mastella e Martusciello c’è stato sempre un “gelo” completo, ed i due non si sono mai né amati né sopportati. Anche Mastella, quindi, farà sicuramente una sua lista al fianco di De Luca ed avrà come capolista il Gino Abbate, attuale presidente della Gesesa.

A questo punto c’è da chiedersi: cosa farà il Movimento 5 Stelle, che a carattere nazionale è al fianco del Pd? Difficile ipotizzare che i “grillini” saranno al fianco di De Luca, anzi quasi certamente scenderanno in campo da soli con un proprio candidato. Il ministro Costa ha fatto sapere di non essere più disponibile, quindi dovranno trovare un nuovo nome, da contrapporre ai candidati di centrodestra e centrosinistra.

Ma cosa succederà nel centrodestra? Per ora sembra caos, in attesa di un vertice a tre Salvini – Berlusconi - Meloni per sciogliere un non facile “nodo”. Forza Italia continua a ripetere che la scelta del candidato tocca agli “azzurri”, come da tempo era stato deciso, Berlusconi continua a puntare su Caldoro ( ma non tutti in Forza Italia lo vogliono a cominciare da Mara Carfagna), la Meloni fa nuovamente il nome di Cirielli, soprattutto Salvini chiede un nome nuovo appartenente alla società civile. Era spuntato il nome del magistrato Catello Maresca, che, però, dopo averci pensato su almeno per ora sembra volersi tirare fuori. Insomma, la Lega e Fratelli d’Italia vorrebbero la Campania, ma per ora Forza Italia insiste sul nome di Caldoro. Ed allora è difficile allo stato dire come la disputa finirà.

GINO PESCITELLI