Lucio Lonardo. Pare che... Politica

Leggo che i partiti e i movimenti accomunati dall’appartenenza all’area di centrodestra avrebbero manifestato l’idea che Lucio Lonardo, per potersi vedere indicato come candidato a sindaco proposto da codesti sostenitori, dovrebbe rilasciare una dichiarazione di appartenenza. Dovrebbe, cioè, affidarsi e cedere la sua libertà morale alla provvisoria consorteria che arranca per trovare chi possa, più che rappresentarla, trainarla al successo. Lasciando da parte discorsi più complicati, la domanda è una sola. Tra un Lucio Lonardo presentato come possibile sindaco e tutti i possibili rappresentanti del centrodestra al tavolo delle trattative c’è per caso un qualsiasi dubbio su chi pesa di più, su chi possa essere determinante, ai fini di un successo elettorale?

Insomma: chi ci guadagna che; chi apporta un valore aggiunto?

Lucio Lonardo ha una storia professionale, ha saputo amministrare enti in qualche modo legati al Comune, ha relazioni di un certo profilo assieme ad una attenzione verso le fasce più derelitte della città, non ha mai rubato e non ha necessità di farlo. Embe’ un uomo così, per diventare “valutabile da candidato sindaco” deve scrivere una dichiarazione con la quale attesta di essere (o voler essere) uguale all’ultimo arrivato di quell’assembramento?

Lucio Lonardo non ha bisogno di salire a Palazzo Mosti per arricchire il suo blasone. Sono gli altri che, potendo affidarsi a un uomo chiamato Lucio Lonardo, sanno di poter guadagnare “posizioni”.

Io non sono nessuno, ma un Lucio Lonardo direttore d’orchestra lo voterei senza badare troppo ai musicanti. Perché sono sicuro che li saprebbe “accordare”. O forse è proprio quello che si teme?

MARIO PEDICINI