Quella lettera di Berlusconi a nonna Maria In primo piano

Correva l’anno 2002 ed il 1° gennaio entrarono ufficialmente in circolazione le monete e le banconote dell’euro per 12 Paesi dell’UE.

Si assistette - non senza qualche preoccupazione - al passaggio della nuova valuta: un euro, si diceva allora, in Italia vale 1.936,27 lire, furono introdotti i centesimi che prima non avevamo e tutti guardavano con stupore misto a bramosia alla banconota da 500,00 euro.

Dalla massaia all’impiegato, dal bambino al professore, ognuno si lambiccava il cervello su quanto si sarebbe pagato in euro, ad esempio, un chilo di carne, la macchina nuova, il pacchetto di caramelle, oppure quel libro o quel disco nuovo.

Certamente, già se ne discuteva da un po’ di tempo prima della neo circolazione monetaria, tramite la televisione ed i giornali l’informazione era continua, ma l’italiano medio pensava: “Perché mettermi ora a fare calcoli su calcoli quando posso ancora utilizzare le care, vecchie lire?”.

L’allora premier Silvio Berlusconi che di lire prima e di euro in seguito ne ha fatti tanti, dichiarò una sera al “Vespone nazionale”, durante una puntata di “Porta a Porta” che avrebbe fatto arrivare nelle case di tutti gli italiani (21 milioni di famiglie) un euroconvertitore, ovvero una minicalcolatrice da taschino, semplice nello stile ed elementare nell’uso per aiutarli a fare amicizia con la valuta unica.

E così fu: tramite le Poste Italiane furono recapitati i celeberrimi euroconvertitori, accompagnati anche da una lettera vergata dal presidente Berlusconi.

Una mattina del 2002 il postino di Pago Veiano (Bn) bussa alla porta di una signora quasi novantenne - nonna Maria, che viveva con la badante straniera - e le consegna la busta di Palazzo Chigi.

Ora, si sa, per una persona anziana - e nonna Maria era nata nel 1912 - rompere la monotonia di giornate tutte uguali con un presente, che arriva nientedimeno che dal Governo italiano, significa infonderle gioia.

E allora nonna Maria - dopo essersi ripassata tra le mani l’euroconvertitore ed aver letto il messaggio del premier - sapete che fa?

Semplice, essendo una donna d’altri tempi ed avendo sempre tenuto in gran conto la buona educazione, prende carta e penna, si siede al tavolo della sala da pranzo - del resto una lettera così autorevole merita altrettanta importanza di stile e di forma - e scrive direttamente a Silvio Berlusconi.

In primis lo ringrazia di cuore per l’omaggio ricevuto, quindi ha per lui parole di stima e simpatia ed infine lo invita a pranzo a casa sua.

Nonna Maria era una formidabile cuoca, mitici i suoi fusilli al pomodoro e le sue tagliatelle fatte in casa condite con il ragù di carne, il cui profumo riempiva le scale e l’androne della palazzina dove abitava.

Dulcis in fundo, a conclusione della lettera nonna Maria si firma sì con nome e cognome, ma aggiunge anche: “Una bambina che non vuole invecchiare”.

Orbene, nessuno avrebbe creduto o scommesso che Berlusconi non solo leggesse quella lettera scritta di getto, ma nemmeno che rispondesse… e invece…

Una bella mattina d’estate - è agosto e siamo sempre nel 2002 - il postino consegna a nonna Maria una busta bianca, abbastanza grande: davanti non c’è nessun sigillo particolare, solo il suo nome e il suo indirizzo, ma sul retro la sorpresa, c’è scritto: Il Presidente del Consiglio dei Ministri.

Berlusconi, infatti, venuto a conoscenza della lettera e colpito dalle parole di quella briosa nonnina decide di risponderle così: “Gentile Signora, sono lieto che Lei abbia gradito l’euroconvertitore e La ringrazio sentitamente per le espressioni di stima e di simpatia che ha voluto indirizzarmi e per l’affettuoso invito rivoltomi. Sono testimonianze come la Sua che mi incoraggiano a proseguire con più forte determinazione nell’impegno intrapreso per assicurare al nostro Paese un futuro di maggiore libertà, di maggiore giustizia, di maggiore benessere. AugurandoLe di conservare, ancora a lungo, questa splendida freschezza di “Bambina che non vuole invecchiare”, La saluto con viva cordialità. Silvio Belusconi”.

La gioia di aver ricevuto l’euroconvertitore non fu neppure un decimo di quella per la lettera personale, anzi personalissima, indirizzatale dal premier.

Nonna Maria l’ha conservata gelosamente fino al momento del suo trapasso avvenuto il 24 dicembre 2004.

Con questo piccolo gesto Berlusconi ha allietato gli ultimi guizzi di vita di una novantenne, però il Berlusca non saprà mai che ottimo pranzo si è perso.

A proposito, nonna Maria era mia nonna...

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it 

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