Un libro è democratico In primo piano

Non ci atterderemo a raccontarvi che alla presentazione del libro “Antonio Pietrantonio - Il sindaco dei record” c’era nientepopodimeno che Tizio, Caio e Sempronio… Così come non vi narreremo neppure “d’uommene scicche e femmene pittate”, per dirla alla Mario Merola, ma che la partecipazione è stata da stadio questo sì, lo sottoscriviamo.

Tanto è vero che il Centro “La Pace”, presso cui si è tenuto l’evento - pur con i suoi enormi spazi al chiuso e all’aperto - ad un certo punto era proprio ripieno come un bignè alla crema; tanto è vero che le prime macchine sono iniziate ad arrivare ben un’ora prima dell’appuntamento prefissato alle 18.00; tanto è vero che pur strizzando gli occhi non si riuscivano a distinguere tutti i convenuti.

Qualcuno dirà: “E le norme anti-Covid?”.

Beh, le mascherine le indossavano tutti, gli spazi come detto erano smisurati, le finestre e le porte dell’Auditorium erano tutte aperte, forse si stava un po’ azzeccati, ma a distanza di qualche giorno dall’evento non si è avuta notizia di infezioni da Covid, relatori e uditori stanno tutti bene e - per chi è credente - la Madonna che sovrasta la struttura del centro mistico certamente ha protetto tutti con il suo celeste mantello.

Non è usuale vedere tanta gente alla presentazione di un libro, ma allora perché quella folla?

Diciamo che gli ingredienti che toccano il cuore e, poi, la mente c’erano tutti: un grande affetto e un enorme stima per quello che a Benevento è stato forse il sindaco più amato e rispettato in assoluto; l’ammirazione ed il favore che l’autore Mario Pedicini ha saputo creare intorno a sé nel corso degli anni; il piacere di poter ascoltare due menti brillanti come quelle dei relatori Giancristiano Desiderio e Ortensio Zecchino, dulcis in fundo, il tributo che tutti hanno voluto rendere ad una persona eccezionale, l’editore Giovanni Fuccio - scomparso lo scorso 1° giugno - fondatore della Casa Editrice Realtà Sannita che ad oggi conta ben 163 titoli in catalogo e che stava seguendo anche la nascita di questo volume con la cura, la dedizione e l’amore di sempre.

Durante la serata è stato sottolineato come Pietrantonio, il “figlio del popolo” quando fu proclamato sindaco per la prima volta nel 1982 ebbe subito a dire: “Andrò a salutare mia madre, una donna semianalfabeta a cui la vita ha riservato sacrifici e rinunce. Rimasta vedova in giovane età, senza una lira di pensione, ha dovuto badare a noi figli e non ha avuto il tempo di farsi una cultura politica. Questa sera, vedendo che uno dei suoi otto chiodi è diventato primo cittadino, capirà che cos’è la democrazia”.

Ebbene, parte delle sua vita privata e politica, è ora suggellata in quello che è un emblema della democrazia: un libro.

Ecco perché non vi diremo di personalità, tacchi e orpelli vari della serata, ma vogliamo evidenziare proprio come un libro rappresenti un simbolo di uguaglianza, perché un libro è altamente democratico, è per tutti: belli e brutti, buoni e cattivi, ricchi e poveri!

E dei libri, il compianto editore Giovanni Fuccio aveva fatto la sua ragione di vita, tant’è che nessuno come lui vi si è dedicato con più passione nel Sannio beneventano.

I libri lui non solo li pubblicava, dopo attenta selezione, ma forse non tutti sanno che ne ha anche regalati moltissimi nel corso degli anni, proprio perché credeva nella “democratica potenza culturale” di un volume.

Chiudiamo queste nostre riflessioni con l’appello che Pietrantonio ha fatto in chiusura di serata: “Nessun altro come Giovanni Fuccio ha pubblicato così tanti libri nel nostro territorio. Mi auguro che il prossimo incontro possa essere incentrato sulla presentazione di un testo riguardante Fuccio”.

ANNAMARIA GANGALE 

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