Benevento smart city. Sì, si può Politica

Progettare la Benevento smart, intesa quale città vivibile, a misura d’uomo, con servizi efficienti e soprattutto green. È un’utopia o un sogno da realizzare? Una smart city è innanzitutto una città capace di rispondere in maniera efficace alle esigenze di persone e imprese, turisti e amministrazioni. Nei nuovi scenari della programmazione, l’automazione dei processi, Internet delle cose (IoT), i Big Data, l’Intelligenza Artificiale (AI) possono diventare gli strumenti attraverso i quali migliorare la Qualità della vita delle persone e rendere l’esistenza… più “umana”. Natura e tecnologia viste come alleate, dunque. Ma soprattutto, ciò che davvero serve è la cooperazione e la condivisione nelle decisioni tra pubblico, privato e società civile. Iniziamo un approfondimento sul tema parlandone col primo cittadino, Clemente Mastella.

Qualità della vita e valorizzazione territoriale, sono due ‘indirizzi strategici’ dell’Amministrazione Mastella. Dall’efficienza energetica all’illuminazione intelligente, dalla mobilità all’acqua ai rifiuti, sono tanti i campi di sperimentazione di un nuovo modello di governance del territorio. In che modo una sinergia Comune-Università, in particolare il Dipartimento d’Ingegneria Energetica, potrebbe risultare “determinante” per accelerare questi processi?

Il limitato potere operativo, frutto delle difficoltà economiche in cui versano le casse dell’Ente, costituisce una parte rilevante della sfida che stiamo portando avanti fin dall’inizio. Ciononostante, stiamo proponendo una serie di interventi per determinare uno sviluppo urbano sostenibile, capace di coniugarsi con la quotidianità. Le recenti classifiche sulla qualità della vita delle città capoluogo sembra ci stiano dando ragione, visto che il nostro territorio si colloca stabilmente prima delle altre città campane. Con due progetti, uno finanziato dalla Regione Campania per portare la banda larga anche nelle zone rurali e periferiche, l’altro dalla Open Fiber S.p.a., una società compartecipata al 50% da Enel e Cassa depositi e prestiti, a costo zero per le casse comunali, abbiamo finalmente colmato il ritardo digitale e dotato il territorio di una fondamentale infrastruttura immateriale.

Quali i tempi che si prevedono?

Entro l’anno 2020 la città avrà un’infrastruttura in fibra ottica di circa 250 km, che raggiungerà 20.000 unità immobiliari. Un intervento destinato a rendere più efficienti anche le altre infrastrutture di rete: basti pensare all’influenza che determinerà sulle strade, sui sistemi di mobilità, sulla rete di pubblica illuminazione, sui sistemi di monitoraggio ambientale, sui sistemi di allerta e sui servizi avanzati della Pubblica Amministrazione. In questo scenario, penso che il supporto dell’Università possa creare ulteriori e determinate condizioni di sviluppo altamente sostenibili. Insieme potremmo sicuramente approfondire le esigenze territoriali, ottimizzando gli strumenti del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile.

Benevento smart city: utopia o realtà?

Vede, di smart city ne parlano ormai tutti e da molto tempo. Occorre però distinguere chi ne parla solo sotto l’aspetto tecnologico e chi, invece, la immagina come uno sviluppo immateriale che s’integra tra diverse e molteplici dimensioni; come un insieme di elementi che interagiscono e si relazionano empaticamente ed “umanamente” all’interno della città, per produrre qualità ed efficienza del sistema urbano. Sono convinto che un’infrastruttura immateriale non potrà mai determinare una smart city, se poi mancheranno elementi come la partecipazione, il coinvolgimento, il dialogo, l’interazione e l’ascolto tra enti pubblici e privati, tra cittadini singoli e associati.

Quale il suo auspicio?

Occorre superare le diffidenze e le gelosie, talvolta di carattere personale o politico, che rappresentano i veri “ostacoli” per lo sviluppo del nostro territorio.

GIUSEPPE CHIUSOLO