Verde pubblico dal 3 agosto si cambia In primo piano

Sulla Gazzetta Ufficiale del 4 aprile scorso è stato pubblicato il Decreto del Ministro dell’Ambiente e delle Tutela del Territorio e del Mare, il quale definisce i “criteri minimi” per i servizi di progettazione di nuova area verde o riqualificazione di area già esistente nonché il servizio di gestione e manutenzione del verde pubblico e la fornitura di prodotti idonei. Si tratta di 16 pagine molto fitte indirizzate essenzialmente ai Comuni, individuati come stazioni appaltanti del verde pubblico e come destinatari di adempimenti minuziosamente elencati in ordine al censimento del patrimonio arboreo, alla sua contabilità, alla cura e manutenzione.

Ne abbiamo già dato notizia nell’immediato della pubblicazione in Gazzetta. Ne riparliamo quando manca poco più di un mese (120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta, salvo errori quindi il 3 agosto prossimo) alla sua entrata in vigore, anche se il documento del Ministro Costa indica alcune fasi alle quali ottemperare “sin da subito”, cioè senza attendere l’entrata in vigore. Non è il caso del taglio di alberi, ma si capisce che sarebbe poco in armonia con la legge se si cavillasse sul 3 agosto per distruggere entro quella data tutti gli alberi che risultassero antipatici a sindaco e assessori.

Il termine piuttosto inconsueto per l’entrata in vigore del decreto (rispetto alla data di pubblicazione) è stato dato per consentire ai comuni di dotarsi della organizzazione necessaria per poter iniziare, da quella data, a gestire il verde pubblico secondo i dettami del decreto. Il quale si compone di un solo articolo, ma di allegati corposi e complessi, a cominciare dalle definizioni.

a- Servizio di progettazione di nuova area verde o riqualificazione di area già esistente; selezione delle specie vegetali adeguate alle caratteristiche pedoclimatiche regionali, soluzioni di impianti che riducano il consumo delle risorse e l’emissione di CO2 e di arredo urbano che soddisfi criteri di sostenibilità, individuazione delle migliori pratiche ambientali per la gestione del cantiere e programmazione e pianificazione delle attività di manutenzione post realizzazione dell’area verde;

b- Servizio di gestione e manutenzione del verde pubblico: integrazione e aggiornamento del censimento del verde con informazioni e dati relativi al patrimonio arboreo oggetto dell’appalto; elaborazione di un piano di manutenzione e gestione delle aree verdi oggetto di gara mirato a soddisfare le reali esigenze di intervento sul territorio e a condurre in modo sistematico ed organico le attività previste dal servizio, valorizzazione del patrimonio verde attraverso l’adozione di tecniche, pratiche e prodotti efficaci e sostenibili per l’esecuzione di attività di manutenzione e cura del verde e l’attuazione di iniziative di coinvolgimento e partecipazione della cittadinanza;

c- fornitura di prodotti per la gestione del verde pubblico (materiale florovivaistico, prodotti fertilizzanti e impianti di irrigazione): specie vegetali appartenenti alla flora italiana, coerenti con le caratteristiche ecologiche del sito d’impianto, di stato e qualità tali da garantirne l’attecchimento e la sopravvivenza, coltivate con tecniche di difesa fitosanitaria integrata e con impianti d’irrigazione dotati di sistemi atti a ridurre i consumi idrici; prodotti fertilizzanti contenenti sostanze naturali e ammendanti compostati misti o verdi conformi al decreto legislativo n. 75/2010; impianti di irrigazione a ridotto consumo idrico.

Il primo allegato comprendi un Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, Raccomandazione per le stazioni appaltanti (sarebbero i Comuni), Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento del servizio di progettazione di nuove aree verdi e la riqualificazione di aree esistenti, per l’affidamento del servizio di gestione e mantenimento del verde pubblico, per la fornitura di prodotti per la gestione del verde pubblico - materiale florovivaistico, per fornitura di prodotti per la gestione del verde pubblico - impianti di irrigazione e così via.

Per dare l’idea della complessità delle disposizione e della loro inderogabilità, si fa obbligo di censimenti accurati e la predisposizione di schede descrittive di ogni singolo albero (sia in vita che in morte), il Comune deve dotarsi di un catasto alberi e il sindaco deve produrre a fine mandato un bilancio del verde (alberi piantumati e alberi abbattuti), deve fare per l’Istat una rilevazione delle aree gioco pubbliche e deve fare “fin da subito” (cioè anche prima del 3 agosto) il “censimento obbligatorio” delle alberature e degli attrezzi ludici e sportivi. Si parla di un Catasto alberi, con obbligo di riportare la data di abbattimento di un albero (con annotazione, riteniamo, di nome e, cognome e qualifica funzionale dell’operatore incaricato). Si parla di tracciabilità delle attività intervenute per lo sfalcio di un prato, di classificare “fin da subito” le caratteristiche di un prato e di darsi un “Modello dati per il censimento del verde urbano”.

Risulta assolutamente surreale, a questo punto, la lettura della cronaca di Alfredo Pietronigro (Gazzettabenevento.it) dell’ultimo consiglio comunale dove è stato approvato un antico correttivo al regolamento del verde del 2008 (quello che vieta la capitozzatura, che il Comune invece continua a praticare) e si è palesata ancora una volta la tetragona unità della Giunta e della maggioranza consiliare a prendere provvedimenti fuori tempo massimo. Ancora una volta facciamo appello a segretaria comunale, dirigenti e presidenti di commissioni.

Sul Verde Pubblico non c’è altro da fare che rispettare e mettere in pratica il Decreto Ministeriale 10 marzo 2020. Per ottemperare occorre creare una struttura tecnica assolutamente inedita, con competenze molto lontane da quelle manifestatesi fin ora (anche a livello di assessori e delegati - se volete). E’ francamente puerile impiccarsi alla delibera di Giunta del 3 marzo (che abbiamo avuto la fortuna di commentare per quel che vale), quando è in arrivo la ben più preoccupante (per sindaco-Giunta-Consiglio) scadenza del 3 agosto.

C’è da studiare (fatica non consueta) e c’è da progettare una cosa tutta nuova. Obbligo di legge, ma anche adesione culturale. Il Ministro Costa dice pure, nel suo decreto, che bisogna informare i cittadini.

MARIO PEDICINI