Realtà sannita anomala... Alle Comunali difettano le donne e abbondano i militari Politica

Partiamo subito da un dato - piccolo, locale - ma pur sempre un dato che ci deve far riflettere: il gentil sesso, o l’altra metà del cielo come dir si voglia, ha il suo peso quando si tratta di esprimere un voto, infatti, l’esercito delle signore che fra pochi giorni saranno chiamate alle urne per le Comunali nel Sannio è composto da ben 17.836 unità - a fronte di 17.337 maschi - mentre per quanto riguarda le candidature, al netto di veterani e new entry, che siano, sembra di essere ancora in un perenne limbo, una stasi nebulosa, una realtà distopica che non permette alle donne di abbattere certi muri sociali.

Solo due esempi: il pregiudizio: “Eh, ma quella lì che si è messa in testa di fare...”, “Chi si crede di essere…”, “Scommettiamo che prende solo una manciata di voti?”.

Per non parlare della paura di non riuscire a conciliare casa privata e casa comunale, essì, perché quando un uomo esce dalla sua “caverna” sa perfettamente che lascia qualcuno ad occuparsi delle sue camicie sporche, così come dei suoi pargoli, ma una donna - a meno che non ci siano dei nonni abbastanza giovani e in salute - a chi lascia le sue pentole sporche e i suoi marmocchi veloci, curiosi e perennemente affamati per recarsi al Municipio?

E se magari - sempre la donna in questione - ha anche un altro lavoro, allora le servirebbero in aggiunta pure una colf e una cuoca, che si badi sono ancora figure femminili (sigh).

Uffa, che noia, che barba” avrebbe detto la grandissima Sandra Mondaini.

Altro dato, i sindaci uscenti sono tutti uomini, invece, appartengono al gentil sesso i commissari prefettizi di Guardia Sanframondi, Sant’Agata de’ Goti e Telese Terme, rispettivamente: Maria De Feo, Olimpia Cerrata e Patrizia Vicari, vale a dire una reggenza “senza infamia e senza lode”, nullo il potere decisionale che possa imprimere un cambiamento profondo e duraturo alla realtà locale.

Qualcuno obietterà: “Avrebbero potuto essere anche tutti e tre uomini i commissari prefettizi”. Sarà, ma guarda caso sono tre “donzelle”.

Ricordiamo, poi, che a Sant’Agata nel 2019 era stata eletta quale “fascia tricolore” Giovannina Piccoli, prima donna a sedere sullo scranno più alto di palazzo San Francesco, solo che dopo appena un anno, si è vista sfiduciata da 13 consiglieri (9 di maggioranza e 4 di minoranza).

Ora la Piccoli ci riprova, però come consigliere, a sostegno del candidato sindaco Salvatore Riccio.

E ancora, su 27 candidati a sindaco solo 2 hanno la “targa rosa”: Marina Simeone per il Comune di Castelpoto e Benedetta Cacciano per il Comune di Reino, mentre su 274 candidati alla carica di consigliere comunale troviamo solo 72 signore (gli eletti dovranno essere 112).

Nell’articolo a parte le liste e i nomi di tutti i candidati paese per paese.

Se il dato femminile ci fa indignare, purtroppo e ancora una volta, per la scarsa rappresentanza, un altro dato di contro ci fa sorridere, ovvero, le famose e onnipresenti “liste dei militari”, ovvero, di coloro che vogliono godere di un periodo di congedo.

A Castelfranco in Miscano - delle 6 liste presentate - 4 sono formate da perfetti sconosciuti, tutti residenti al di fuori del Comune fortorino ed alcuni anche residenti fuori regione.

La scelta di Castelfranco, poi, di un opportunismo imbarazzante: perché dato l’esiguo numero di abitanti non è stata necessaria la sottoscrizione di firme per poter presentare le liste.

Per tutti gli altri paesi, invece, nulla di nuovo sotto il sole: molti i sindaci uscenti che aspirano al secondo o terzo mandato, mentre a Foiano il voto è legato al decesso del primo cittadino Michele Antonio Maffeo avvenuto lo scorso 29 aprile 2019 e sostituito ad interim dal vicesindaco Giuseppe Antonio Ruggiero.

Per tutti la certezza che si vota in clima coronavirus e questo rischia di ripercuotersi sia sull’affluenza alle urne che sulle rinunce di presidenti e scrutatori.

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it