Covid, chiusura anticipata scuole beneventane. Civico22 chiede un incontro urgente alla Asl Politica

I consiglieri comunali di Benevento del gruppo Civico22 - Angelo Moretti e Giovanna Megna - si dicono “allarmati dalla decisione del sindaco di una chiusura anticipata delle scuole cittadine, a causa di una preoccupante diffusione dei contagi, si presume in età pediatrica, tale da far determinare le Autorità sanitarie ad intervenire non limitatamente a singoli istituti, ma con una chiusura generalizzata, nonostante la permanenza in zona bianca”.

È per questo motivo - chiariscono - che abbiamo già richiesto con urgenza un incontro al direttore generale Volpe e al direttore sanitario Conte, vista l’assoluta mancanza di notizie rispetto alla diffusione in città di importanti focolai scolastici, pur diffusamente riportati dalla stampa con riferimento ad altri territori.

Riteniamo che sia assolutamente necessario e urgente fare chiarezza sull’andamento del virus in città, in particolare per le fasce pediatriche e con riferimento ai cluster scolastici, tanto più che non risultano invece essere stati annullati gli eventi al chiuso nel cartellone predisposto dal Comune per le festività natalizie, anche dedicati ai bambini.

Siamo convinti, e lo abbiamo affermato con forza più volte, che la scuola e l’infanzia debbano essere in cima all’agenda politica e proprio per questo da settimane avevamo richiesto di istituire un tavolo interistituzionale per le scuole, anche per concertare soluzioni che garantissero il regolare svolgimento delle lezioni, da un lato, e, dall’altro, una risoluzione ai forti disagi che ancora permangono per gli alunni sottoposti a testing presso l’unico punto di Via Marmorale.

La mancata risposta alle nostre ripetute sollecitazioni ci aveva indotto a ritenere che la situazione fosse sotto controllo e non se ne avvertisse l’urgenza, per questo siamo alquanto sorpresi dall’imminente ordinanza di chiusura.

È evidente, invece, l’urgenza di tutelare gli interessi dei minori, troppo a lungo sacrificati e penalizzati, così come dell’organizzazione delle famiglie, già fortemente penalizzate dalla crisi pandemica, anche predisponendo un flusso di informazioni costante rispetto sul funzionamento dei protocolli nazionali previsti per la scuola.

Questa decisione - concludono Moretti e Megna - induce, peraltro, un senso di generale diffidenza verso l’urgenza di sottoporsi alla terza dose della vaccinazione anticovid, la cui necessità viene considerata nulla se poi si chiudono lo stesso le scuole e si ritorna alla stessa condizione di un anno fa, con l’aggravante che siamo in zona bianca e che ad oggi non sono denunciati clusters scolastici”.