Amministrative 2020: a Paduli sarà lotta dura tra i due Vessichelli Politica

I padulesi avranno l’opportunità di scegliere fra due liste soltanto: “Uniti per Paduli”, guidata dal sindaco uscente Domenico Vessichelli, 53 anni, avvocato; l’altra, “Impegno per Paduli”, con candidato sindaco il già vicesindaco Rocco Pietro Vessichelli, 54 anni, commercialista.

Sembrava dovessero essere almeno tre i candidati a contendersi la poltrona di sindaco, ma inopinatamente le forze d’opposizione dell’ultima consiliatura non hanno trovato l’accordo.

Paduli Nuova”, con il suo rappresentante Antonio Sarno, si è così chiamato fuori dalla consultazione elettorale.

L’altro capogruppo, Alessandro De Lucia di “Feleppa per Paduli”, dopo essere stato indomito avversario del sindaco Domenico Vessichelli, confluisce nella lista di quest’ultimo con queste motivazioni: «Abbiamo tentato di portare avanti una proposta amministrativa che avrebbe dovuto unire le forze politiche di opposizione, purtroppo non siamo riusciti a realizzare il nostro comune obiettivo che era ed è rimasto quello di creare una squadra leale, affidabile e competente che portasse avanti un progetto di sviluppo e rinnovamento del nostro paese, garantendo la pace sociale e l’unità. Con il sindaco Domenico Vessichelli e la sua compagine abbiamo condiviso tali obiettivi».

Jonathan Checola, di Fratelli d’Italia, volto nuovo della politica padulese che da mesi si stava adoperando a sostegno della riconferma del sindaco Domenico Vessichelli, ponendo la pregiudiziale “o De Lucia o io”, ha abbandonato il sindaco uscente per approdare nella lista del già vicesindaco Rocco Pietro Vessichelli: «Nonostante le vicissitudini delle ultime ore che mi hanno portato a dover tirar fuori il coraggio per una scelta che mette al primo posto le idee e il bene comune, sono proiettato al futuro della nostra comunità con un progetto che nel tempo ha visto cambiare i “compagni” di viaggio senza però mai perdere di vista l’obiettivo principale: dare uno slancio a Paduli, proiettandola quale protagonista nell’intero panorama provinciale. Sono al servizio dell’intera comunità oltre ogni compromesso e oltre ogni forma di distorsione politica che si è provata a mettere in atto nelle ultime settimane».

Esaminate le candidature, otto donne e giovani d’età media 30 anni, viene da chiedersi se come tanti politici di oggi che sbagliano date, Stati, congiuntivi, ignorano le leggi e la Costituzione, sapranno diventare forti o affogheranno alla prima bracciata.

Fra poche ore partiranno i comizi con le solite promesse: chi amministra deve imparare prima a fare e poi, semmai, a parlare. Invece da noi vige la regola dell’annunciare ciò che di regola non avviene mai. Andrebbero abolite formule quali «stiamo facendo, stiamo provvedendo, stiamo mettendo in atto» e fatto divieto di pronunciare «faremo, provvederemo, realizzeremo». Dovrebbe esserci l’obbligo per chiunque rappresenti le istituzioni di usare solo il passato prossimo, abolendo il gerundio, esibendo le prove materiali di quanto affermato: «Ho fatto o abbiamo fatto, ho realizzato oppure abbiamo realizzato», accompagnando ogni verbo con la relativa documentazione. Si sentiranno invece ahimè le solite parole logore, perché vengono usate sconsideratamente da troppe persone, a comporre frasi vuote, utilizzate nella maggior parte dei casi per abitudine.

GIANCARLO SCARAMUZZO

giancarloscaramuzzo@libero.it