C'è aria e aria (di Mario Pedicini) Politica

Quando si dice la fortuna. Per comprarsi una bicicletta con la batteria che tu pedali e vai come il vento anche in salita (c'è chi riesce pur a parlare al cellulare) ci vuole una bella sommetta.

L'assessore Abate del Comune di Benevento è riuscito ad ottenere dal Ministero trenta di queste bici. Senza pagare un eurocent, solo con l'obbligo di farci fare 2.500 chilometri all'anno (ad ogni bicicletta). Chi se la sente di prendersi il fastidio?

Pare che l'incombenza se la devono prendere quattro vigili urbani più quattro questurini. E sono otto. Per arrivare a trenta, ci sono disponibili altre ventidue biciclette. E' escluso che possano dare dimostrazioni il sindaco e i suoi assessori, meno che mai i consiglieri tutti impegnati a studiare il bilancio per vedere come potrà andare a finire la storia dell'Azienda degli autobus urbani. Servono volontari.

Ma perché 2500 chilometri all'anno? Perché queste biciclette sono dotate di sensori che registrano la qualità dell'aria. Si è scoperto che la baracca seminascosta nei giardini di viale Raffaele De Caro, non avendo particolare traffico nei dintorni, forse non registra tutta la schifezza che c'è nell'aria a Benevento. Ecco spiegato perché trenta biciclette non dovrebbero stare mai ferme e devono girare in tutti i quartieri, in salita e in discesa, quando piove e quando batte il sole.

Resta un particolare. Se queste biciclette sono davvero dotate di sensori sensibilissimi, si pone il problema di chi paga il sapone perché i ciclisti sensibili non emanino essi stessi cattivi odori. E se non loro gli abiti a lungo indossati (si pensi agli uomini in divisa).

Voi capite di quanto si possa alterare il dato che ovviamente tutti ci auguriamo confortante. E poi la città è piena di saliscendi. Nello sforzo della pedalata (per quanto assistita), sapete, può scappare dalle parti della sella qualche emissione e chi ci garantisce che un vigile urbano con problemi di digestione non possa falsificare il dato?

Se non ci ha pensato il Ministero, credo che l'assessore Abate possa assolvere egregiamente al compito di far impiantare i sensori sul davanti della bicicletta. In tal caso basterà evitare che i pedalatori vadano l'uno dietro l'altro in fila indiana. In tal caso è di tutta evidenza che l'accorgimento a poco varrebbe. 

MARIO PEDICINI

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