Incontro con Marina Simeone. Una donna sindaco di Castelpoto Politica

Marina Simeone è figlia d’arte, infatti il suo papà, generoso Simeone, è stato negli anni ’70-80 uno dei più noti esponenti della Destra nel Sannio e, con i suoi Campi Hobbit, varcò i confini nazionali.

Intelligente e preparato era però uno spirito libero e non riusciva mai a stare in modo stabile in nessuno dei partiti tradizionali della Destra italiana quali il MSI di Almirante oppure Ordine Nuovo di Pino Rauti, men che mai in Alleanza Nazionale, nonostante fosse cugino del senatore Alberto Simeone.

Per molti versi possiamo dire che Marina Simeone, che pure è impegnata nel suo paese d’origine Castelpoto a svolgere una dura opposizione all’attuale sindaco Fusco, è tale e quale al proprio augusto genitore.

Le abbiamo rivolto alcune domande.

Si candiderà alle prossime elezioni amministrative?

Mi è stato proposto più di una volta, anche da chi non mi aspettavo potesse avere questo interesse, avendomi avversato per i primi anni. Tuttavia dopo un’accorta riflessione ho gentilmente declinato le richieste. Quella di Castelpoto è stata per me una esperienza importante, non solo perché mi ha fatto incontrare o scontrare con le logiche della politica amministrativa, ma perché mi ha permesso di confrontarmi senza paura con la figura di mio padre, la cui memoria rimane indelebile sul territorio. Oggi sono sicuramente più consapevole di come si muovono le simpatie delle persone e qui le mie remore e i miei limiti ad entrare in un meccanismo che indebolisce le idee con l’asfissia del compromesso. Non abbandonerò la mia terra, il Sannio, ma continuerò a lavorare fuori dal palazzo.

Intanto ora come si sta muovendo?

Stiamo impegnandoci per la piattaforma Samnium da circa due anni per la valorizzazione e promozione dei prodotti Sanniti e stiamo avendo finalmente bei riscontri. Inoltre a Gennaio a Milano presenteremo la nostra rivista Revolvere e la federazione degli editori che si impegnano per portare avanti un discorso identitario e ho voluto includere anche editori del territorio e giovani giornalisti capaci. Saremo anche con l’associazione Generoso Simeone nelle scuole con progetti mirati a salvaguardare la nostra storia e il nostro patrimonio artistico, grazie ad una recente e importante partnership con l’Università eCampus.

Allora non è da escludere un suo impegno più diretto a Castelpoto?

Certo, non rinuncerò al sogno dell’alternativa; le coscienze del popolo del sud vanno smosse e va risvegliata quell’indole indomita e fiera che geneticamente abbiamo ereditato dai nostri avi. Il rapporto SVIMEZ va invertito e per farlo è necessario non dare più fiducia né credito a chi ha ridotto non solo Castelpoto ma il Sannio tutto all’impoverimento morale ed economico che oggi lo affligge. Si riuniscano le eccellenze che sono agroalimentari, ma sono soprattutto culturali e mentali e siano esse a condizionare ed ispirare le scelte amministrative.

E’ vero che ha aderito alla Lega di Salvini?

In questi 4 anni mi hanno fatto passare da Fratelli d’Italia a Casa Pound a Forza nuova e oggi alla Lega. No, non sono iscritta a nessun partito, non mi convincono. Salvini ha portato alla ribalta delle problematiche urgenti per l’Italia, ma il sovranismo che sventola è una falsa alternativa. Non si può sperare di vivere in uno stato sovrano senza prima capire di dover difendere l’identità di questo Paese messa sotto assedio proprio dalla cultura liberare che invece rimane intatta nelle politiche dell’attuale destra di governo.

RINO DELLA PIETRA