Il valore dei gesti simbolici... se tornasse oggi Giovanni Battista Perasso Politica

Una delle principali strade di Benevento - se non per lunghezza, ma per ubicazione - e' stata dedicata ad un eroe d'altri tempi: Giovanni Battista Perasso, meglio conosciuto come il “balilla”. Chi era costui? Ricordiamolo ai più giovani o ai distratti di ogni tipo con l’aiuto di Wikipedia, la moderna enciclopedia della rete web.

Giovan Battista (Giambattista) Perasso, detto Balilla (Genova, 1735 - Genova, 1781), è una popolare figura storica di patriota della Genova del Settecento… in lui viene identificato il giovane da cui il 5 dicembre 1746 prese le mosse la rivolta popolare contro gli occupanti dell'impero asburgico nel quartiere genovese di Portoria. La popolazione venne incitata dal ragazzo a sollevarsi attraverso il lancio di un sasso contro le truppe austro-piemontesi… L'arroganza dei soldati austriaci, che pretendevano di essere aiutati ad estrarre fuori dal fango un pezzo di artiglieria, fu la miccia che fece esplodere la risolutiva, per le sorti di Genova, rivolta popolare.”

A distanza di oltre due secoli, proviamo ad immaginare cosa potrebbe accadere se - in un domani ipotetico - un altro “balilla” compisse il simbolico gesto. Leggiamo dalla presumibile rassegna stampa:

▪ “Il corriere della serva”: Inaccettabile provocazione alle istituzioni democratiche

▪ “Immunità”: Provocazione fascista verso il governo

▪ “Libertino”: I frutti di una campagna d’odio tollerata dalla magistratura

▪“La luna 10 ore”: Atmosfera che non aiuta i mercati

Dal blog di Brillo: Referendum sulla rete (quante pietre doveva lanciare il Balilla?: una - due - tre - più di tre).

E, quasi certamente, nessun Comune ricorderebbe il simbolico gesto ai posteri dedicando una via al lanciatore di pietra. Come mai? Forse perché fino al termine della seconda guerra mondiale i nemici di uno Stato erano principalmente altri Stati, stranieri e facilmente identificabili: se non altro dai nomi, dalle fattezze e dalle divise dei soldati. Dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale, invece, i principali nemici di uno stato sono stati i loro stessi governanti e i gruppi di potere che li hanno sostenuti. Stalin ha fatto da solo molto più male ai suoi concittadini di molte guerre “dichiarate”, in termini di povertà generalizzata, mancanza di rispetto dei diritti fondamentali, creazione di un culto della personalità, assenza di democrazia reale e così via. Da Pol Pot a Ceasescu è un fiorire di questi esempi.

Si è arrivati, poi, alla cupidigia e alla disonestà diffusa di intere classi politiche. Così è accaduto e accade in molti paesi del cosiddetto Terzo Mondo. A volte, tra lo sconcerto generale, si è scoperto, solo alla morte del leader, che una delle principali preoccupazioni del rais di turno era nascondere enormi ricchezze all’estero, sottraendole a popoli affamati e miserabili. E possiamo citare Arafat e l’imbarazzante accumulo di ricchezze su conti personali, evidentemente ottenuti a spese della propria gente.

In altri casi - e noi tra questi - la democrazia esiste, ma viene anche “pretesa” in forme adeguate. Dopo decenni di ruberie generalizzate e inosservanza delle norme più elementari di amministrazione pubblica, si pretende anche di non “lasciarsi andare” nelle contestazioni. E che miseria! Non siate maleducati, per favore!

Vangelo secondo Matteo, capitolo 21: Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere. Capito?? Non disse ai mercanti educatamente di “andare fuori”, li “scacciò”. Ed era il figlio di Dio, e pazienza ne doveva avere, suppongo!! Ed anche “bon ton”!!

E noi, che siamo solo “poveri uomini”? Possiamo solo dire a Perasso: “Bravo ragazzo! Quella pietra lanciata proprio ci voleva”.

LUIGI PALMIERI

Altre immagini